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CHIVASSO. Più che pensare alle feste, bisognerebbe pensare ai piani di rilancio occupazionale

Il problema della crisi è globale, ed imperversa ormai da svariati anni. In tempi difficili come questi, la politica, a tutti i livelli, dovrebbe adoperarsi giorno e notte per cercare di attutire i devastanti impatti che tutto ciò ha sull’occupazione, e quindi sulla vita quotidiana di tutti noi. Certo, non si può pensare di avere la bacchetta magica ed invertire una tendenza generale, ma tra andare male ed andare peggio in mezzo c’è l’azione della politica, anche locale. Chi amministra una città di 27 mila abitanti importante come Chivasso dovrebbe avere come priorità assoluta lo studio di piani di attrattività per gli insediamenti industriali ed artigianli ( come ad esempio sono stati in grado di fare Comuni ben più piccoli come Torrazza e Brandizzo), dovrebbe creare partneship per attirare il turismo culturale vero che genera indotto e posti di lavoro ( ricordiamoci che noi abbiamo le porte di presa del Canale Cavour, opera unica che genera grande interesse, quando se ne racconta la storia), dovrebbe rendere appetibile il “prodotto Chivasso” e poi cercare partner seri che abbiano la dimensione giusta per “venderlo”. Tutto ciò permetterebbe di generare stabilità alle attività esistenti, ed attrarrebbe nuovi investimenti che darebbero una “boccata d’ossigeno “ alle tante persone, di tutte le età, che con molta fatica sono alla disperata ricerca di un lavoro che gli permetta di vivere e di avere la gusta dignità.

Fino ad oggi, purtroppo, non abbiamo visto nulla di tutto ciò, con un sindaco impegnato assiduamente a tagliare nastri e farsi fotografare alle feste, piuttosto che a chiudersi negli ufficia lavorare a testa bassa sui possibili piani di rilancio, difficili, ma che proprio per questo dovrebbero essere prioritari su tutto. La sensazione che si ha è che chi governa Chivasso viva in un mondo a sé, lontano anni luce dalla realtà attuale, come se l’incarico di primo cittadino consista semplicemente in un costante tour tra le feste accontentando quando capita il proprio elettorato e ricercando un po’ di consenso di tanto in tanto.

La responsabilità di chi vuole essere amministratore è elevata, dalle decisioni di chi ci governa, o dall’assenza delle stesse, dipende la nostra vita quotidiana ed il nostro futuro. Ci auguriamo tutti  un  cambio di passo ed una presa di coscienza di ciò, anche se la tendenza sembra essere in caduta libera nella direzione opposta.

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Blogger: Matteo Doria

Matteo Doria
Castello di sabbia

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