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CHIVASSO. Perchè non usiamo le bici?

Bicicletta

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un interessante articolo sulla mobilità sostenibile nel Nord Europa. Dati alla mano, il cronista indicava nell’Olanda il paese europeo nel quale si fa maggior uso della bicicletta. I sudditi del re Guglielmo Alessandro vanno in bici ovunque: a prendere il treno, al lavoro, a scuola. Noi chivassesi, sudditi di Ciuffreda prima e di Castello poi, invece no. Da noi, ogni giorno pendolari esasperati battono palmo a palmo i grandi parcheggi per cercare un posto, mentre in centro città mamme sull’orlo di una crisi di nervi accompagnano con le loro auto i figli fin sull’uscio di scuola,  maledicendo i poveri nonni vigile che tentano di sbarrare loro il passo.

Ma perché non usiamo la bicicletta? Perché ci ostiniamo a rinunciare a questo mezzo indubbiamente economico e salutare? E pensare che i nostri “sovrani”, nel tempo, si sono dati così tanto da fare. Un nuovo sistema di bike-sharing, potenziato e tecnologicamente all’avanguardia Tratti di piste ciclabili ovunque, belle, colorate, studiate con così tanta cura da rifarle anche un paio di volte, come in Via Ceresa, per essere certi che venissero bene. Hanno cercato di allontanare definitivamente le demoniache automobili dal centro città, eliminando parcheggi e pedonalizzando le vie che non avevano mai visto un pedone in anni di storia. Hanno scatenato orde di vigili urbani a punire gli spavaldi automobilisti.

E noi, ingrati, niente. Non un chivassese che pedali lungo quelle meravigliose corsie. E negli di stalli di Bicincittà intere batterie di biciclette giacciono inutilizzate. Sì, per carità, qualche problemino c’è. E’ vero, effettivamente le piste ciclabili sono completamente slegate tra loro, spesso interrotte, e non conducono da nessuna parte.

Però, per la salute, si potrebbe percorrere più volte lo stesso tratto, avanti e indietro, tante volte. In via Ceresa la pista incrocia un numero infinito di minacciosi portoni dai quali potrebbero sbucare auto assassine, ma con un po’ di fortuna la si può anche fare franca. Insomma, niente scuse! Si pedali! Ah, dimenticavo.

L’articolo si concludeva con la considerazione che la principale fortuna delle piste ciclabili olandesi è il fatto che sono state pensate insieme alle città e che quindi creano reti molto articolate in grado di raggiungere tutti i luoghi importanti della città stessa. Dettagli….

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