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CHIVASSO. Perché non dedichiamo una via o una piazza alle vittime delle foibe?

In un Paese dove ci sono persone che si indignano con chi si difende dalle aggressioni nelle proprie abitazioni, assistiamo a cortei che inneggiano a stragi efferate e politicizzate come l’abominio delle foibe.

A tutto c’è un limite, anche all’ipocresia perbenista di certi tipi di italiani: quelli che sono pronti ad accusare e veder condannare chi spara ai malviventi che si introducono nella propria abitazione, minacciando l’incolumità di intere famiglie, per intenderci, ma che poi non proferiscono verbo quando a certi cortei, esplicitamente politicizzati, spuntano striscioni che inneggiano alle stragi delle foibe. “ come sono belle le foibe da Trieste in giù” “ maresciallo siamo con te, meno male che Tito c’è” e via dicendo…

Già, le foibe, quella vergognosa pagina di storia di cui non se ne parla quasi mai. Quel momento nell’immediato dopoguerra in cui l’Italia cedette i territori di Istria e Dalmazia, ed il dittatore comunista Tito fece sparire migliaia di Italiani nei particolari crateri presenti in quelle montagne, le foibe appunto. Altre migliaia di italiani abbandonarono quelle terre, arretrando dove il nuovo confine era stato segnato: e lì trovarono ad “accoglierli” certi tipi di Italiani che, con la scusa di tacciarli come di destra, li trattarono come cani. Di questo non se ne parla quasi mai, poco negli ultimi tempi, niente fino al recente passato. Eppure non sono vittime innocenti anche queste? Che differenza c’è tra un deportato ad Auscwitz e migliaia di persone gettate a morire in un buco dentro la montagna per queste motivazioni? Qualunquismo spicciolo, ideologie, schieramento per una certa parte politica non dovrebbero mai prevalere su un concetto che dovrebbe essere come un faro: queste schifezze vanno ricordate e condannate tutte, indicando carnefici e colpevoli, per non dimenticare e per evitare che ciò si ripeta.

E allora anche nei Comuni iniziamo a dare segnali forti: perché non intitolare una via od una piazza a queste vittime? Perché non fare campagne di sensibilizzazione nelle scuole con lo stesso impegno con la quale si affrontano certi argomenti anche su questo tema? Perchè no? Sindaco, se ci sei batti un colpo…

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Blogger: Matteo Doria

Matteo Doria
Castello di sabbia

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