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CHIVASSO. Per Natale non solo regali…

fra“Ho da poco compiuto 60 anni e sono un ex dipendente della Lancia di Chivasso – spiega Giovanni -. Sono separato, ho due figli adulti, di cui una, la femmina, ha la sclerosi multipla. Fino a due anni fa lavoravo all’ex Lancia, poi ho perso il lavoro. Oggi trascorro le mie giornate seduto su una panchina della stazione di Chivasso nella speranza di trovare quei pochi spiccioli del resto che la gente dimentica alle macchinette del caffè o che perde durante la corsa frenetica verso il treno. A mezzogiorno, per fortuna, riesco a mangiare grazie all’associazione Punto a Capo di Natalina Borghesio che offre un pasto caldo a chi, come me, non ha i soldi per pranzare ma nemmeno una casa. Per dormire, invece, vado in ospedale. Lì fa caldo e c’è tanto spazio per chi, come me, non sa proprio dove andare…”.
Ho 61 anni e sono rumena – ci racconta Gina -. Sono separata da quasi trent’anni da un uomo che mi maltrattava e 13 anni fa sono venuta in Italia per lavorare. Ho fatto la badante, la donna delle pulizie ed anche la contadina, poi ho iniziato ad avere grossi problemi al pancreas, al fegato ed al cuore. Abito a Torino in una fredda mansarda offertami dall’associazione Terra del Fuoco. Ogni giorno prendo il treno per Chivasso, pagando il biglietto con i pochi soldi che riesco a raccimolare. Mangio grazie alla carità delle persone che ogni tanto mi lasciano del pane. La vita è stata dura con me ma la accetto perché è quella che Dio ha scelto per me”.
Da sette anni sono senza lavoro – aggiunge Vincenzo -, ho una moglie e un figlio adulto e disoccupato da mantenere. Fino a poco tempo fa riuscivamo a sopravvivere con quel poco che ci era rimasto, ma ora non abbiamo davvero nulla. A volte ricevo degli aiuti dal Comune ma questi non sono sufficienti a mantenerci tutti. Diverse volte ho fatto domanda per partecipare ai cantieri di lavoro ma anche se sono a reddito zero poche volte sono riuscito a lavorare. Molte volte vengo escluso a causa dei miei problemi di salute. Nel giro di pochi mesi ho avuto due infarti, quindi alcuni lavori non posso farli. L’unica cosa che mi fa andare avanti è il pensiero di aiutare le persone che si trovano nella mia stessa condizione”.
Queste sono le storie di Giovanni, Gina e Vincenzo, ma potrebbero essere anche quelle di Roberto, Maria e Piero. In un’Italia sempre più povera con il tasso di disoccupazione alle stelle, anche a Chivasso è possibile incontrare le vittime della devastante crisi economica. Con un cartello ed una ciotola in mano a chiedere l’elemosina o con una coperta addosso per ripararsi dal freddo i “clochard”, persone povere senza lavoro né una casa, le trovi tutte lì. In stazione, sotto i portici di via Torino o in ospedale. Sole, escluse dalla vita sociale e private della loro dignità. Ma mentre tutta la città, in questi giorni che precedono il Natale, incurante si occupa degli ultimi acquisti, c’è chi, invece, sta pensando a loro…
Il Natale con Terra e Sole e con Punto a Capo
Con un gesto o una parola, le associazioni di volontariato Fratellanza Solidarietà Terra e Sole, presieduta da Benito Belpanno, e Punto a Capo di Lina Borghesio stanno cercando di rendere il Natale dei poveri meno “povero”, almeno dal punto di vista emotivo. “Come per ogni Natale – spiega Belpanno -, anche quest’anno vogliamo lanciare un appello affinchè tutti i cittadini compiano azioni di solidarietà e fratellanza nei confronti di chi ha bisogno”, ha esordito. “Noi come associazione abbiamo intenzione di creare posti di lavoro in ambito agricolo attraverso la coltivazione di frutta e verdura. Per questo motivo abbiamo bisogno di una mano”.
E continua: “Stiamo cercando volontari, esperti di agricoltura, periti agrari, ex docenti di Agraria anche in pensione e ci servono anche dei terreni incolti da usare in comodato d’uso gratuito, per cui l’appello è rivolto anche a coloro che abbiano dei campi inutilizzati”. Belpanno si rivolge anche alle parrocchie cittadine. “Chiediamo la collaborazione di tutti i parroci del territorio affinchè intervengano per sciogliere l’indifferenza e il pregiudizio che molti cittadini nutrono nei confronti di chi è meno fortunato”.
L’associazione di Lina Borghesio, invece, sarà vicina ai bisognosi attraverso l’apertura straordinaria della mensa sociale situata in vicolo del Cavalcavia. “Quest’anno, a differenza degli altri Natali, non organizzeremo nessuna attività ricreativa. Insieme ai volontari, infatti, abbiamo deciso di tenere aperta la mensa alla sera per soddisfare i bisogni alimentari di quelle persone che non hanno nemmeno una casa”. In tutto, si tratta di una decina di persone sui trentacinque soliti utenti. “Lo facciamo – conclude – con l’augurio che il 2015 sia migliore di quello passato e con la speranza che l’anno prossimo siano loro a servire il pranzo a noi”.

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2 Commenti

  1. Marco Marocco

    Mi ricordo come se fosse oggi… ci bocciarono per ben due volte la mozione per l’istituzione di un Registro dei Terreni Agricoli Abbandonati… seguirono polemiche sui giornali… il risultato di questo “pressing” costrinse l’amministrazione Ciuffreda a portare avanti uno dei loro punti programmatici. E nel 2013 i tecnici del Comune avevano identificato oltre 67mila metri quadri di terreni agricoli comunali e realizzato una bozza di regolamento… poi il buio totale.

    E’ Natale e questa arrogante amministrazione potrebbe fare un bel regalo chiamando Benito Belpanno per dirgli: guarda, ci siamo distratti, i terreni che chiedi ci sono…

  2. Molto secondo questo articolo, non solo i doni fisici possono darci la felicità, ma anche cose che sono gratuite come stare insieme alla famiglia e festeggiare questi giorni insieme, è un regalo molto più gratificante.

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