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Veduta aerea dell’area nel territorio del Comune di Mazzè dove potrebbe sorgere il deposito nazionale di scorie radioattive

CHIVASSO. Pensateci bene se volete distruggere un territorio e rovinare la vita ai bambini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui l’ex sindaco e parlamentare Renato Cambursano dice la sua sulla “TO-10”, una delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive.

La SOGIN, Società totalmente pubblica ha comunicato quanto prodotto dalla medesima oltre 6 anni fa e cioè la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee  (CNAPI ) ad ospitare il deposito delle SCORIE NUCLEARI, dove si contano ben 67 , alcune delle quali sono definiti  “molte buone “, altre  “buone”,  altre sono “ insulari” e altre ancora in “zone sismiche 2 “.

Guarda caso: delle 12 in Categoria “A1”,  “molto buone” , 7 sono in Piemonte (più una in seconda categoria) e tra queste due in provincia di Torino e le altre in provincia di Alessandria.

Di  queste la più vicina a Saluggia è quella definita  TO-10, cioè a casa nostra, nei comuni di Mazzè per circa il 80% ed il resto tra Caluso e Rondissone, ma  i Centri abitati più vicini sono, ancora una volta: Tonengo di Mazzè, Rondissone, Carolina di Caluso, Mandria e Boschetto di Chivasso.

Voglio qui ricordare che queste 5 località sono tutti “Centri abitati” sia secondo la definizione del Codice della Strada, sia secondo le norme in materia Urbanistica!

Come se spostare di pochissimi chilometri il sito, tutto diventasse più idoneo… .

Che il problema delle scorie nucleari, depositate da anni a Saluggia nella misura dell’80% del totale, debbano trovare una sistemazione definitiva per i prossimi 300 anni  era ed è cosa giusta e doverosa, visti i rischi corsi nel 2000 quando  i fusti galleggiavano nell’acqua  a seguito dell’alluvione, ma che si punti la fiche più alta ancora una volta sul basso Canavese e sul Chivassese perché più vicina a Saluggia è l’ennesima dimostrazione che la individuazione delle aree è stata fatta a tavolino. Non si è andati sul territorio a sondare quale tipo di terreno c’è e se il medesimo è ancora agricolo  e pure di primissima qualità, e che a poche decine di centimetri in profondità scorre l’acqua che alimenta le falde,   conferma la insipienza  di chi ha fatto lo “studio”.

E pensare che stiamo parlando di due società pubbliche (SOGIN e ISPRA, oggi ISIN – Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare ) e non di privati come nel caso della pseudo società agricola “Caluso Biometano”  che hanno come unico scopo il businnes e non la salute dei cittadini.

Come Comitato “IO Mi RIFIUTO” abbiamo predisposto una petizione già sottoscritta da oltre 15.000 cittadini, che non sono “ambientalisti populisti”  come li ha definito qualcuno, ma persone in carne ed ossa  preoccupate per il loro futuro.

Sì, può anche essere vero che l’impianto avrà le caratteristiche della massima sicurezza”, ma sappiamo che questa in assoluto non esiste e quindi nell’eventualità che qualcosa non funzioni, i primi a pagare saranno loro, meglio, noi, i nostri figli, nipoti e pronipoti fino alla decima/dodicesima generazione a venire.

Intanto Giovedì 14 gennaio si è svolta una seduta congiunta dei tre Consigli Comunali direttamente coinvolti in questa partita per la vita: Caluso; Mazzè e Rondissone ed è stato approvato un Ordine del giorno/Mozione, nel quale sono stati richiamati i vari riferimenti legislativi , sino al provvedimento congiunto del MISE e quello dell’Ambiente , del 30.12.2020, con il quale si consentiva  a SOGIN di pubblicare l’ Avviso Pubblico  sul proprio sito telematico, con le 67 aree… , “ senza alcun tipo di preventivo confronto, interazione e/o comunicazione con i territori interessati, generando nei cittadini residenti in tale aree  una situazione di confusione (?) e di grande preoccupazione”, come viene giustamente ricordato nel Documento unitario dei tre Comuni.

Le tre amministrazioni comunali ricordano altresì che “la nostra area è parzialmente ricompresa nell’area di ricarica della falda profonda , Art. 24, comma 6, delle Norme di piano del “Piano di Tutela delle Acque della Regione Piemonte” e che il fiume Dora Baltea  scorre a poche centinaia di metri, che l’80 per cento dell’area è ricompresa nel Sito MAB UNESCO “ Colline del PO”  e che “ Caluso è capitale dell’Erbaluce e che con Mazzè ed altri enti,  dal 2010 è riconosciuto come DOCG”, che  il comune di Mazzè è territorio con marchio “ Nocciole Piemonte IGP “.

La conclusione dei tre Comuni dice testualmente: “Ritenuto che l’insediamento del Deposito delle scorie vanificherebbero gli sforzi non solo economici portati avanti dagli amministratori dell’area Canavese-Chivassese da 40 anni  ( da quando è iniziato il declino del comparto industriale ) volti alla valorizzazione e al rilancio economico del territorio dal punto di vista turistico, culturale ed enogastronomico”, i Consigli Comunali “ esprimono:

  la propria preoccupazione per le pesanti e negative ricadute economiche e sociali su tutto il distretto Canavesano-chivassese ed in particolare sull’ambito territoriale di Caluso-Mazzè-Rondissone e dei comuni limitrofi.

– la propria preoccupazione per la tenuta dell’identità (?) del territorio..

Chiedono: di sospendere l’iter sino al termine dello stato di emergenza dovuta alla Pandemia; a Sogin di escludere l’area TO10 dalle aree favorevoli; alla Regione Piemonte e alla Città Metropolitana di Torino e ai Parlamentari piemontesi di sostenere questa proposta.

Le osservazioni.

1) Si cita un paio di volte il Chivassese, ma perchè il Sindaco di Chivasso e degli altri Comuni limitrofi, non sono stati coinvolti in questa iniziativa, come invece è avvenuto nel Carmagnolese?

2) Perché non viene citata la frazione Mandria, che dista 1.200 metri dal sito TO 10, esattamente come Tonengo, Carolina e Rondissone ?

3) Perché non viene mai utilizzata la parola salute pubblica e/o tutela della salute dei cittadini?

4) Perché non si fa alcun riferimento al fatto che a livello europeo non è ancora stato individuato il sito per lo stoccaggio definitivo delle scorie ad alta intensità e che quindi il “deposito provvisorio “ delle medesime rischia non solo di durare molto a lungo, ma che addirittura sia proprio in Italia?

5) Perché non è stato detto che non può essere la stessa Sogin né ISIN l’ente che certifica in via definitiva il sito, altrimenti si cascherebbe in clamoroso conflitto di interesse? Controllore= Controllato !

6) Perché non si è fatto minimamente cenno a quanto già sussiste sul nostro territorio del basso Canavese e Chivassese ?

Lo possiamo immaginare ma a questo punto lo facciamo noi:

– è già attivo un impianto della C.R.M. SRL di Cherasco (CN) per la triturazione di 60.000 tonnellate/anno di materiale edile ed affini tra cui soprattutto traversine ferroviarie un disuso: nei giorni scorsi è stato registrato nelle vicinanze il rumore assordante emesso da quest’infernale macchinario…., senza contare le polveri sottili sollevate ed immesse nell’aria;

– è al secondo tempo dell’esame della Città Metropolitana di Torino il progetto per il     trattamento di 60.000 tonnellate/anno di Rifiuti Organici Urbani della “Caluso Biometano(?) s.a.-Srl di Verona, di cui abbiamo già abbondantemente scritto sul questo stesso giornale. Entrambi questi progetti, sono un regalo della sindaca di Caluso!

Se poi allarghiamo l’orizzonte formando un quadrilatero di 7 chilometri per lato, dove abitano almeno 60.000 persone,  troviamo:

– San Benigno a Ovest dove è previsto un altro impianto per il trattamento di altre 60.000 tonnellate/anno di Rifiuti Organici Urbani sempre dello stesso gruppo imprenditoriale (?) di Verona, anche questo al secondo tempo dell’esame della Città Metropolitana di Torino;

– Chivasso a Sud, con un carico ambientale assolutamente insopportabile; il Deposito ESSO; la seconda Discarica del Piemonte per ampiezza e capacità con tutti i problemi che essa ha creato in questi anni e sta ancora creando; la Centrale Biogen all’interno dell’ex area Lancia ora Consorzio PICHI, che nel tempo ha creato notevoli problemi di inquinamento odorigeno, con confronti e verifiche tra A.S.L., ARPA, Uffici Ambiente della Città Metropolitana; la Centrale Termoelettrica, con una potenza installata di 1.179 MW gestita dalla società A2A.

– Torrazza Piemonte ad Est con le  discariche di Rifiuti industriali speciali , località dove è previsto il Deposito dello SMARINO proveniente dagli scavi per l’Alta Capacità Torino-Lione;

– Rondissone, con il progetto già autorizzato dalla Città Metropolitana di Torino di un progetto per il trattamento di 41.000 tonnellate/anno di Rifiuti Organici Urbani, sul quale è pendente un ricorso al Consiglio di Stato.

Purtroppo in Italia non esiste una norma che tuteli il diritto alla vita, nella stessa formulazione anglosassone. Bisognerebbe fare riferimento direttamente alla Costituzione che tutela il diritto alla salute.

Allora, applichiamo la Costituzione. caro Parlamento, caro Governo, cari Ministri all’Ambiente, alla Salute, alla Giustizia, introducete norme che tutelino il diritto alla salute come prevede la Carta fondante il nostro Paese. Ma datevi una mossa!

Renato Cambursano

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