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Massimo Corcione

CHIVASSO. Parla Corcione (Pd): “Andrò alla Leopolda ma non seguirò Renzi in Italia Viva”

Quattro chiacchiere con Massimo Corcione, segretario del Partito Democratico chivassese. Dai comitati di Azione Civile a Italia Viva, fino ai fatti chivassesi. Sentite un po’ qua…

Massimo, sei un renziano della prima ora. Hai sostenuto, dopo la Leopolda 2018, la nascita dei comitati di Azione Civile. È passato un anno, che esperienza è stata?

I comitati di Azione Civile sono nati per cercare di discutere su alcuni temi di interesse generale senza necessariamente metterci sopra il cappello di un partito. Per riuscire nell’intento non basta aprire il comitato ed il tempo di un anno penso sia servito soprattutto per imbastire l’organizzazione sul territorio. Non a caso chi è partito prima come gli amici di Settimo sono riusciti ad organizzare alcune iniziative interessanti. Ora con l’arrivo del nuovo partito di Matteo Renzi non so che fine faranno nè tanto meno se si trasformeranno in qualcosa di differente.

Renzi oggi si smarca dal Pd e fonda Italia Viva. Una scelta che condividi?

La scelta di Matteo era ormai nell’aria da tempo e la ritengo una soluzione inevitabile che probabilmente gioverà ad entrambi. Di Renzi ho condiviso le idee ed il modo di immaginare il futuro di questo Paese all’interno di un grande partito come il PD. Oggi rispetto la sua scelta come ho rispettato quella di D’Alema e Bersani. Fondare Italia Viva dà a Matteo la possibilità di ritornare sulla scena politica da protagonista e contribuire alle scelte del Governo. Di sicuro quello che ha di fronte è una prateria tutta da conquistare.

Cosa ti aspetti dalla prossima Leopolda?

La Leopolda per me ha sempre rappresentato molto. Ho sempre detto che solo chi ha partecipato ne può comprendere il clima e respirare l’entusiasmo che circola. Da quanto leggo su i giornali dalla prossima Leopolda non potrà che partire Italia Viva. Solo in quell’occasione si conosceranno in dettaglio i contenuti di questo nuovo soggetto politico. La Leopolda è stata in questi anni la più grande officina politica aperta e coinvolgente ed è bene che continui ad esserlo. Un’ esperienza che tutti i partiti dovrebbero mettere in campo per ampliare la partecipazione.

Sei segretario del Pd a Chivasso da nemmeno due anni. Seguirai Renzi in Italia Viva oppure continuerai la tua esperienza nel Pd?

Il percorso che mi ha portato ad essere segretario del PD non è stato affatto semplice. Il risultato ottenuto è stato il frutto di una squadra che mi ha sostenuto ed ha creduto in un progetto politico. Con loro mi sono confrontato a lungo prima di prendere una decisione. Ho scelto quindi di rimanere nel PD. In primis perché non si seguono le persone solo per la loro  leadership , preferisco scegliere di seguire un progetto, un programma ed una vision… elementi questi che ad oggi non conosco puntualmente. 

Al congresso ho votato convintamente ed ho fatto votare la mozione Giachetti-Ascani. Anna è rimasta nel partito per continuare a sostenere i contenuti di quella mozione ed io sono convinto che sia giusto.

Inoltre ciò che mi spinge a rimanere è il momento politico in cui il PD si trova. Oggi il Partito Democratico gioca una partita importantissima, un all in, dove ti giochi tutto. Deve conquistare il Paese mettendo in atto delle politiche che abbassino davvero le tasse, che mettano più soldi nelle tasche dei lavoratori per far ripartire l’Italia. Credo che per fare questo ci sia bisogno dell’aiuto di tutti ….ed io non mi tiro indietro.

Nel circolo di Chivasso quali effetti avrà la nascita di Italia Viva?

Come ogni scissione ci saranno persone che guarderanno ad Italia Viva con interesse ed altre che continueranno il loro percorso. Qualunque sarà la loro scelta avranno il mio rispetto e lavorerò per gettare ponti di collaborazione fattiva come con qualunque altra forza politica che ad oggi si candida ad essere nostra concorrente ma al contempo nostri alleati.

Veniamo ai fatti Chivassesi. Partiamo da lontano: due anni di amministrazione Castello. L’impronta sulla città si sta vedendo?

Credo che due anni siano pochi per dire se un’amministrazione abbia già lasciato un’impronta. Occorre sicuramente maggior coraggio per proporre la propria visione alla città. L’ordinario va bene, ma se vuoi lasciare il segno allora devi pensare alla città che vorresti per i prossimi dieci anni.

Come giudichi questa amministrazione?

Personalmente non amo dare le pagelle …è una questione di stile. Preferisco spronare tutti a fare del proprio meglio. Saranno gli elettori a giudicare i risultati dell’amministrazione.

Cosa manca ancora a Chivasso, oggi?

A Chivasso manca una politica infrastrutturale che ampli le opportunità di lavoro, che faccia diventare il nostro territorio appetibile dal punto di vista produttivo. La stazione di porta penso sia un progetto che tutto il territorio, al di la del colore politico, debba appoggiare convintamente.

Ci vorrebbe una  politica” green “coraggiosa che cambi il volto della città, per esempio una maggiore incisività sulla mobilità sostenibile. Rendere la nostra città un luogo in cui è bello vivere ne farà crescere il numero di abitanti con un conseguente incremento del commercio cittadino.

E poi ci sarebbe il welfare, su cui occorre dare risposte importanti cercando di comprendere la qualità e la quantità dei servizi offerti. Ed ancora lo sport, la cultura e potrei andare avanti a lungo ma sono sicuro che chi oggi è alla guida della città sa bene cosa manca in Chivasso e proverà a fare di tutto per ottenere il miglior risultato possibile.

L’assessorato alle Politiche Sociali, dopo le dimissioni di Moretti, è ancora vacante. Si dice che il sindaco stia aspettando una nuova disponibilità del dottore. Pensi sia una soluzione percorribile, il ritorno di Moretti, due mesi dopo le sue dimissioni?

Non so se il sindaco stia aspettando il ritorno di Moretti. Ho provato a cercare Claudio Moretti subito dopo le sue dimissioni per ringraziarlo del lavoro svolto fino ad oggi ma riuscire a trovarlo è davvero un’impresa. Quindi non so se sarebbe disponibile o meno a riprendere l’incarico. Ritengo che il lavoro che sta svolgendo attualmente sia di grande importanza e rilevanza per l’intero territorio. Al momento il sindaco ha scelto di mantenere le deleghe, ci incontreremo a breve per fare il punto della situazione e in quell’occasione parleremo anche del percorso che si vuole intraprendere per scegliere il nuovo assessore. Da questo punto di vista per il PD non ci sono pregiudiziali in merito.

Per gli equilibri politici della maggioranza, l’assessorato alle Politiche Sociali spetterebbe al Pd. Per il dopo Moretti si fanno però ipotesi di figure non riconducibili al Pd. Fantapolitica?

Ritengo questo assessorato di grande importanza per la nostra comunità per cui , come dicevo prima,  non ho pregiudiziali in merito. Ad oggi il PD esprime oltre al sindaco una serie di figure importanti come Presidente del consiglio e due Assessori. Penso che quello che contraddistingue questa segreteria sia quello di guardare al merito delle persone e non alla sola appartenenza politica. Quindi lavoreremo con il Sindaco ed il gruppo consiliare per cercare tutti insieme la figura migliore per il ruolo da ricoprire.

Parliamo del caso “melamina”. Il sindaco Castello, dopo proteste e preoccupazioni dei genitori, ha sospeso la fornitura dei piatti di melamina alle mense scolastiche in vista di ulteriori esami e accertamenti. Ha fatto bene?

Credo sia compito di un sindaco farsi carico delle preoccupazioni dei suoi cittadini e cercare di comprendere se quest’ultime siano o meno fondate per cui ritengo che abbia fatto bene a sospendere la fornitura per fare degli approfondimenti ulteriori. Quando sono coinvolti  dei bambini è bene non sottovalutare nulla. Chiedere al Ministero della Salute un intervento in merito non fa sicuramente male, anzi potrebbe fugare qualche dubbio.

Invito però il sindaco, che è sicuramente persona attenta, a prendere in seria considerazione l’adozione di altre tipologie di stoviglie, dalla porcellana al piatto infrangibile che possano soddisfare il bisogno di ridurre la produzione di plastica e dare maggior serenità alle famiglie.

La frenata di Castello ha colto di sorpresa la sua stessa maggioranza, assessori e consiglieri. Non tutti l’hanno compresa e, anzi, si dice che Centin e Pipino siano “neri”. Tu da che parte stai?

Non sono a conoscenza di tali malumori. Penso di aver già espresso chiaramente il mio pensiero. Il sindaco è il responsabile della salute pubblica e come tale si confronta sicuramente con tutti ma poi deve prendere lui la decisione.

I rapporti tra il Pd e i 5 Stelle, dal patto di governo in poi, sembrano più distesi. Anche a Chivasso è così?

I rapporti con i 5 Stelle sul nostro territorio restano sempre gli stessi. Ad oggi non mi sembra siano all’orizzonte prove tecniche di avvicinamento in funzione dell’assetto di Governo Nazionale.

In conclusione, che autunno politico sarà a Chivasso?

Sarà un autunno politico che vedrà il PD impegnato con il tesseramento nelle piazze, tra le persone. Sarà una stagione dove i risultati prodotti dovranno essere messi a conoscenza di tutti per ampliare non solo il dibattito ma soprattutto la consapevolezza nelle persone. Penso ad esempio all’uso delle carte elettroniche come mezzo di pagamento. Un’idea che sposo in pieno e di cui avevo avuto l’onore di discutere al tavolo della Leopolda sulla lotta all’evasione qualche anno fa. Ricordo che questo strumento consente una maggiore tracciabilità dei pagamenti e pone in sicurezza anche le persone da furti e rapine ai bancomat, basta recarsi nei paesi più sviluppati per vedere come in tanti posti si può pagare anche il caffè con la carta di credito/debito.  Su questo argomento dopo il DEF cercheremo di organizzare delle iniziative per sensibilizzare la popolazione.

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