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Chivasso
La discarica di Chivasso

CHIVASSO. Una nuova discarica da 750 mila metri cubi!

Il 15 luglio la società SMC, proprietaria delle quattro discariche di Regione Pozzo, ha depositato in Città Metropolitana la terza versione del progetto Wastend. I cittadini hanno tempo fino al 13 settembre per inviare a Città Metropolitana le proprie “osservazioni” al progetto. 

Naturalmente l’amministrazione comunale non ha informato i cittadini attraverso i consueti strumenti di comunicazione di maggiore diffusione. Nella newsletter del Comune inviata via posta elettronica non c’è una parola. Nemmeno nella home page del sito informatico. Il link del progetto è stato pubblicato in una delle tante sezioni tematiche del sito, quelle visitate generalmente solo dagli addetti ai lavori.

Come quelli precedenti, il progetto si compone di due parti: l’impianto di trattamento e recupero di rifiuti e una nuova discarica. Il progetto è opera dell’architetto Giorgio Giani, del responsabile della società Sebastiano Chizzali e del geologo Giuseppe Biolatti di Geostudio di Torino.

Il progetto è un mattone di 80 pdf per 500 megabyte. Una quantità enorme di pagine. In questo primo articolo forniremo solo i dati “grossi” dell’intervento. 

Lasceremo da parte l’impianto di riciclo per concentrarci sulla nuova discarica, che ha sempre costituito la principale preoccupazione dei cittadini interessati. 

Una nuova discarica  da 750.000 metri cubi

La nuova discarica è progettata da Giuseppe Biolatti. E’ lo stesso autore della precedente versione, quella che fu stroncata dai tecnici di Città Metropolitana. Essa infatti prevedeva di portare circa 500.000 metri cubi di rifiuti sopra la preesistente discarica Chivasso 2 rischiando di provocarvi “cedimenti differenziali”.

Col nuovo progetto SMC intende conseguire l’ampliamento della Chivasso 3 e eseguire la bonifica della Chivasso 1. Complessivamente un guadagno di volumetria di 1.132.000 metri cubi. Dai quali vanno però sottratti 380.000 metri cubi: sono quelli che verranno tolti dalla Chivasso 1 e poi ivi rimessi dopo la sua bonifica. In sostanza SMC otterrebbe una nuova discarica di 752.000 metri cubi di rifiuti. Che in parte proverranno “da fuori”, e il guadagno consentirà alla società di realizzare l’intero progetto. La parte restante sarà costituita dagli scarti dell’impianto di riciclo. 

Dove verrà realizzata la nuova discarica? Una prima porzione nell’area fra la Chivasso 2 e la Chivasso 3. Una seconda nella bonificata Chivasso 1. Una terza nel posto oggi occupato dagli uffici e dall’impianto di lavorazione dei pneumatici, dove verrà creato un nuovo invaso profondo sette metri. Ai 6 lotti della Chivasso 3 si aggiungeranno così altri 7 lotti, arrivando a 13. Tutti i luoghi citati sono vicini alle case della frazione Pogliani e alle cascine dei dintorni.

I progettisti dichiarano che non vi sarà consumo di suolo vergine perché tutti i lotti saranno costruiti all’interno del perimetro dell’attuale area discariche. In sostanza non si apriranno nuovi buchi nei campi confinanti. Come chiede il sindaco Libero Ciuffreda. Tuttavia parte dei nuovi lotti saranno ricavati in posti nei quali prima non c’erano rifiuti: l’avallamento fra la Chivasso 2 e la Chivasso 3, lo spiazzo degli uffici, l’area del capannone dei pneumatici. Chiamate la faccenda come volete, ma la realtà è che terreni dove finora non c’erano rifiuti ora diventeranno discariche.

Da notare che in uno di questi siti, quello che adesso ospita gli uffici e i pneumatici, si scaverà fino a sette metri di profondità per ottenere il nuovo buco chiamato “lotto 8”. 

Per dodici anni  arriveranno nuovi rifiuti

La nuova discarica verrebbe riempita in dodici anni. Negli anni successivi i rifiuti di scarto dell’impianto di riciclo dovrebbero venire trasportati altrove. Facciamo un po’ di conti. Oggi le quattro discariche esistenti sono o dismesse o in fase di esaurimento della volumetria. Vale a dire che presto tutte le discariche di Regione Pozzo dovrebbero venire chiuse definitivamente. E’ vero che le discariche non muoiono mai. Lo dice Soldi di Città Metropolitana: vivono per decenni e per decenni vi sarà sempre il rischio che rilascino sostanze nocive nelle falde, nella terra e nell’aria. Ma almeno ai Pogliani non arriverebbero più nuovi rifiuti. Realizzando Wastend la storia ricomincia daccapo: una nuova discarica che durerà dodici anni. Tredici o quattordici se i lavori cominceranno nel 2017 o nel 2018. Poi comincerà il monitoraggio del post mortem e via seguitando. Un film già visto. Si è cominciato nel 1985 con la Chivasso 0 e una dopo l’altra le colline di rifiuti sono diventate quattro. E adesso si riparte con nuovi buchi.

Dopo dodici anni si ricomincia?

Sempre che tra dodici anni SMC si fermi veramente. Completata la nuova discarica, potrebbe accadere quel che è sempre avvenuto dal 1985 in poi: la società chiede di allargare le discariche esistenti o di crearne una nuova. Costa meno che spostarsi in un altro Comune. Nel bilancio 2015 recentemente approvato Waste Italia, che controlla SMC, scrive che le discariche stanno diventando un “bene raro” e che occorre valorizzare quelle già in possesso della società. Fin troppo facile tradurre queste considerazioni in lingua chivassese: Wastend è un modo per “valorizzare” le discariche di Chivasso allungandone la vita di dodici anni. Ma se le discariche sono un bene raro da salvare e valorizzare, perché non riprovare fra dodici anni a prolungarne ulteriormente l’esistenza? 

Per i poglianesi dodici anni bastano e avanzano. Purtroppo per loro. Per dodici anni si scaverà, si sposterà della terra, si realizzeranno sponde, si faranno impermeabilizzazioni, si rifarà il capping della Chivasso 2, si sposterà il fotovoltaico dalla Chivasso 1 alla Chivasso 2, viaggeranno autocarri, giungeranno rifiuti, si costruiranno i capannoni dell’impianto, ecc. Bene che vada, dodici anni di rumore, odori e profumo di diesel. 

Perché bonificare solo la Chivasso 1?

Una domanda va fatta al sindaco e a Città Metropolitana, che sarà chiamata a giudicare il progetto. Perché mai si dovrebbe bonificare solo la “Chivasso 1”? Si dirà: è la più vecchia, quella che inquina di più perché costruita quando la normativa era meno esigente e si accontentava di opere di impermeabilizzazione meno efficaci. Però anche le altre discariche “perdono”. La Chivasso 2 è coinvolta nella bonifica delle falde acquifere. Il metano nel sottosuolo a quanto pare esce anche dalla stessa Chivasso 2: uno dei lisimetri che hanno segnalato la migrazione del metano si trova a lato di questa vasca. Nella Chivasso 3 il nerofumo arrivato da Pioltello è ancora lì… Tutto questo lo scriviamo nel 2016. Ma il territorio era già troppo compromesso nel 2008. Lo scrisse la giunta provinciale nella quale era assessore Giorgio Giani, che oggi da progettista di Wastend chiede un ampliamento. Lo disse il consiglio comunale di Chivasso nel 2010 con l’ordine del giorno votato all’unanimità. Chissà se esiste qualche volenteroso consigliere disposto oggi a ripresentare quell’ordine del giorno. Avrebbe persino qualche argomento in più: l’inquinamento delle falde, l’incendio dell’ottobre 2014, il metano nel sottosuolo…

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