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Lorenzo Ardissone

CHIVASSO. Da New York a Chivasso. Da Trump a Ardissone

Liborio La Mattina

Sono necessarie misure di difesa ma anche d’attacco, per garantire la sicurezza nelle scuole. Ne è convinto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lo ha pure sottolineato durante un recente incontro con autorità e insegnanti. “Se non abbiamo misure d’attacco in queste scuole, signori ci stiamo solo prendendo in giro”, ha twittato con il suo solito aplomb.

E poi anche perchè le gun free zone (zone senza armi, ndr) per i killer delle scuole sono come “entrare per un gelato” e infine “una scuola senza armi è una calamita per le persone cattive”.

Quindi che si fa?

Molto semplicemente basterbbe – ed è sempre il pensiero di Trump – armare gli insegnanti.

Armare gli insegnanti? Proprio così!

Capita tutto questo  a pochi giorni dalla sparatoria in una scuola della Florida nella quale sono morti 17 ragazzi e – guarda un po’ – la Nra, l’associazione che raggruppa tutti i dententori di armi si è subito detta disponibile a finanziare il “programma”.

Da Washington Dc a Chivasso. Anche qui esiste una questione “sicurezza” di cui preoccuparsi. Non è legata alle scuole bensì agli ospedali e di mezzo, bontà nostra, non ci sono pistole e fucili ad aria compressa, mitragliatori e bazoka. All’indice cazzotti e spintoni agli infermieri e al personale sanitario, come è successo solo alcuni giorni fa a Ciriè. E sarà anche vero che non si finisce all’obitorio, ma guai a chi tocca trasformarsi in punchball.

Il direttore generale Lorenzo Ardissone ci ha pensato su intere settimane e poi ha deciso. Perchè non organizzare un corso di difesa personale o se si preferisce una serie di lezioni per prevenire gli atti di violenza?

Detto fatto.

E sarà un modo per “informare e formare gli operatori sui metodi di riconoscimento di segnali di pericolo o di situazioni che possono condurre a episodi di violenza e sulle metodologie per la prevenzione e la gestione degli stessi…”., con l’obiettivo “di illustrare il protocollo aziendale per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza, di identificare le fasi del ciclo dell’aggressione, di individuare le strategie utili a prevenire l’aggressione e a ridurre l’amplificazione della violenza, di descrivere le strategie comunicative e relazionali che favoriscono la descalation e di riconoscere l’opportunità di rielaborare gli eventi aggressivi…”.

Ed è come se ce li avessimo davanti agli occhi gli infermieri con il foglietto in mano pronti a richiamare i tanti pazzi scatenati.

“Alt! Fermi tutti! Si rifà. Qui il protocollo dice che devi avere  lo sguardo truce, il fare guardingo e la bava alla bocca…”.

Insomma se questa è prevenzione, siamo bell’e rovinati.

Inutile. Per certi versi dannoso star qui a chiedersi come gli sia potuta venire in mente una cosa così. Alla fin fine parliamo sempre dello stesso direttore che qualche tempo fa si era inventato un concorso interno di disegno, aperto a tutto il personale, invitato a guardare fuori  dalla finestra e poi a descrivere le bellezze della natura o il traffico giù in strada.

Ancora grazie che non abbia pensato al karatè, alla boxe, allo judo o alla lotta greco-romano. Ma ve lo immaginate quante belle scene da cartone animato ci sarebbero state da raccontare, con Bruce Lee al triage e Muhammad Alì in reparto.

Per fortuna c’è anche altro.

E sono nuove disposizioni sulla chiusura serale dei reparti e degli accessi ai presidi ospedalieri, ma anche misure di tipo tecnologico, come l’installazione di ulteriori citofoni  e dispositivi di videosorveglianza.

Si aggiunge una campagna di informazione congiunta con il Collegio IPASVI Provinciale di Torino e con l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Infine la gara d’appalto per assegnare a una società del settore il compito di elaborare un piano sicurezza delle postazioni di guardia medica, utilizzando la tecnologia e le risorse umane.

Insomma davvero tanta “fuffa”, talmente tanta da lasciare quasi esterefatti considerando che sarebbe bastato – come da più parti si è sempre detto e lo hanno chiesto a gran voce pure tutti sindacati – aumentare il numero e la presenza delle guardie giurate  o il servizio di vigilanza.

Troppo semplice per l’Ardissone. Tant’è! Prendere o lasciare.

Per la cronaca il corso di difesa si articolerà in tre edizioni di cui la prima si svolgerà il prossimo 28 marzo per gli addetti ai Servizi ad alto rischio (medici, infermieri, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, operatori socio sanitari e amministrativi dei Pronto Soccorso, del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (SerD).

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