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Chivasso
La roggia San Marco

CHIVASSO. Nessuno pulisce la roggia San Marco

Tra le case di Chivasso, nei pressi di via Berruti, la roggia San Marco è parzialmente ostruita da una isoletta di terra, pietre e vegetazione che gradualmente cresce di dimensioni. E’ un pericolo in caso di piena? Questo dovrebbe saperlo il Comune. Al quale gli ambientalisti e questo giornale, soprattutto Massimo Rubin di Legambiente, hanno segnalato il fatto fin dal 2013″ hanno segnalato il fatto fin dal 2013. Risultato: il Comune non è intervenuto e l’ostacolo nel letto della roggia si allarga. Stiamo parlando del tratto di roggia San Marco fra il cavalcavia di via Foglizzo e via Berruti. Da una parte il condominio sulla rampa del cavalcavia, dall’altra il cantiere di via Berruti. Un paio di anni fa dal cantiere furono immessi nella roggia un tubo e un manicotto da idrovora. Nel punto in cui il manicotto scaricava in roggia compariva l’isoletta: terra, ghiaia, arbusti. Col tempo la vegetazione è cresciuta e intorno all’ostacolo si sono fermati rami e altri materiali trasportati dall’acqua. La roggia San Marco non è un rigagnolo senza importanza: è una delle due grandi rogge di Chivasso (l’altra è la roggia Campagna). Scende da Montanaro e attraversa tutta la nostra città fino al fondo di Corso Galileo Ferraris. Gran parte delle opere di “messa in sicurezza”, scolmatori e sistemazione dei rii, realizzate a Chivasso dopo le alluvioni del 1994 e del 2000, sono state concepite –lo dicono i documenti del Comune – proprio per sgravarla del grande volume di acqua che, in caso di piogge eccezionali, essa potrebbe riversare fin nel centro di Chivasso. Prima o poi, si spera, il Comune interverrà e farà rimuovere l’ostacolo. Ma chi pagherà? Chi è responsabile della formazione dell’isoletta? Non siamo dei tecnici, e non sappiamo se l’isoletta c’era già prima del cantiere, o se si è formata durante i lavori del cantiere medesimo. Il Comune è in grado di accertarlo: tanto per evitare, se possibile, che i soldi vengano presi ancora una volta dalle tasche dei cittadini.

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