Adriano Pasteris

Tra le granite e le granate di: Adriano Pasteris

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CHIVASSO. Sono nate prima le rotonde o gli attraversamenti pedonali in mezzo alle rotonde?

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E’ nato prima l’uovo o la gallina? L’enigma degli enigmi che ci tormenta fin dalla notte dei tempi. Irrisolvibile. Ma la complessità del celebre quesito è destinata ad essere  oscurata da un altro insolubile dilemma che turba la mente di noi Chivassesi: sono nate prima le rotonde o gli attraversamenti pedonali in mezzo alle rotonde? La complessità dell’argomento merita riflessioni profonde. In principio fu la rotonda e vari assessori ai lavori pubblici, folgorati dalla novità, aderirono con entusiasmo al nuovo culto. Rotonde di tutte le dimensioni spuntarono in ogni angolo della città. I progettisti chivassesi rivelarono fin da subito una creatività fuori dal comune.  Nacque così la rotonda più piccola del mondo, all’ inizio di Via Demetrio Cosola, dalla parte di via Regis, la rotonda che solo i veri Chivassesi riconoscono come tale perché per tutti gli altri automobilisti è semplicemente un lampione in mezzo ad un incrocio. Poi la rotonda inclinata delle camere mortuarie, lodevole tentativo di far rivivere la sensazione delle montagne russe agli utenti degli autobus di linea. Ma ben presto ci si evolse e venne l’era dei passaggi pedonali in mezzo alle rotonde. Perché? Boh! Certamente un’idea geniale. È vero che non pochi pedoni ci lasciarono un po’ di ossa rotte alla rotonda di piazza d’Armi verso l’ingresso del foro Boario, ma, d’altra parte è altresì vero che non esiste culto senza martiri. Poi, nel dicembre di due anni fa, l’apocalisse. La Prefettura,   sollecitata dalla denuncia di un cittadino, dichiarava fuori norma i passaggi pedonali in mezzo alle rotonde. Era iniziata la prima persecuzione. Ma a Palazzo Santa Chiara non si persero d’animo. Le rotonde non possono essere attraversate dalle strisce pedonali? E noi diciamo che le rotonde non sono più rotonde! Un’altra genialata. E dunque via i segnali di rotatoria, via i segnali di precedenza! Incroci, non rotonde. E nessuno osi più pronunciare la parola. Incroci! Le rotonde di Chivasso sembrano rotonde, ma sono incroci. Che tutti se ne facciano una ragione! Che la gente impari ad andare oltre l’illusorio mondo della percezione. Ah, prima di chiudere una domanda: come ci si muove all’interno delle rotonde che non sono rotonde? Risposta: verosimilmente dando la precedenza a chi arriva da destra e non a chi è in rotatoria. Ancora una cosa: la gente lo avrà capito? Mah… Cambiamo discorso…

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