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Abdelhak Ben Cherqui
Abdelhak Ben Cherqui

CHIVASSO. Musulmani in marcia per la pace

Una “Marcia per la Pace” nel giorno dell’Immacolata. E’ quella che hanno organizzato per domani, martedì 8 dicembre, le associazioni che raggruppano i musulmani di Chivasso – “Dar Annour” e “Unite per l’integrazione” -, in collaborazione con la Federazione Islamica Italiana, con la Federazione Islamica Regionale Piemonte e con la parrocchia del Duomo Collegiata di Santa Maria Assunta a Chivasso. Una marcia per dire “no” alla guerra e al terrorismo. Una marcia promossa dai musulmani chivassesi dopo le polemiche successive alla manifestazione di solidarietà per la strage di Parigi del 13 novembre scorso, promossa dall’amministrazione del sindaco Libero Ciuffreda. “Si sono fatte tante chiacchiere sul fatto che la comunità islamica non c’era alla veglia di domenica 15 novembre, ma noi non eravamo presenti per un semplice motivo: non lo sapevamo, nessuno ci aveva informato dell’iniziativa nè siamo stati invitati. Altrimenti ci saremmo stati”, spiega Abdelhak Ben Cherqui, chivassese di origini marocchine, presidente di “Uniti per l’integrazione” e membro della Confederazione Islamica Regionale del Piemonte.. Martedì i musulmani della città, insieme ai cristiani cattolici, ortodossi e valdesi, marceranno, dalle ore 16.30, dal Centro Culturale di via Po 38 fino a Piazza della Repubblica Ci sarà anche il sindaco Ciuffreda, che ha aderito all’iniziativa. “Abbiamo deciso di organizzare la marcia nel giorno dell’Immacolata perché abbiamo un profondo rispetto per tutte le religioni e, visto che l’8 dicembre è un giorno di festa per i cristiani, abbiamo pensato che fosse bello celebrare questa ricorrenza con un’iniziativa per la pace e l’amore tra i popoli – spiega Abdelhak Ben Cherqui -. Dopo gli attentati di Parigi ho sentito il dovere di convocare i fratelli musulmani e le loro famiglie per un incontro nel luogo dove ci riuniamo tutti i giorni, per la preghiera, in via Italia 6. Ho sentito il dovere di sottolineare con i miei fratelli l’importanza di una corretta educazione all’Islam: l’Islam non quello che questi barbari vanno predicando, seminando morte e violenza. L’Islam non si impara su internet: anzi, internet secondo me è un pericolo per i nostri figli. Perché è attraverso internet che queste associazioni criminali reclutano i loro uomini… Dobbiamo educare bene i nostri ragazzi e con la stessa solerzia con cui li educhiamo, dobbiamo controllarli”. “Mi auguro che alla manifestazione di martedì ci siano più persone possibili – conclude -. Quando ci ritroviamo per il Ramadam, a Chivasso, siamo più o meno duecento persone: spero che a manifestare per la pace possiamo essere molte di più. Senza distinzioni di religioni”.

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