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CHIVASSO. Metti sei ex sindaci a tavola: come in "Amici Miei" di Monicelli

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Nella foto. Da sinistra: Daniela Gamba, Livio Riva Cambrino, Renato Cambursano, Andrea Fluttero, Bruno Matola, Francesco Lacelli, Bruno Ardito

CHIVASSO. Mancava Gianni De Mori, però tutti gli altri ex sindaci della città di Chivasso, martedì scorso, alla Locanda del Sole di Daniela e Giorgio Gamba, per la tradizionale e divertente cena annuale,  c’erano tutti. “Tradizionale” perchè è da anni che si fa. Divertente perchè alla fin fine è gente che sa anche ridere della vita. Quest’anno poi, con una verve davvero particolare. Come per magia interpreti e un po’ attori di sè stessi in una rivisitazione in “salsa nocciolino” della celebre pellicola di Mario Monicelli “Amici miei…”. E come nel film, tutto è iniziato, anche questa volta con un giro di telefonate.

E c’è Andrea Fluttero che passa a prendere?Livio Riva Cambrino e, in macchina, cominciano a scambiarsi opinioni sui rispettivi infarti e sugli stent impiantati. C’è Bruno Matola che arriva tutto abbronzato ed avvolto in un morbido foulard tinta pastello. C’è Bruno Ardito con il suo solito problema alla vista e all’udito. E poi Renato Cambursano e Francesco Lacelli senza il cane.

Antipasto alla piemontese, piatto di agnolotti del plin, bollito, bunet, dolcetto, caffè, pusa caffè ed inizia il “talk show”.

Quache commento sul referendum sulle trivelle, su quello costituzionale e sul diritto dovere di andare a votare, con Fluttero schierato per il “No” e per l’astensione, Cambursano per il “No” ma partecipato e Lacelli per il “Sì” scandalizzato dalla campagna di Renzi per l’astensione. Il bello doveva ancora arrivare ed è arrivato con l’argomento che ormai da qualche mese tiene banco in tutta la città. Gianna Pentenero si candida o non si candida? “Se si candida la Pentenero vince di sicuro….” fanno su e giù con la testa un po’ tutti. “Certo – dice Matola – ma chi glielo fa fare?”. Già! Chi glielo fa fare?

Ideona di Cambursano: “Andrea se ti candidi ti appoggio”.

Lo appoggia? Cambursano con Fluttero sì che sarebbe una notizia…

“Ho già dato. Ho avuto un infarto. La città è cambiata…”.

Ci voleva la battuta?

E’ arrivata pure quella.

“Se è un complimento lo prendo volentieri, se è una proposta seria ringrazio, ma non voglio fare la tua fine del 2006…”. E giù risate da tenersi in mano la pancia.

Però, però….

“Sentite – li ha guardati tutti negli occhi tra il serio e il faceto – io sarei anche disposto ad accettare, ma  ammesso e non concesso che vinca io, voi dovreste fare tutti gli assessori. Una super squadra!”. Poteva finire qui?

Neanche per idea. E infatti, alè, via con le discussioni sulle deleghe da assegnare con Cambursano che si prende i Lavori Pubblici, Lacelli l’Urbanistica, Riva Cambrino la Cultura, Ardito  il Bilancio.

E Matola? “Cosa credete che mi farebbe fare Fluttero?”

In coro gli ex Sindaci: “Gli affari sociali”. E giù risate…  Insomma una supercazzola dietro l’altra, proprio come nel film. E come nel film, poteva mancare la “presa per il sedere” a qualcuno?

Certo che no.. Tranquilli: è arrivata anche quest’anno. Dopo il terz’ultimo bicchiere di Bonarda docg, offerto dalla Casa, al diavolo l’alcol test.

“Fermi tutti: Fluttero ha qualcosa da dirci” ha alzato il braccio e il dito l’onorevole Cambursano. “Lu savia mi che chielsì a l’avia n’ubietiu darera a sta sinna…” l’ha subito inforcato Riva Cambrino.

“Ebbene sì – ha preso la parola Fluttero – Vorrei proporvi un’azione concreta. Da anni giace ferma una delibera completa di tutti i pareri necessari per intitolare una via al nostro compianto decano Commendator Ernesto Rigazzi sindaco del 1951 al 1960. Che ne dite di sottoscrivere un documento che solleciti l’Amministrazione Ciuffreda a realizzare praticamente l’intitolazione?”.

Silenzio in sala.

Dentro una cartellina rossa la copia di una “Delibera” della Tavola dei Sindaci Emeriti di Chivasso”. “Cavolo, ma sembra vera!” esclamano in due o tre, con gli occhi lucidi dall’emozione per avere tra le mani una delibera da votare.

E riparte la festa.

Tutti di nuovo in pista. Anzi no, in giunta. Si passa alla votazione palese ed all’immediata esecutività del punto in cui si dà mandato al Sindaco emerito decano Lacelli di consegnare il documento al Sindaco Libero Ciuffreda.

“In qualità di Decano – prende la parola l’emerito – non avendo nessuna intenzione di andare io a consegnare questa nostra delibera, delego il Sindaco Emerito Cambursano che ha maggiori frequentazioni a Palazzo Santa Chiara”. E poi ancora Lacelli: “Come Sindaco Emerito Decano, dato che mi serve un segretario, nomino Matola. Matola verbalizzi!”.

Le discussioni si chiudono alle 23 con il suono della campanella “fregata” dalla cucina dai Gamba e utilizzata per chiamare le comande.

Ed è finita così, una cena di burloni, forse, ma anche e certamente Sindaci che nel bene e nel male hanno fatto un pezzo della storia della nostra città a cui dimostrano ancora oggi tanto attaccamento.

Per la cronaca, il giorno dopo, Renato Cambursano, la delibera approvata dalla “Tavola degli ex sindaci” in Municipio, l’ha portata veramente. Consegnata nelle mani di Nino Ventura perchè, come al solito, il sindaco attuale, non c’era.

 

 

Il Cavalier Rigazzi, sindaco di una Chivasso che non esiste più…

Quelli erano sicuramente altri tempi, perchè l’Italia era uscita da un periodo buio, fatto di sofferenze e con il cuore ancora a pezzi per i tanti caduti in guerra.

Era il tempo della ricostruzione con una libertà riconquistata.

Ovunque c’era il desiderio di tirarsi su le maniche, di darsi da fare e Chivasso, evidentemente, non faceva eccezione.

In questa atmosfera, e forti di questi sentimenti, i cittadini che si recarono alle urne nel 1950 scelsero come sindaco il cavalier Ernesto Rigazzi, classe 1906. Un uomo con il piglio giusto, uno che c’era, uno che si era fatto onore nei Cln (Comitati di liberazione nazionale).

Fece il primo cittadino per ben due legislature, contraddistinte da una schiacciante maggioranza della Democrazia Cristiana.

Quando lo intervistai per la prima volta, nel lontano ottobre del 1997, aveva già compiuto la veneranda età di 91 anni.

“A quei tempi – ci raccontò spolverando vecchie foto ingiallite e soprattutto cercando nei suoi ricordi – c’era un’opposizione soprattutto comunista, vivace ma costruttiva (…). Io provenivo da una famiglia  di agricoltori e un giorno andai a Modena per la fiera del bestiame, che era la prima per importanza. Al mio rientro decisi di promuovere quel tipo di compravendita anche a Chivasso e ben presto la nostra città divenne il secondo mercato per importanza con la presenza di 150 mila capi di bestiame l’anno. Oggi il Foro ne ospita si e no 10 mila e sono diventate importanti città come Moncalieri, Mondovì e Carmagnola…”.

Ernesto Rigazzi
Ernesto Rigazzi

Oggi, come tutti sappiamo neanche più una….

“C’era tutto da rifare – andò avanti nel racconto Rigazzi – La città era distrutta e con me Chivasso ottenne un finanziamento di 500 milioni di lire che utilizzammo per risistemare tutte le strade compresa via Torino che a quei tempi, così com’è di nuovo oggi, era selciata con cubetti di porfido. Per ottenere quei soldi ero andato fino a Roma e avevo lottato tantissimo…”.

L’ex sindaco ci parlò delle scuole della frazione (tutte costruite a nuovo), della centrale termoelettrica (da lui inaugurata), dell’asilo (completamente ristrutturato), della Lancia  (“…. quante difficoltà per riuscire ad entrare in possesso dei terreni necessari per la costruzione dello stabilimento”).

E ieri più di oggi, la città che contava poco più di 12 mila abitanti cresceva a vista d’occhio sotto tutti i punti di vista.

“Per questo –  quasi si confessò – io oggi soffro a vedere come sono cambiate le cose. Oggi le segreterie di partito ne fanno solo una questione di orgoglio e tutto questo a scapito della città e della pubblica amministrazione. Non vedo idee o qualcosa di nuovo da anni. Neppure sono riusciti a mantenere in vita i legami sociali di allora…”.

Parole sante, da scolpire nella pietra. Monito per gli amministratori di oggi….

“Perchè vede, io non ero affatto un politico, ero solo un amministratore, uno che voleva bene alla gente e che al mattino si presentava davanti al suo ufficio. Un buon sindaco deve fin da subito allontanarsi dai partiti. Se lo ricordi: la politica divide e invece c’è bisogno di unione e glielo dice uno che è stato Tenente Colonnello (ma non di ruolo) degli alpini e per ben 42 anni presidente dell’Associazione cittadina. Ecco gli alpini sì che guardano alla solidarietà ed alla fratellanza… D’altro canto le opposizioni erano costruttive. Ricordo ancora con affetto il dottor Bocca e l’avvocato Aima… ”.

E per concludere?

Un’ultima frase, anche questa da incorniciare.

“Non mi esalti troppo nell’articolo che farà. Sa, l’umiltà e la modestia sono le virtù dei forti…”.

Rigazzi è stato “Nocciolino d’oro” ed è morto il 20 aprile del 2006, esattamente 10 anni fa.

 

Ciuffreda, ricordati di Ernesto Rigazzi

“L’anno duemilasedici addì diciannove del mese di aprile alle ore 21 nella sala quest’anno appositamente destinata a questo incontro conviviale presso il ristorante “La Locanda del Sole” di Chivasso, si è riunita la Tavola dei Sindaci Emeriti di Chivasso…”.

TAVOLA DEI SINDACI EMERITI-1Inizia così, la “delibera” portata all’approvazione della “Tavola dei Sindaci Emeriti” dall’ex primo cittadino Andrea Fluttero e consegnata da Renato Cambursano nelle mani di Nino Ventura. L’oggetto è “perorazione della intitolazione al sindaco emerito Ernesto Rigazzi del tratto di via Paolo Regis compreso tra l’intersezione del cavalcavia e via Mazzè”.

Nel documento, che porta lo stemma della città di Chivasso e nella forma può sembrare davvero una delibera comunale, si legge che “[…] il Sindaco Emerito Ernesto Rigazzi ha contribuito con il proprio ruolo pubblico e con la sua successiva vita civile impegnata in molteplici attività tra le quali spicca il ruolo di guida dell’Associazione Alpini di Chivasso, a dare lustro alla nostra Città”.

“Preso atto della Delibera della Giunta Comunale della Città di Chivasso n. 80 del 18 giugno 2010 con la quale si deliberava di attribuire al tratto di via compresa tra l’intersezione di via Paolo Regis e via Mazzè la nuova denominazione di ‘Via Ernesto Rigazzi’ – si legge -. […] Ritenuto opportuno attuare una azione di sollecito e sensibilizzazione nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Chivasso affinchè dia rapida attuazione a tale importante decisione a suo tempo assunta e già dotata di tutti i prescritti pareri. All’unanimità dei voti espressi nelle forme di legge, delibera di perorare presso l’attuale Sindaco della Città di Chivasso dott. Libero Ciuffreda la rapida attuazione del disposto della citata delibera della Giunta Comunale n.80 del 18 giugno 2010”.

In calce la data del 19 aprile 2016 e le firme degli ex Sindaci Francesco Lacelli (Sindaco Emerito Decano), Bruno Ardito, Renato Cambursano, Andrea Fluttero, Bruno Matola e Livio Riva Cambrino, tutti in qualità di Sindaci Emeriti.

Ora la parola spetta all’attuale primo cittadino Libero Ciuffreda.

 

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