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CHIVASSO. Lo scontrino elettronico spaventa le imprese

Nuovi adempimenti, anche complessi, attendono la totalità delle attività che esercitano la vendita di un prodotto al pubblico o che offrono un servizio alla persona – anche quelle che si trovano in regime forfettario – a partire dal primo gennaio 2020 quando entrerà in vigore l’obbligo di emettere lo scontrino elettronico con i registratori di cassa di nuova generazione in grado di trasmettere i corrispettivi in tempo reale all’Agenzia delle entrate. Questo passaggio epocale nella vendita al dettaglio o l’offerta di un servizio sta tuttavia avvenendo in presenza di continui cambi di passo da parte dell’amministrazione pubblica che sta sommando in corso d’opera gli adempimenti mentre le imprese sono in affanno e un po’ spaventate dal nuovo che avanza.

Su questo argomento, la Sede territoriale della CNA di Chivasso ha organizzato un incontro molto partecipato dalle imprese che è stato un momento di approfondimento tecnico e normativo ma anche di manifestazione di dubbi paure e incertezze che solo in parte purtroppo trovano risposte certe allo stato attuale delle disposizioni dello Stato. All’incontro erano presenti il responsabile e la Presidente della Sede CNA di Chivasso, Diego Depaoli ed Elena Imberti, e il responsabile provinciale dell’Area fiscale della CNA Torino Gianni Centeleghe che ha introdotto la normativa e due rappresentanti della Cey Sistems, azienda produttrice che offre in convenzione a tariffa agevolata i nuovi registratori di cassa elettronici ai Soci CNA.

Partiamo da un dato. In Italia è prevista l’introduzione di 2.2 milioni di registratori di cassa elettronici. Di questi, 650 mila sono già stati installati. Il software per la gestione della cosiddetta “Lotteria degli scontrini” che permetterà l’assegnazione di premi ai consumatori sono tuttavia stati resi disponibili solo dal 30 ottobre e questo comporterà l’aggiornamento entro il primo gennaio 2020 dei 650 mila registratori già installati. Non poca cosa. Un problema che va a sommarsi a quelli che già emergono in corso d’opera e che mette in discussione anche chi credeva di essere già a posto con la nuova normativa. Non solo. La lotteria sarà vietata ai minori e su questo si è già espresso il Garante sulla privacy. Ogni consumatore dovrà pertanto accreditarsi su un apposito sito web dell’Agenzia delle entrate per farsi assegnare un codice (forse un Qr-Code) che gli consentirà di partecipare alle estrazioni al momento di ogni emissione di scontrino elettronico. Peccato che questo sito web ancora non esista.

Se poi il consumatore non si è fatto assegnare il codice per le giocate ma per motivi fiscali desidera che lo scontrino riporti il suo codice fiscale? L’esercente sarà tenuto ad imputarlo, con una notevole perdita di tempo oppure dovrà dotarsi di una pistola scanner da collegare al registratore di cassa, operazione che determina un nuovo costo non previsto e un altro aggiornamento del software.

E se l’esercente volesse esercitare la propria obiezione di coscienza alle giocate introdotte dall’Agenzia delle entrate? Allo stato attuale della normativa pare non poter esercitare questo suo diritto che tuttavia è fondamentale.

Veniamo infine al recupero fiscale sull’acquisto dei registratori. Lo Stato ha previsto un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un importo massimo di 500 euro (ovvero bonus massimo 250 euro). Questa detrazione può però essere utilizzata entro la liquidazione Iva successiva a quella in cui l’azienda ha registrato la fattura e pagato il registratore di cassa.

Peccato che le attività che si trovano in regime forfettario (e sono moltissime) non sono tenute a queste incombenza e allo stato attuale della normativa non hanno materialmente la possibilità di beneficiare di una detrazione fiscale che loro spetta.

Elena Imberti, Presidente CNA Chivasso: “CNA sta seguendo passo passo l’evoluzione della normativa e sta informando puntualmente le imprese associate, ma al Governo e a tutte le articolazioni della pubblica amministrazione, chiede chiarezza e tempi certi perché non si può scherzare con il lavoro”.

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