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ALGEO BRANDINO

CHIVASSO. L’apparizione di Maria a Verolengo non toglie e non aggiunge nulla a chi ha fede

Castello di Elsinore, Danimarca. È l’alba. Una tenue luce bluastra illumina a stento i bastioni del vecchio maniero su cui cammina il principe Amleto. D’un tratto, in un angolo remoto del lungo camminamento di ronda, appare lo spettro del defunto padre del principe, venuto a raccontare al figlio di essere stato ucciso dal fratello ed a reclamare la giusta vendetta. La scena, una delle più toccanti e suggestive di tutta la letteratura, mi è tornata in mente l’altro giorno, dopo aver letto la notizia della presunta apparizione della Madonna a Verolengo. È l’irrazionale che scuote le nostre certezze, l’elemento mistico che entra prepotente nelle nostre routine fatte di giornate spese a lavorare, tra una mail ed un Whatsapp, e di fine settimana passati a guardare il calcio in televisione. Irruzioni di spiritualità così frequenti da meritare qualcosa un più di un distaccato scetticismo, ma troppo più grandi di noi per non essere degne del dubbio. “Ci sono più cose in cielo ed in terra, di quante ne possa sognare la tua filosofia”, dice Amleto, dopo l’incontro con il fantasma, all’incredulo amico Orazio. È così. Niente da dire, nessuna certezza da sventolare. Solo alcune, modeste, riflessioni. La prima: la fede, quella autentica, è spesso un impervio cammino in bilico tra il fanatismo e la curiosità. Per chi veramente crede, l’apparizione di Maria non toglie e non aggiunge nulla alla propria fede. Chi crede, voglio dire, non ha bisogno dell’apparizione della Madonna per fortificare il proprio credo. Altra cosa sono i fanatici o i curiosi, per i quali il sensazionale fa la differenza. E ancora: Maria, nella tradizione cattolica, rappresenta la buona madre che assiste e supporta i propri figli nei momenti più difficili, fino a quello estremo della morte. La storia delle sue apparizioni ci dice che, per lo più, la sua rivelazione coincide con la necessità di divulgare importanti messaggi destinati a tutta l’umanità e non al singolo individuo che, nella maggior parte dei casi, diventa solo un latore di notizie, uno strumento di diffusione, sovente non creduto o addirittura perseguitato. Vedremo. Per intanto siamo qui a ragionare di spiritualità, anziché della nostra frenetica esistenza. Forse il miracolo è già compiuto.

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