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CHIVASSO. La relazione non protocollata

Oltre alla sorte dei tigli, c’era un altro interrogativo che rimaneva senza risposta: la data in cui la relazione fitostatica di Anthemis / Maves è arrivata in Comune. La relazione, ora allegata al progetto di riqualificazione, porta la data del 3 agosto e come sappiamo poneva 8 tigli nella classe di rischio estremo. Era il 3 agosto, quasi quattro mesi fa. Ma il Comune non interviene rapidamente. Nemmeno per circondare gli alberi con transenne. Solo il 12  ottobre approva il progettone di riqualificazione dell’area e, soprattutto, solo il 13 novembre dispone con un’ordinanza la modifica della viabilità per consentire l’abbattimento. Sono passati oltre tre mesi. Durante i quali, se il Comune ha ragione, abbiamo rischiato di prenderci un ramo in testa.

A meno che Anthemis abbia depositato la relazione più tardi, molto più tardi. Per toglierci il dubbio, l’abbiamo chiesto agli uffici comunali. Risposta: la relazione è stata mandata al Comune il 4 agosto. Però non è stata spedita via PEC, né depositata allo Sportello Unico Polivalente. E’ stata mandata “direttamente via email al Dirigente e per conoscenza al Sindaco e al tecnico responsabile del patrimonio vegetazionale”. Conclusione: “Ecco perché il documento pubblicato sul sito è privo di riferimento al numero di protocollo”.

Che cosa vuol dire tutto ciò? Che la relazione non è stata protocollata appena giunta via posta elettronica all’ufficio tecnico? Perché?

Sono numerose le domande suscitate dal chiarimento del Comune. Che purtroppo chiarisce ben poco.

1. Agli uffici comunali è sfuggita la email di Anthemis? In fondo era agosto. Probabile che il sindaco non l’abbia nemmeno aperta. Il suo indirizzo di posta elettronica è sul sito del Comune e riceverà moltissime lettere. Non può leggerle tutte. Questa poi era indirizzata ai tecnici del Comune, e Castello avrà confidato nel loro scrupolo.

2. Però è improbabile che i tecnici non abbiano prestato attenzione al documento. Le relazioni fitostatiche non sono comunicazioni di scarsa importanza. Sono fatte anche per segnalare al Comune gli alberi pericolanti. Ma se l’hanno letta perché non hanno preso immediati provvedimenti a protezione della “sicurezza pubblica”?

3. Certo che – se il Comune ce la racconta giusta – lo Studio Anthemis ha fatto ben poco per avvisare il Comune del pericolo. Per metterlo in allarme. Gli uffici comunali ci hanno girato la email di accompagnamento della relazione: “Buongiorno. Si trasmette in allegato la relazione agronomica eseguita sull’alberata di tigli in prossimità dell’ospedale. Attendiamo un Vs. cenno di riscontro. Cordiali saluti”. Tutto qui. Perché Anthemis non ha scritto nella email, a caratteri cubitali: “Pericolo! Otto alberi sono pericolanti”. Possibile che non abbia accompagnato la lettera con una telefonata per accertarsi che il Comune avesse ben compreso? Possibile che non abbia nemmeno avvertito l’urgenza di mandare pure un messaggino all’assessore Barengo?

Quanto alla relazione vera a propria, è lunga 52 pagine. Per rendersi conto del pericolo, ammesso che ci sia, bisogna scendere nelle pagine che contengono le singole schede dei tigli, e leggere la piccola scritta che si trova al fondo di otto schede: “Classe di rischio fitostatico: D – da abbattere”. Ci voleva molto per attirare subito l’attenzione dei tecnici comunali con una frase di avvertimento posta in prima pagina?

Insomma, i conti non tornano, continuano a non tornare.

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Blogger: Piero Meaglia

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