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CHIVASSO. La Lega porta il caso Asia Bibi in Consiglio

Riceviamo e pubblichiamo.

Il caso Asia Bibi, la ragazza condannata a morte in Pakistan nel Novembre 2010 per blasfemia e poi assolta dalla Corte Costituzionale di quel paese nell’ottobre 2018, è assai noto. E’ forse meno noto il motivo della condanna. La ragazza, lavoratrice agricola a giornata e madre di cinque figli, un giorno stava lavorando alla raccolta di alcune bacche quando scoppiò una lite con le lavoratrici di religione musulmana. A lei era stato chiesto di andare a prendere dell’acqua, ma un gruppo di donne musulmane la respinse sostenendo che Asia, in quanto cristiana, non avrebbe dovuto toccare il recipiente. Di qui la blasfemia e l’assurdità della condanna.

Gli integralisti islamici del Tehreek-e-Labbaik nel 2011 uccisero il governatore del Punjab, Salman Taseer, e il ministro delle minoranze, il leader cattolico Shahbaz Bhatti, colpevoli di aver difeso Asia Bibi e di aver proposto una revisione della legge sulla blasfemia che ne evitasse l’abuso e ne mitigasse le pene. Gli stessi integralisti, che hanno innalzato a “martire” ed “eroe” Mumtaz Qadri, l’assassino del governatore Taseer, dopo l’assoluzione di Asia Bibi hanno giurato di uccidere lei e i giudici che l’hanno assolta infliggendo loro “una fine orribile”.

Poiché quindi Asia Bibi non sarà mai davvero libera e al sicuro in Pakistan, ma esposta, insieme ai suoi famigliari, alla vendetta degli integralisti islamici, la Lega di Chivasso chiede che il Consiglio comunale della stessa città impegni Sindaco e Giunta Comunale affinché: esprimano vicinanza e solidarietà verso Asia Bibi e verso tutti i cristiani perseguitati nel mondo, colpevoli soltanto di appartenere a una religione diversa da quella praticata dalla maggioranza degli abitanti dei Paesi in cui vivono; sollecitino il Governo Italiano affinché favorisca la protezione di Asia Bibi e della sua famiglia e, in costante coordinamento con tutti gli Stati interessati, si impegni a renderne possibile il trasferimento all’estero, in un luogo sicuro; evidenzino al Governo Italiano l’importanza di interagire anche con tutti gli organi politici europei affinché la madre cattolica di cinque figli possa vivere in un luogo dove non corra il rischio di essere ancora perseguitata o peggio ancora uccisa; richiedano infine anche al Parlamento Europeo, dove risiede la democrazia e sono preservati i valori sui quali si fonda l’UE – tra i quali il “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze” (art. 2 del TUE) – di esprimersi chiaramente a favore della libertà sociale e religiosa di Asia Bibi, in nome della libertà di religione e di credo che deve essere garantita in ogni luogo del mondo.

Enrico Bettini per il Direttivo Lega di Chivasso

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