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CHIVASSO. La fregatura del candidato della società civile

I vecchi partiti sanno di avere una cattiva reputazione. Gli elettori sono disgustati. Voterebbero per le idee e i valori che i vecchi partiti sostengono di rappresentare, ma non ne vogliono più sapere di votare i partiti stessi e i loro dirigenti e politici. Per questo, in vista delle elezioni amministrative, i dirigenti dei partiti chivassesi vanno alla ricerca di un uomo non di partito, un uomo o donna che arrivi dalla “società civile”, una faccia nuova e pulita, una persona stimata e rispettabile.  Lo convincono a presentarsi come candidato sindaco a capo di una lista civica. Poi questa lista civica guarda caso si allea con uno dei vecchi partiti e alle sue varie filiali. Vi si allea subito, al primo turno, o dopo, al ballottaggio.

Se il candidato “civico” ha successo e diventa sindaco, porta in consiglio comunale non solo i membri della sua lista civica: ci riporta anche i vecchi partiti e le loro vecchie facce. Che così, con i loro vecchi e soliti consiglieri, diventeranno i padroni del sindaco “civico”, faccia nuova, ecc.: se infatti gli tolgono il sostegno, il sindaco civico cade. Conclusione: ci troveremo in consiglio comunale le solite vecchie facce, proprio quei vecchi partiti dei quali gli elettori non volevano più sapere. La candidatura-fregatura a danno degli elettori è riuscita bene, e le vecchie volpi tornano a comandare.

I vecchi partiti, tornati in consiglio comunale, diventano i padroni del sindaco “civico”, perché possono minacciarlo di toglierli il sostegno, lasciarlo senza maggioranza e farlo cadere. E’ vero che in questo modo si deve tornare alle urne. Ma i vecchi partiti sono in grado di ritentare la gara elettorale: hanno una più o meno solida organizzazione, un po’ di soldi, una sede, militanti disponibili a impegnarsi in una nuova campagna elettorale, alleanze consolidate con altri partiti, finanziatori più o meno generosi, appoggi in vari ambienti della società, “clientele” conquistate con erogazioni di contributi. Generalmente il sindaco civico e “nuovo” non conta su tali risorse, e rinuncerà a tentare una seconda volta.

Oltre che a tornare a governare nonostante la cattiva reputazione, i vecchi partiti ottengono un secondo risultato: quello di sfuggire alla responsabilità di avere malgovernato in precedenza. Responsabilità sia a livello locale sia a livello nazionale.

A livello locale si “nasconderanno” dietro la figura del sindaco “civico”. Il quale potrà dire: se la città è stata mal governata dai miei alleati, non è colpa mia. “Io sono nuovo”: prima non c’ero. E se c’ero dormivo. O addirittura “non sono mai entrato in una sala consiliare, nemmeno come spettatore”, come ammise nel 2011 il candidato Gianni De Mori.

I vecchi partiti cercheranno pure di far dimenticare le responsabilità che hanno avuto nel disastro nazionale. Oggi i Comuni sono poveri anche perché il parlamento, dominato dai vecchi partiti, ha approvato leggi che li impoveriscono, come il famigerato “patto di stabilità”. Il patto di stabilità non è piovuto dal cielo. E’ piovuto da Roma, e dall’”Europa”. Però nella trappola chiamata Europa l’Italia non è caduta per forza di gravità: ce l’hanno fatta entrare i vecchi partiti. Ma a Chivasso il sindaco “civico” dirà: non c’entro nulla con le leggi approvate dal parlamento nazionale, io sono nuovo, quando le hanno approvate non c’ero, e se c’ero non leggevo i giornali.

Assecondato dai vecchi partiti che ci racconteranno la solita favoletta: bisogna distinguere il livello locale dal livello nazionale, noi qui ci occupiamo di Chivasso con le risorse che abbiamo, ciò che è accaduto a Roma e a Bruxelles non ci deve interessare, qui facciamo amministrazione locale, non facciamo politica, basta polemiche! Per il bene di Chivasso scurdammoce ‘o passato.

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