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Giuseppe Busso, presidente dell' "Unitre" di Chivasso

CHIVASSO. L’ “Unitre” nonostante il Coronavirus non si è arresa e non si arrenderà

Anche l’“Università della Terza Età” di Chivasso, come tante altre associazioni, ha dovuto interrompere le sue attività a causa del Coronavirus. Giuseppe Busso, il suo presidente, ci ha raccontato questo periodo particolare, il come hanno reagito alla situazione, cosa hanno fatto e cosa contano di fare in futuro. Hanno risposto con positività e proposività.

Appena è scoppiata l’emergenza sanitaria abbiamo interrotto i nostri corsi, i nostri eventi in programma e i nostri laboratori, sia a Chivasso che nelle nostre altre sei sedi di Brusasco, Foglizzo, Casalborgone, San Sebastiano, Castagneto e Verolengo – comincia a raccontare -. Sicuramente l’interrompere le nostre attività non è paragonabile all’interruzione delle attività produttive, si tratta di un problema minore, però bisogna tenere presente che le nostre, oltre che culturali, sono anche attività sociali che permettono alle persone, magari anche in avanti con l’età e sole, di incontrarsi; questo rappresenta uno stimolo al mantenersi in forma, al curarsi, all’andare dal parrucchiere, al non abbandonarsi a se stessi… la perdita temporanea della componente sociale è sicuramente quella che ha pesato di più, poi ovviamente ognuno, a seconda delle sue possibilità, si è ritagliato una nuova dimensione di vita a casa, si è reinventato. Questa situazione è un qualcosa di mai provato prima, di strano, forse solo i nostri soci più anziani e che hanno qualche ricordo della guerra hanno già vissuto una situazione di tensione similare, di difficoltà ad uscire, di paura, di restrizioni. Allora a causa delle bombe e quant’altro, oggi a causa del virus”.

Ma Busso e il gruppo dirigente dell’associazione non sono restati con le mani in mano quando si sono resi conto che le settimane di lockdown continuavano ad aumentare e hanno pensato a delle alternative per restare in contatto con i propri soci. Prima di tutto hanno pensato che sarebbe dovuta rimanere memoria di questa situazione surreale e così hanno pensato di invitare tutti gli iscritti “Unitre” e tutti gli amici a raccontare con parole o disegni il periodo attuale e a esporre anche le loro idee su come sarà il dopo. “Prossimamente pubblicheremo online, sul nostro sito www.unitrechivasso.it , queste testimonianze e in autunno realizzeremo un volumetto ‘Unitre’ a ricordo di questi momenti” afferma Giuseppe Busso. Hanno poi pensato anche a fare formazione a distanza attraverso piattaforme online e social network, invitando i docenti, ove fosse possibile, a portare avanti i laboratori. Così sono proseguiti i corsi di inglese con Marvi Audenino e Donatella Bottero, di spagnolo con Silvia Mas Mequita, di francese con Joseph Colombo, di russo con Larissa Alipova, di disegno con Salvatore Pronestì, di pittura con Stella Sottile, di costruzione libri con Carlo Cena, di yoga con Caterina Dagna e Rosetta Padulano e di fotografia con Angelo Malvasia. Inoltre Giuseppe Berutti ha arricchito l’offerta formativa a distanza con la sua conoscenza della musica classica, che ha condiviso con gli interessati. “Questo ha permesso a parecchi dei nostri soci di rimanere ‘collegati’ e l’iniziativa è stata molto apprezzata e loro si sono detti e si dicono soddisfatti. L’associazione ha pensato anche a una newsletter, da far partire a fine maggio, che verrà inviata mensilmente a tutti i soci per aggiornarli su ciò che si sta facendo e si sta pensando di fare.

Il futuro rappresenta un’incognita ma all’“Unitre” sono ottimisti. “Sicuramente si uscirà da questa situazione e se non siamo stati toccati dal virus noi e chi ci è vicino possiamo ritenerci fortunati. Fortunati ad esserci e a poter andare avanti con la nostra vita. L’associazione andrà sicuramente avanti e riprenderà a pieno regime le sue attività, non appena possibile – dichiara Busso -. Un’incognita è certamente legata al fatto che tante persone hanno paura ad uscire e bisognerà vedere come evolverà al riguardo. Noi, comunque, abbiamo già definito quasi tutto il programma dell’anno 2020/2021, confidando nel poter riprendere, come consuetudine, a fine settembre. Il tempo ci dirà se potremo realmente farlo e in che modo. Se sarà necessario ci avvarremo dell’ausilio della tecnologia, di modo da avere persone divise a piccoli gruppi in locali diversi, mantenendo le distanze di sicurezza e quanto necessario, tutti connessi e con possibilità di interazione attraverso piattaforme online o simili… questo ad esempio, per le conferenze e i vari incontri che siamo soliti organizzare. Per quanto riguarda i laboratori potremo eventualmente farli continuare online nel prossimo anno accademico, fino a fine emergenza, per poi riprenderli dal vivo. Sono tutte ipotesi al momento, dovremo attendere le direttive ed indicazioni governative per definire il tutto e seguire gli sviluppi della situazione. E ci atterremo a tutte le misure precauzionali del caso. Ma siamo ottimisti e il nostro programma delle varie attività verrà definito in toto prossimamente. Dobbiamo ancora capire cosa ne sarà delle visite guidate, della stagione al Teatro Regio, dei viaggetti che organizzavamo, queste sono fra le attività più in forse, ma il tempo ci darà risposte – afferma -. Sarà sicuramente un anno diverso, un anno un po’ da inventare, in cui vedremo anche se riusciremo a recuperare gli eventi che sono saltati in questo periodo. Ma l’“Unitre” c’è e ci sarà” dichiara Giuseppe Busso, fiducioso, in conclusione.

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