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la discarica di chivasso è di proprietà di SMC
la discarica di regione Pozzo, in frazione Pogliani, in una fotografia d’archivio

CHIVASSO. Il percolato lo porta via Smat

La settimana scorsa i tecnici del Comune di Chivasso si sono incontrati a Torino con i dirigenti di SMAT. Come ci spiega l’assessore all’ambiente Pasquale Centin, nell’incontro è stata confermata la comune volontà di procedere alla realizzazione del progetto di SMAT: la costruzione di un impianto di captazione, che prelevi il percolato rilasciato dai rifiuti stoccati nella discarica Chivasso 0 e lo porti attraverso la rete fognaria fino al depuratore di regione Arianasso, tra Castelrosso e il Po, all’altro capo della città.  Per ora è solo un’intenzione, perché il vero e proprio progetto, con tutti gli elaborati, non esiste ancora e non è ancora stato depositato presso gli enti autorizzatori. Tuttavia l’amministrazione chivassese è pressoché certa che l’impianto si farà. Anzi – prosegue Centin – il Comune di Chivasso proporrà a SMAT che l’impianto serva a raccogliere anche il percolato della Chivasso 1 e della Chivasso 2.

Il percolato è prodotto dalla decomposizione dei rifiuti e dall’infiltrazione dell’acqua piovana nella massa dei rifiuti stessi. Contiene inquinanti e perciò la legge impone al gestore di aspirarlo attraverso un sistema di tubi, di trattarlo e di trasportarlo in impianti autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi. Anche dopo la chiusura, una discarica può produrre percolato e altri inquinanti per decenni, e forse più, e la normativa esige che i proprietari della discarica eseguano il monitoraggio e la manutenzione delle discariche per almeno trent’anni post chiusura.

Ma che c’entra SMAT con le discariche chivassesi? SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) è una società a capitale interamente pubblico, di proprietà dei Comuni ai quali fornisce l’acqua e i servizi fognari. Le discariche invece sono di SMC, un’azienda privata che fa capo al Gruppo Waste Italia di Pietro Colucci. Sono le quattro discariche Chivasso 0, 1, 2, 3. Le quattro “colline” tra Montegiove, Pogliani e Mosche. Tutte di proprietà di SMC e tutte gestite da SMC, anche se la titolarità dell’autorizzazione della Chivasso 0 appartiene a SETA.

Dunque che c’entra SMAT con le discariche di SMC? Perché mai dovrebbe preoccuparsi del percolato del privato SMC? Il fatto è che SMC, in gravi difficoltà finanziarie come tutto il Gruppo Waste Italia, non adempie più come dovrebbe gli obblighi contenuti nelle autorizzazioni. Lo scrive il sindaco Claudio Castello nel resoconto di una riunione precedente, tenutasi il 20 aprile a Torino con la Regione, Città Metropolitana, Arpa, SETA e SMAT: “L’amministrazione di Chivasso ha evidenziato ancora una volta la forte preoccupazione per lo stato dell’area delle discariche SMC che sono formalmente presidiate ma sostanzialmente gestite al minimo con una presenza di battenti [livelli] di percolato molo alti”. Oltre a dover raccogliere il percolato di tutte e quattro le discariche, SMC ha anche l’obbligo di fare la bonifica delle due vecchie Chivasso 1 e Chivasso 2: ma la bonifica non è stata portata a termine. SMC ha pure l’obbligo della trentennale gestione post-chiusura di tutte le discariche, ma le sue difficoltà economiche lasciano prevedere che non riuscirà a farla.

Poiché il privato non adempie, il Comune fa appello al pubblico. Ecco perché entra in scena SMAT per il trasporto via tubature del percolato fino al depuratore di Arianasso. Ma l’intervento di SMAT non basta a fare tutto ciò che SMC non fa, e il Comune batte cassa fin dall’anno scorso al  Ministero dell’Ambiente. Ora il governo pare avere risposto positivamente. Dei soldi stanziati dalla Delibera del CIPE del 28 febbraio, circa un milione e mezzo di euro dovrebbero venire destinati alle discariche chivassesi.

Nel frattempo, Comune e Regione cercano almeno di riscuotere le fideiussioni depositate nel corso degli anni da SMC. Città Metropolitana sta tentando di incassare la fideiussione di 747.137 euro relativa alla Chivasso 3, che a quanto sembra richiede anch’essa di venire bonificata. E la Regione emetterà un decreto ingiuntivo per escutere la fideiussione di 612.624 euro che SMC accese nel 2012 a garanzia dell’esecuzione della bonifica delle Chivasso 1 e 2. L’amministrazione  non accenna nemmeno più alla  fideiussione di quasi due milioni di euro che SMC avrebbe dovuto depositare nel 2016, sempre per la bonifica delle due vecchie discariche, e che non ha mai depositato. Non è finita qui: SMC deve al Comune un milione e rotti di euro di royalties. L’amministrazione ha avviato un’azione legale per recuperarli e ne ha incaricato l’avvocato Roberto Cavallo Perin.

Nel dicembre scorso SMC ha presentato istanza di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano. La società avrebbe dovuto presentare la proposta definitiva di concordato con i creditori entro metà aprile, ma ha chiesto una proroga e il Tribunale gliel’ha concessa fino al 15 giugno. Il Gruppo Waste Italia aveva presentato l’istanza già ad agosto 2017, e nel marzo di quest’anno ha depositato il piano di concordato.

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Blogger: Piero Meaglia

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