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Il dottor Filippo Semeria, titolare della "Farmacia Semeria" di via Favorita 34

CHIVASSO. Il Coronavirus, prima e dopo il lockdown, raccontato dal dottor Semeria

Se il lockdown ci ha costretti a stare tutti a casa per cause di forza maggiore, è anche vero che c’è chi non si è mai fermato durante tutto il periodo: le farmacie ed i farmacisti, ad esempio. Abbiamo incontrato il dottor Filippo Semeria, titolare della “Farmacia Semeria” di via Favorita 34, per farci raccontare dalla sua viva voce come è stato, ma anche come è ora.

Per noi il momento in cui hanno deciso di chiudere è stato abbastanza particolare – comincia a raccontare il dottore -. Da un lato abbiamo avuto conferma della criticità della situazione e dall’altro lato siamo rimasti fra i pochi baluardi aperti durante la quarantena. Ma devo dire che nonostante le difficoltà, i timori e le incertezze del momento è stato anche un orgoglio poterci mettere al servizio del cittadino in una situazione così particolare”.

Una situazione certamente non facile, soprattutto dovendo continuare a mantenere un contatto diretto con i clienti. “La parte più complessa non è stata la gestione di tutte le varie dinamiche organizzative, ma per lo più la gestione del cliente: tanti erano spaventati, ognuno aveva i suoi dubbi, le sue certezze e le sue paure… riuscire a gestirli tutti insieme è stato complicato – ci racconta -. Ci siamo dovuti riorganizzare molto in fretta: abbiamo subito messo i plexiglass per creare distanza e limitare il contatto. Ci siamo messi le mascherine e i guanti per lavorare. Abbiamo fatto entrare in farmacia una persona per volta, ma questo ha ovviamente creato code importanti fuori dalla porta ed è stato un po’ problematico da gestire per il discorso dell’assembramento; però devo dire che la maggior parte dei clienti ha capito subito l’entità della problematica, si sono adeguati all’utilizzo della mascherina e hanno cercato di attenersi a tutte le norme di sicurezza”. A proposito di mascherine è impossibile non ricordarsi la difficoltà nel reperirle e i dibattiti sui prezzi elevati. Il dottor Semeria ci ha spiegato che qualche lamentela relativa al prezzo di vendita delle mascherine c’è stata; a livello di informazione pubblica non veniva spiegato bene che i prezzi delle mascherine non erano decisi dalle farmacie, ma a monte dagli importatori e quindi c’era chi pensava fosse una scelta della farmacia, appunto. “Ai sanitari abbiamo dato le mascherine al prezzo di costo per facilitarne l’acquisto, dato che ne avevano grande necessità; ai clienti abbiamo comunque mantenuto il costo più basso possibile di modo che tutti potessero permettersele. Inoltre, a Chivasso, noi siamo stati i primi ad essere riusciti a trovare delle mascherine idonee alla protezione” spiega.

Anche se non hanno mai chiuso e quindi, per le farmacie, il discorso riapertura è stato un po’ diverso rispetto a quello della maggior parte di noi, è comunque stato un momento liberatorio. “Abbiamo visto che si stava tornando ad una normalità diversa da quella a cui eravamo abituati, ma comunque una normalità – racconta -. C’era da gestire meno il cliente, che prima era molto più spaventato. Ora sono sempre più tranquilli e hanno capito che la situazione si può serenamente tenere sotto controllo con delle piccole accortezze come il distanziamento e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. La maggior parte delle persone lo ha recepito molto bene; ovviamente c’è stato qualcuno fuori dal coro, che provava ad entrare senza mascherina, ma gli si spiegava al riguardo e la cosa veniva compresa. Ora non c’è che da augurarsi che la situazione vada sempre più verso il miglioramento e l’assestamento definitivoafferma in conclusione.

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