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La discarica di Chivasso

CHIVASSO. Il Comune spenderà altri 200 mila euro per il percolato della discarica

Il Comune impiegherà altri 207.200 euro per far portar via fino alla fine dell’anno il percolato rilasciato nel suolo dalle discariche Chivasso 1 e Chivasso 2. Si tratta di due delle quattro “colline” di rifiuti che si trovano nell’area discariche di Regione Pozzo. Ricaviamo cifra e tempi dalla delibera di giunta comunale n. 114 del 2 luglio 2020.

Il Comune deve nuovamente intervenire perché il percolato non lo porta via chi dovrebbe farlo, cioè la società proprietaria o ex proprietaria delle due discariche, la società SMC (Smaltimenti Controllati) ora in concordato preventivo presso la sezione fallimentare del Tribunale di Milano.

Quei 207.200 euro serviranno ad asportare il percolato solo per il semestre da luglio a dicembre 2020. Poi il Comune dovrà probabilmente impegnare altri soldi.

Non è la prima volta che deve pensarci il Comune: l’amministrazione chivassese ha dovuto cominciare a provvedere al percolato nell’agosto 2018, dopo avere accertato che la proprietà era inadempiente e che tale inadempienza aveva “portato a elevati livelli di percolato presente nell’impianto”. Due anni fa il Comune aveva in cassa, da usare per quello scopo, 612.643 euro.

Soldi che l’ente aveva incamerato riscuotendo una fideiussione accesa sei anni prima da SMC, allora proprietaria delle discariche. Ma, dal 2018 ad oggi, il Comune ha già dovuto spenderne circa 400.000. Ne restano in cassa 211.791 e anche questi se ne andranno quasi tutti con la spesa di 207.200 appena decisa dalla delibera del 2 luglio.  Però con questa spesa, lo ribadiamo, si arriva solo al 31 dicembre 2020. A quella data il Comune avrà consumato tutta la fideiussione e dal gennaio 2021 i soldi che dovrà impiegare saranno proprio i suoi, cioè i nostri.

Fino a dicembre l’asportazione e lo smaltimento del percolato avverranno nelle stesse modalità adottate sinora: per 72.600 euro una ditta specializzata aspirerà il percolato, lo caricherà su autobotti e lo porterà al depuratore SMAT di Castiglione Torinese; e per 134.640 euro SMAT lo accoglierà e lo tratterà in base alla vigente normativa.  Al riguardo un anno fa il Comune e SMAT avevano sottoscritto una convenzione della durata di 12 mesi, che ora scade. Comune e SMAT la rinnoveranno per altri 12 mesi. Durerà quindi fino al giugno 2021: è già pronta all’uso, nella realistica previsione che al percolato delle discariche dovrà pensarci il Comune anche l’anno prossimo.

Dov’è finito il percolatodotto?

Liberarsi del percolato nel modo descritto è caro: il prelievo e trasporto del liquido mediante autobotti costa euro 6,60 più IVA per tonnellata; e a SMAT, per il trattamento nel depuratore di Castiglione, bisogna pagare euro 12,24 più IVA per tonnellata.

C’è un modo per spendere di meno? A quanto pare sì, ed è il “percolatodotto”. In proposito Comune, Regione, Città Metropolitana e SMAT hanno firmato un accordo già l’anno scorso. In base all’accordo SMAT costruisce nell’area discariche un condotto che vi raccoglie il percolato e lo immette nella rete fognaria cittadina. E attraverso le fogne il percolato raggiunge il depuratore SMAT di Arianasso, tra Castelrosso e il Po. La somma necessaria per la realizzazione del percolatodotto è a disposizione all’interno del concordato di SMC.  SMAT avrebbe dovuto realizzare il percolatodotto entro la fine del 2019. Non ce l’ha fatta e ora il Comune, nella delibera dalla quale siamo partiti, prevede che ce la farà entro la fine del 2020. Al riguardo è bene essere scettici. Per arrivare a collegarsi alle fogne comunali, il percolatodotto da Regione Pozzo deve raggiungere la dorsale fognaria a Montegiove. E per arrivare a Montegiove il percolatodotto deve passare sotto la ferrovia Chivasso – Ivrea. Purtroppo RFI continua a non rilasciare a SMAT l’autorizzazione a sottopassare i binari, e nessuno osa fare previsioni sulla solerzia del Grande Pachiderma Ferroviario. Nel frattempo il Comune paga l’asportazione mediante autobotti. E le altre due discariche quanto ci costano?

La delibera del 2 luglio riguarda soltanto la Chivasso 1 e la Chivasso 2. Accanto si trovano la Chivasso 0, gestita da SETA, e la Chivasso 3, anch’essa ex SMC. Anche alla Chivasso 3 deve badare il Comune. L’ente è riuscito ad escutere una fideiussione di 768.000 euro, ma anche questi prima o poi finiranno.

Negli atti amministrativi come la delibera del 2 luglio la Chivasso 1 e la Chivasso 2 vengono trattate a parte perché hanno una storia particolare. La storia di un disastro particolare all’interno del disastro generale dell’area discariche. Nel 2002-2003 nelle falde acquifere sotto e attorno alle discariche l’ARPA rilevò la presenza di inquinanti in misura superiore al consentito.

Era necessaria una bonifica: avrebbe dovuto farla a proprie spese SMC, mentre al Comune di Chivasso fu affidata la conduzione del procedimento amministrativo. Procedendo con enorme lentezza, il Comune arrivò ad approvare il piano di bonifica soltanto nel 2012. La società si mise al lavoro, ma non riuscì mai a completare la bonifica e le acque sotterranee continuarono ad essere contaminate. E così siamo arrivati al 2020.

Non solo il Comune continua ad asportare il percolato al posto della società, ma dovrà pure accollarsi i costi della bonifica mai portata a termine: dove troverà i soldi?

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Blogger: Piero Meaglia

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