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CHIVASSO. Ginardi direttore della Chirurgia. Il secondo farà ricorso?

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alla scorsa settimana Adriana Ginardi, 56 anni, è il nuovo Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale all’ospedale di Chivasso. Arriva da Ivrea dove fino all’altro ieri ha svolto, molto in sintesi, l’incarico di sostituto del direttore di chirurgia, responsabile del laboratorio endocrino e referente per i tumori tiroidei. Prenderà il posto di Carlo Ferraris andato in pensione a febbraio.

Tutto bene? Ma neanche per idea. Sul concorso e su come si è arrivati al risultato finale, infatti, qualcuno nutre dei seri dubbi, a cominciare dal secondo arrivato che, nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione della graduatoria, ha richiesto un accesso agli atti e sta valutando di far ricorso.

“Sono primario da 12 anni  e sono rimasto sorpreso del risultato, anche se non mi permetterei mai di esprimere giudizi sugli altri candidati  ci dice al telefono Salvatore Maria Costarella, 52 anni –  Al mio attivo ho 15 mila interventi chirurgici e sono già direttore di chirurgia d’urgenza e toracica di una struttura complessa, peraltro di un ospedale di primo livello a Reggio Calabria. Volevo trasferirmi non tanto per motivi professionali, ma personali…”. 

In terza posizione, dopo Cinardi e dopo Costarella, giusto per citare i primi tre, si è classificato Francesco Moro, 47 anni. E anche Moro non è uno qualsiasi, considerando che lavora nell’equipe del professore Mauro Salizzoni, un’eccellenza nel trapianto del fegato, riconosciuta in tutto il mondo.

Morale? Il punteggio complessivo di Ginardi  è stato di 92,018, seguita a ruota da Costarella con 91,515 e da Moro, parecchio più sotto, con 77,417.

Gli occhi sono concentrati sul bando. Il concorso, essendo per titoli ed esami, prevedeva infatti un conteggio per i “titoli” da zero a 40 e per il colloquio  da zero a 60. Va da sè, che così facendo, si puntava  e si è puntato tutto sulla discrizionalità, della commissione giudicante e dello stesso direttore generale Lorenzo Ardissone, che nella scelta si è tenuto ampi margini di autonomia.

“Mi han detto del ricorso – prende le distanza l’assessore regionale Gianna Pentenero  Io credo che un primario di chirurgia sia una scelta delicata, una scelta molto difficile. Abbiamo bisogno di figure autorevoli e che possano rilanciare questo ospedale. Se ci sarà il ricorso la giustizia farà il suo corso e vedremo cosa ne uscirà… Spero si sia fatta la giusta valutazione e che chi ha vinto sia in grado di fare quello che è necessario fare. Avere una buona chirurgia è un diritto di questo territorio….”.

Un diritto è pure una storia che arriva da lontano e comincia con Angelo Actis Dato, pioniere della moderna cardiochirurgia. Nato ad Arè di Caluso, mosse i suoi primi passi a Chivasso e divenne cittadino del mondo, lasciando infine questa terra a 88 anni, nel 2012.

Al diavolo la “storia”, non ha alcun dubbio il Direttore Generale Lorenzo Ardissone.

“Adriana Ginardi – dice e fa scrivere in un comunicato stampa – lavora in questa Azienda da trent’anni e sono la sua capacità e la sua applicazione ad averle consentito di risultare al primo posto in un concorso dove è stata grande la partecipazione di professionisti. E’ la prima donna ad assumere l’incarico di Direttore di una specialità chirurgica e io sono felice quando un professionista che ha lavorato fin dall’inizio con noi assume un incarico apicale …”.

Dello stesso avviso il il Direttore della Chirurgia Generale di Ivrea e del Dipartimento Oncologico, Lodovico Rosato (“Adesso Adriana si unisce a un gruppo composto da professionisti di grande valore e competenza e sicuramente insieme raggiungeranno grandi obiettivi”) e il Direttore della Chirurgia Generale di Ciriè, Eraldo Personnettaz (“Conosco Adriana da molti anni  e conosco le sue grandi qualità umane e professionali….”).

Si unisce, infine al coro, ma sempre nel comunicato stampa (e mai s’era assistito ad una simile ola) pure  il Direttore del Dipartimento di Area Chirurgica, Libero Tubino.   

Ritengo – commenta  che la scelta di Adriana Ginardi possa essere una plusvalenza per la Chirurgia Generale di Chivasso. Equilibrio, personalità e ovviamente capacità tecniche guideranno il suo operato unitamente all’équipe della struttura operativa, che vanta personalità importanti”.

Classe 1961, una specializzazione in Chirurgia Generale, Ginardi ha iniziato la carriera nel 1986 presso la Chirurgia di Ivrea. Dal 2000 è responsabile dell’ambulatorio di endocrino-chirurgia, dal 2010 è sostituto del Direttore della chirurgia generale e, nello stesso anno, le è stato assegnato un incarico di alta specializzazione per la chirurgia epato-pancreatica. Collaboratore della Breast Unit dell’ASL TO4 dal 2016, è Referente del Centro Accoglienza e Servizi per i tumori della tiroide.

Negli ultimi dieci anni ha eseguito circa 8.000 interventi di chirurgia generale, di cui più di 1.400 come primo operatore. Socio fondatore del Club delle UEC (Associazione delle Unità di Endocrinochirurgia Italiane) è autrice di 28 pubblicazioni su riviste nazionali e una internazionale.

Può bastare tutto questo?

Secondo i medici di famiglia, assolutamente “no”.

Anche loro vorrebbero vederci più chiaro e ne discuteranno nei prossimi giorni al loro interno.

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