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Andrea Garelli (Gaspo) durante la realizzazione del suo 'Tg Gaspo'

CHIVASSO. Gaspo e la sua battaglia per l’INFORMAZIONE VERA

#restiamo a casa” è ormai diventato un imperativo categorico, “Stiamo a casa, sono le regole” un tormentone che neanche quelli delle canzoni estive sono paragonabili. In un momento in cui siamo tutti privati delle nostre libertà, forse, almeno una ne è rimasta: la libertà di pensiero e di esprimere la propria opinione. Non tutti la pensano allo stesso modo su questa situazione relativa al Coronavirus, c’è una maggioranza che ha uno stesso pensiero, ma c’è anche chi ha un pensiero che si discosta e lo porta avanti senza paura, pur sapendo che sarà ricoperto di critiche. Non si fa intimorire e continua a sostenere le sue idee con coerenza, dimostrando ciò che afferma e mettendolo a disposizione di tutti attraverso il suo “Tg Gaspo”; questo, indipendentemente dal pensiero di ognuno di noi, è comunque ammirevole. Lui è Andrea Garelli, in arte Gaspo.

Il mio pensiero base è che la strage fatta dal Coronavirus sia da imputare ad una sanità al collasso già da molto prima, una sanità ridotta all’osso da continui tagli – comincia a spiegare -. Sono parole dell’‘OMS’ e della ‘WHO’ (“Organizzazione Mondiale della Sanità” e “World Health Organization”) che questa sia una pandemia potenzialmente controllabile. Ma è sfuggita dal controllo a causa di una sanità menomata: i nostri medici e operatori sanitari sono bravissimi, ma sono pochi e senza strutture e attrezzature adeguate non possono fare miracoli – spiega ancora -. In questo periodo le fake news si sono moltiplicate a dismisura ed è stato creato il panico. E’ importante come e quali informazioni vengono date: ad esempio quando si danno dati sulle morti va spiegato che non sono tutte morti PER Coronavirus, anzi sono pochissime quelle PER Coronavirus e che secondo l’‘OMS’ l’età media dei morti è 80 anni, l’età media dei contagiati 62 anni, che oltre agli anziani le persone più a rischio sono quelle già affette da altre patologie pregresse. Comunque anche i soggetti più a rischio si possono curare e guarire. Bisogna precisare che questo non è un problema pediatrico e che i bimbi posso risultare positivi, ma non ce ne sono in rianimazione a causa di questo e non sono io a dirlo, ma Alberto Villani medico dell’ ‘OMS’ e presidente della ‘Società Italiana di Pediatria’. Ogni cosa che dico la verifico sempre da fonti certe ed ufficiali, ci tengo a dirlo – dichiara -. Le mascherine, altro tema caldo: non dico che siano inutili, ma se mancano per i medici non sarebbe meglio lasciarle a loro, anziché usarle noi e spesso pure in modo inappropriato? Sul lockdown che dire… sarebbe stato da fare anticipatamente, visto che lo stato di emergenza è stato dichiarato da decreto il 31 gennaio 2020, ben prima che scoppiasse questo finimondo. Un periodo più breve di chiusura, ma totale davvero, da utilizzare per potenziare gli ospedali, far arrivare i materiali necessari, erogare fondi straordinari da dare alle singole Regioni. Il 90% dei malati guarisce, ma tutto va preso per tempo, se si aspetta una sintomatologia eclatante siamo al limite della curabilità, se si rallenta il tutto perché a livello sanitario ci sono carenze certo che scoppia una tragedia. Se si fosse agito diversamente, probabilmente, non saremmo in questa situazione ora – afferma Andrea Garelli -. La sopravvivenza attualmente non è legata al fatto che stiamo chiusi in casa, ma al fatto che è stata potenziata, come merita, una sanità che ha subito tagli su tagli negli anni. Col blocco delle attività stiamo pagando tutti un prezzo altissimo a livello economico, se già prima c’era una crisi terribile, ora è e sarà anche peggio, purtroppo… il Paese è fermo e il danno è enorme. Non dico che dobbiamo uscire tutti, ma si sarebbe potuto pensare e si potrebbe pensare ad una gestione diversa delle cose. Nessuno vuole sminuire la salute, un bene primario, ma bisogna tenere in considerazione anche il resto e le conseguenze che toccano e toccheranno tutti noi” aggiunge.

Gaspo è un videomaker chivassese, ad esempio ha fatto servizi il Tg3, Tg5, una trasmissione su Sky, ci sono delle sue foto sul Corriere della Sera. Lavora a stretto contatto con chi lavora nel mondo dell’informazione. “Nonostante la mia immagine e i capelli blu, che poi sono il mio marchio e ne vado fiero, lavoro con chi vuole dati reali e non chiacchiere, prima di dire le cose verifico tutto, non parlo a sproposito. Ci si può confrontare anche avendo idee diverse, ma portando dati a conferma di ciò che si dice e non pensare a priori che solo perché uno ha i capelli blu non capisca niente a prescindere. Ho ricevuto apprezzamenti ma anche tante critiche, però non mi fermo e vado avanti” dichiara.

Alle 20.00, praticamente tutte le sere, va in onda il tg da lui ideato, “Tg Gaspo”, sulla pagina faceboook “Tg Gaspo” e sul sito www.tggaspo.it . Lo si può seguire sia in diretta che in differita. Come è nato? Andrea Garelli ha lavorato fino a quando è stato possibile e come reporter e freelance la notte del 7 marzo era a Voghera per lavoro, in Lombardia. Era la sera della famosa fuga di notizie relativa al blocco in entrata e uscita dalle zone rosse. “Sapevo che non sarebbe stato attuato in quel preciso istante, infatti il decreto è stato ufficializzato solo successivamente, ma avendo la responsabilità dei due collaboratori che erano con me siamo rientrati in Piemonte. Durante il viaggio verso casa ero arrabbiato e ho fatto una diretta su facebook… ho capito, però, che sbraitando il messaggio non arrivava appieno e ho deciso di convogliare la rabbia in un servizio utile: il ‘Tg Gaspo’ – comincia a spiegare Andrea -. Seguo h24 Rai News per avere un aggiornamento costante, ascolto, leggo, comparo le notizie, cerco di trovare informazioni il più apolitiche possibile, ad esempio fra quelle di medici di destra e sinistra ricerco i punti simili. Mi aggiorno attraverso fonti sia italiane che straniere sul web. Cerco di smascherare le fake news – spiega ancora –. E’ un lavoro complesso e collaboro con amici: persone affidabili, competenti, che parlano con dati alla mano e che mi fanno un po’ da inviati da Germania, Messico, Repubblica Ceca, Perù, Inghilterra e varie parti d’Italia. Non mando in onda nulla che non sia verificato e per quanto riguarda strettamente il virus sono sempre dati ufficiali di ‘OMS’, ‘WHO’, ‘ISS’ (‘Istituto Superiore di Sanità’) e Protezione Civile – aggiunge -. A casa sono da solo e ho, in piccolo, un vero e proprio studio… mi occupo di regia, montaggio e quant’altro. Il mio Tg ha la missione di divulgare notizie su fatti reali e verificati, attraverso fonti certe e autorevoli, combattendo le fake news – precisa – . Spero di poter tornare a lavorare prima possibile, serve una ripresa rapida per tutti, altrimenti va gambe all’aria un intero Paese, più si allungano i tempi più si rende difficile la ripartenza. Senza fare troppi esempi basta anche solo pensare che se non lavoriamo non paghiamo le tasse e senza quelle la sanità rischierà di collassare di nuovo… il virus non scomparirà magicamente dalla faccia della terra, non si hanno ancora certezze su vaccini o altro, e si potrebbe ricadere in un circolo vizioso. Bisogna reagire e non stare fermi in attesa” dichiara in conclusione.

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