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CHIVASSO. E’ fallita la Global Costruzioni. E il teleriscaldamento?

Il 12 aprile il Tribunale di Ivrea ha dichiarato il fallimento della società settimese Global Costruzioni srl. La società appartiene per il 51% a Patrimonio Città di Settimo Torinese e per il 49% a una società privata a sua volta in liquidazione.

Global Costruzioni possiede la rete del teleriscaldamento di Settimo. Ma controlla e possiede anche il 91,54% di Enerchivasso SpA, la società che realizza in project financing il teleriscaldamento di Chivasso, dal costo di 24 milioni di euro.  In sostanza Enerchivasso costruisce a proprie spese la rete e gli impianti, compresa la centrale di back up, e in base alla convenzione stipulata con il Comune si rifarà della spesa gestendo il servizio e incassando le bollette per trent’anni.

Global Costruzioni è in crisi da tempo, ha circa 66 milioni di debiti, e fin dal 2015 aveva chiesto al Tribunale il concordato preventivo. Recentemente erano pervenute due proposte di acquisto, una da Engi, ex GFD-SUEZ, il colosso francese dell’energia, e una di Elaris/Riesco. Il Tribunale non ha accolto né l’una né l’altra e il 12 aprile ha decretato il fallimento. E ha convocato l’adunanza dei creditori il 4 ottobre 2017. La prima domanda che ci poniamo è se il fallimento di Global avrà ripercussioni sulla controllata Enerchivasso e sul teleriscaldamento chivassese.

C’è un secondo interrogativo. Il 15 ottobre 2015 Global Costruzioni ha affittato per 18 mesi il ramo d’azienda teleriscaldamento (quello di Settimo e quello di Chivasso) –  e ceduto in usufrutto per lo stesso periodo le partecipate, fra le quali Enerchivasso – a Riesco srl, società veicolo di Elaris Holding srl di Milano. Canone mensile di 40.000 euro più IVA. Il 15 aprile 2017 il contratto d’affitto è scaduto: chi “accenderà” il teleriscaldamento a Settimo e a Chivasso in ottobre, all’inizio della stagione fredda?

Nel contratto tra Global e Riesco quest’ultima si impegnava, terminati i 18 mesi d’affitto, ad acquistare tutto quanto a 28 milioni di euro: a condizione però che il concordato avesse ottenuto dal Tribunale il decreto di omologazione, cioè fosse stato accettato. Come abbiamo visto, ciò non è avvenuto e il tribunale ha decretato il fallimento di Global. In tale circostanza il contratto prevede – se comprendiamo bene – che Riesco restituisca entro 90 giorni il ramo d’azienda a Global. E il teleriscaldamento chivassese a Enerchivasso.

Ma quali sono le condizioni economiche di Enerchivasso? Non lo sappiamo. Possiamo solo proporre qualche congettura: la società finora ha speso milioni, verosimilmente prestati da istituti bancari, per realizzare la rete e la centrale di back up, ma non ha ancora cominciato a guadagnarci. L’operazione teleriscaldamento di Chivasso è cominciata nel 2006, quando il Comune di Chivasso (il sindaco era Bruno Matola) ha sottoscritto con Edipower un contratto per la fornitura retribuita del calore, un contratto che alcuni membri dell’associazione “Cielo Azzurro” giudicavano svantaggioso per il Comune. E poi nel 2007, quando il Comune ha stipulato con Enerchivasso il vero e proprio contratto di realizzazione del teleriscaldamento: la società ci avrebbe messo i soldi in project financing e li avrebbe recuperati profittevolmente conducendo per trent’anni la rete.

Il progetto originario prevedeva un’estensione della rete inferiore a quella del progetto attuale e il costo era di soli 12 milioni. Dal 2011 la “pratica” passa di fatto a Claudio Castello, vicesindaco e assessori ai lavori pubblici nell’amministrazione di Gianni De Mori. Nel novembre 2011 la giunta De Mori accetta un nuovo progetto, proposto da Enerchivasso, che raddoppia l’estensione della rete e ne fa salire il costo a 24 milioni. Una decisione curiosa: Enerchivasso aveva interrotto i lavori per circa un anno e aveva ricevuto delle lettere di diffida dal Comune. Non proprio un bel biglietto da visita: ciononostante, quando fu pronta a riprendere i lavori, propose al Comune un progetto raddoppiato e il Comune accettò. Non abbiamo mai capito perché Castello si sia assunto la responsabilità di una decisione di tale portata in un’amministrazione giunta ai suoi ultimi giorni. De Mori era ammalato e si attendevano le sue dimissioni. Era il caso di precipitarsi a firmare? O era meglio lasciare la decisione all’amministrazione successiva? Che avrebbe potuto riconsiderare tutto con calma e tentare di rinegoziare il contratto con Edipower.

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