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Matteo Renzi
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CHIVASSO. Elezioni e Pd. Sarà la notte dei lunghi coltelli

In vista delle elezioni politiche di marzo i nuovi collegi ancora non sono stati ufficialmente tracciati ma qualcosa già sta trapelando. Per esempio che, nell’uninominale per la Camera, Chivasso starà con Ivrea, Settimo con Moncalieri e Nichelino e Ciriè con Giaveno e Rivarolo. Da un punto di vista pratico l’elettore si troverà a dover fare i conti con una scheda in cui sarà indicato un nome per ogni partito o coalizione e vincerà chi prenderà anche solo un voto in più. A fianco un’altra lista di nomi da scegliere in blocco e con il sistema proporzionale.

Tutto chiaro? Assolutamente sì! Talmente chiaro che c’è subito da affrontare il problema, grosso più di una casa, ma tutto in casa Pd. Col cavolo, infatti, che si riusciranno a portare a Roma i tanti parlamentari eletti la volta scorsa. E già si affilando i coltelli. C’è chi sta minacciando di passare all’Mdp e chi con Pisapia, chi vorrebbe mandare a casa Renzi e chi, più religiosamente, se ne sta fermo con le quattro frecce, nella speranza che ad essere premiato possa essere il silenzio. Se ne vedranno insomma delle belle…

Partiamo dalla Camera dei deputati. Per la Città Metropolitana, si prevedono  9 deputati eletti nei collegi uninominali e 14 nei 3 collegi plurinominali secondo una logica proporzionale (ogni lista sarà composta da 4 o 5 candidati).

Il PD che nel 2013 aveva fatto man bassa totalizzando le ballezza di 11 deputati, oggi, secondo i sondaggi che lo accreditano  tra il 25 e il 30% dei consensi, potrebbe non farcela in nessun collegio uninominale  e totalizzare forse  4 eletti  nel sistema proporzionale, due donne e due uomini, in una logica di alternanza di genere.

Stessa cosa al Senato: per la Città metropolitana i senatori saranno 12 di cui 4 eletti con il sistema maggioritario in altrettanti collegi uninominali e  8 con il sistema proporzionale su 3 collegi.

Il PD, che nel 2013 aveva eletto 8 Senatori nella sola Città Metropolitana questa volta potrebbe doversi accontentarsi di 2 nel proporzionale e probabilmente nessuno nel maggioritario.

Riassumendo: la Città Metropolitana di Torino che nel 2013 aveva portato in parlamento ben 19 parlamentari del Pd  di cui 7 donne, nel 2018 dovrà probabilmente accontentarsi di 6 parlamentari di cui 3 donne.

I numeri, insomma, più o meno ce li abbiamo, mancano i nomi e i cognomi.

Si parte dai parlamentari uscenti e ne abbiamo almeno 13 che non disdegnerebbero un altro mandato (Esposito, Lepri, Fissore, Zanoni e Chiti per il Senato e Damiano, Bragantini, Bonomo, Rossomando, Giorgis, Fregolent, D’Ottavio, Mattiello per la Camera), si aggiunge poi Portas, capo indiscusso dei moderati, che si sta dando molto da fare per interpretare il ruolo del Verdini piemontese capace di tenere insieme le sponde del PD  con quelle di FI. E fa 14.

Ci sono poi gli ex Sindaci a partire da Fassino e via scendendo con l’ex Sindaco di Nichelino Catizzone, l’ex Sindaco di Chivasso Ciuffreda, l’ex Sindaco di Cirié Brizio, l’ormai quasi ex Sindaco di Moncalieri Montagna e il sindaco scaduto di Ivrea Della Pepa. Siamo grosso modo a 20, più più che meno.

A questi si aggiungono  i consiglieri regionali che (in prossimità della scadenza del proprio mandato stanno scaldandosi da tempo, tra una primaria e l’altra, per concorrere all’ambito soglio). In pole position Gariglio (Segretario Regionale e Capogruppo), Laus (presidente del Consiglio regionale e vero piglia tutto del PD Torinese), Boeti (ex Sindaco di Rivoli) la sempre pronta Pentenero (è già stata miracolata almeno un paio di volte perchè non potrebbe esserlo di nuovo), Gallo (rampollo di re Salvatore) e persino Valle (ex giovane virgulto garigliano che di recente si è messo in proprio). Poi Ferrentino (prima no tav, poi si tav, ora forse tav purché mi candidino), Saitta (il don Abbondio della sanità piemontese che ha scontentato tutti dicendo sì a tutti e lasciando poi fare il lavoro sporco alla vasta schiera di direttori consulenti pagati a peso d’oro).

Se ci fosse ancora posto ci proverebbe persino la Parigi che dal circolo dei lettori è passata al circolo dei renziani dove però erano rimasti solo più posti in piedi.

E sono altri 8 che sommati ai 20 fa 28.

Infine vuoi non prendere in considerazione le aspettative “locali”? Sul territorio c’è chi aspetta con ansia. E si aggiunge all’elenco l’assessore comunale di Settimo Ghisaura,  il vecchio socialista canavesano Ricca che già ci  aveva provato la volta scorsa superato da Buemi e, infine Avetta, ex vicesindaco della Città Metropolitana ai tempi di Fassino.

Tutto questo per dire che saranno tanti i delusi e pochi i fortunelli Di sicuro Gariglio, Lepri, Esposito, Bragantini, Fassino e Rossomando.

E siamo già ai titoli di coda della “Notte dei lunghi coltelli”, con sullo sfondo le parole The End.  Perchè non c’è dubbio che a nominare i parlamentari anzichè farli eleggere sarà sembrata a Renzi una genialata ma funziona solo quando i posti sono tanti. Essendo pochi forse sarebbe stato meglio affidare la scelta (e la responsabilità delle esclusioni) agli elettori. 

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