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CHIVASSO. Don Davide è il nuovo parroco del Duomo

Sarà un parroco giovane a prendere il posto di don Piero Bertotti, prevosto del Duomo Collegiata di Chivasso per oltre 45 anni. Si tratta di Don Davide Smiderle, 40 anni e già responsabile della Pastorale Giovanile diocesana e rettore della parrocchia Sacro Cuore di Ivrea. Ad affiancarlo ci sarà Don Lorenzo Santa che sarà anche cappellano dalle suore a Montanaro. A Castelrosso, invece, arriverà don Gianpiero Valerio che reggerà anche la parrocchia chivassese della Madonna del Santo Rosario alla Coppina. Le nomine, preceduta da un mare di polemiche scaturite dall’omelia della Messa Pasquale celebrata in Duomo dal Vescovo di Ivrea Monsignor Aldo Cerrato sono state ufficializzate mercoledì sera dal Vicario Generale Massimo Ricca Sissoldo.

Le parole di Monsignor Cerrato, infatti, avevano fatto temere che la nomina del successore di don Piero non sarebbe avvenuta a breve: “Dispongo di pochi pastori – aveva detto – solo una sessantina per 141 parrocchie e venti di questi sono tra i 75 e i 94 anni”. Numeri davvero impressionanti al quale erano seguite parole di fuoco: “La situazione nelle vallate è drammatica in Valle Sacra c’è solo un pastore, anziano e malato. Nelle Valli Orco e in Valchiusella non ce ne sono quasi. Questi territori sono diventati campo di caccia per i Testimoni di Geova e di Sette religiose che spogliano la persone di tutti i loro beni tanto che se provano ad uscirne diventano dei poveracci costretti a venire a mangiare alla mensa della Caritas”.

Parole che hanno lasciato attonita l’assemblea dei fedeli che per Pasqua aspettavano già la nomina del nuovo parroco. Il Vescovo ha spiegato di dover agire con il buon senso del padre di famiglia: “Siamo poveri. Non posso dare tre paia di scarpe ad un figlio e lasciarne scalzo un altro. Servono nuove vocazioni. Mandatemi preti e potrò risolvere la situazione“. Un allarme, quello del rischio di avanzata delle sette religiose, ripreso dai quotidiani di mezza Italia. Solo tre giorni dopo quell’omelia infuocata, ecco arrivare le nomine dei nuovi parroci che ridisegnano completamente la geografia ecclesiastica dell’intera Diocesi. Caduta nel vuoto la supplica dei parrocchiani del Duomo che avevano scritto addirittura a Papa Francesco per chiedere di intercedere affinché Don Luca Pastore non venisse spostato da Chivasso. Don Luca, infatti, dai primi di luglio sarà il nuovo parroco della Val Soana e della Valle Sacra. Un malcontento, quello dei chivassesi che va oltre le designazioni stabilite dal Vescovo. Mercoledì sera, al termine dell’annuncio fatto da Don Sissoldo, ha preso la parola Gianfranco Pipino, figura storica in città dov’è stato anche vicesindaco ai tempi di Lacelli ed è oggi noto per essere il nonno della Bela Tolera in carica. Pipino, da sempre attivo nella vita ecclesiastica cittadina, è sbottato: “I preti passano, ma noi laici restiamo. Io sono nato a Chivasso, battezzato in Duomo dove ho preso tutti i sacramenti, compreso il matrimonio, ho sempre partecipato alla vita di questa parrocchia, ma trovo assurdo che non ci sia alcuna forma di coinvolgimento di noi laici. Non so se i bilanci sono in attivo, in passivo, se ci sia bisogno di qualcosa. Vedo il duomo cadere a pezzi, ma non so cosa si possa fare”. Uno sfogo raccolto dal Vicario Diocesano che ha subito rassicurato: “Son certo che il nuovo parroco sarà disponibile a coinvolgere nella gestione della parrocchia anche la comunità laica che va sempre vista come una risorsa”.

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Blogger: Emiliano Rozzino

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