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sindaco e Assessore all’ambiente Claudio Castello e Pasquale Centin sono volati a Roma per incontrare un collaboratore del Ministro all’Ambiente Gianluca Galletti

CHIVASSO. Discariche: Castello chiede aiuto

Il 17 novembre il sindaco Claudio Castello ha mandato al ministro dell’ambiente Gianluca Galletti e al presidente della regione Sergio Chiamparino due lunghe lettere. Nelle quali espone “particolareggiatamente” le gravi condizioni ambientali nelle quali versa l’area delle discariche di Chivasso, gli interventi che la società SMC non esegue, le ingenti spese che il Comune dovrà affrontare per effettuarle di tasca propria.

Al Ministero dell’ambiente il sindaco Castello chiede di “attivarsi per far valere il danno  ambientale, o l’imminente rischio di danno ambientale, cagionato al territorio da S.M.C. srl”. Come infatti ci ha spiegato l’assessore all’ambiente Pasquale Centin, tocca al Ministero, se lo riterrà giustificato, denunciare alla magistratura la società per “danno ambientale”, pretendere il risarcimento dei danni onde poter provvedere al ripristino dei luoghi, e inserire le discariche di Chivasso tra i siti di bonifica nazionale. Alla Regione il Comune chiede di includere le discariche nell’elenco dei Siti di Interesse Regionale e di istituire un tavolo tecnico al fine di individuare le strade e le risorse necessarie per fronteggiare la situazione.                                                                                                                                      Cominciamo dai soldi. Il Comune calcola che, per asportare il percolato già esistente e che SMC non ha tolto, dovrà spendere subito 1,2 milioni di euro. In seguito, ogni anno dovrà sborsare 1,3 milioni per l’asportazione del percolato che continuerà a formarsi.

Le condizioni ambientali dell’area sono disastrose. Le discariche sono quattro e contengono complessivamente 4,5 milioni di metri cubi di rifiuti. Due sono esaurite e due attive.  La Chivasso 1 e la Chivasso 2, esaurite, contaminano da almeno 15 anni le falde acquifere. SMC dovrebbe bonificare ma non lo fa, o almeno non lo fa come dovrebbe. L’ultimo progetto di bonifica, naturalmente a carico della società, è stato approvato dal Comune nel marzo 2016: SMC non ha nemmeno cominciato i lavori e non ha depositato la garanzia fideiussoria di 2 milioni di euro. Il Comune sta cercando di incassare almeno i 612.000 euro di garanzia che la società aveva depositato cinque anni fa.

La Chivasso 3, la più grande (1.600.000 mc di materiale) è prossima alla chiusura: ma la polizza fideiussoria accesa da SMC a garanzie dell’esecuzione delle operazioni di post chiusura scade il 12 dicembre 2017.

La Chivasso 0 è stata rifatta pochi anni fa. Ma anche per tale impianto “emerge un grave rischio ambientale dovuto principalmente alla produzione e fuoriuscita di percolato”.

Nel frattempo, la crisi finanziaria del Gruppo Waste Italia, al quale SMC fa capo, si aggrava, e sembra difficile che la società possa farsi carico della sorveglianza, del controllo, della manutenzione e delle eventuali bonifiche per tutto il lungo periodo post chiusura, cioè “per tutto il tempo in cui la discarica può comportare rischi per l’ambiente”. Già ora SMC non paga il milione di euro di ecotassa dovuto al Comune, e l’amministrazione ha avviato la procedura di pignoramento delle azioni di SETA in possesso di SMC.

Quanto sia grave la situazione, e preoccupante il futuro, il sindaco lo scrive con ammirevole chiarezza. Con una chiarezza e completezza che avremmo voluto sentire dalle amministrazioni precedenti, quelle che si sono succedute dai primi anni duemila, da quando la contaminazione delle acque è stata definitivamente accertata: “è evidente il danno ambientale, o comunque la sua minaccia imminente, al territorio di Chivasso cagionato dal gestore dell’impianto S.M.C. il quale, non ottemperando agli obblighi assunti con l’affidamento della gestione e violando tutte le più elementari regole di prudenza e diligenza, ha gravemente compromesso il territorio”. Né si può sperare che in futuro SMC riesca a provvedere: “La grave crisi finanziaria in cui oggi versa la Società S.M.C., comprovato dal mutamento di forma giuridica (da S.p.A. a S.r.l.), determina che alcun onere economico finanziario possa essere assunto dal gestore il quale in alcun modo potrà avviare a propria cura e spese le attività di bonifica necessarie al ripristino dei luoghi”. Per quanto sopra “il Comune di Chivasso, evidentemente interessato affinché vengano adottate tutte le misure di precauzione, prevenzione e ripristino necessarie alla tutela del territorio, chiede formalmente al Ministero dell’Ambiente e del Territorio di volersi immediatamente attivare, esperendo tutte le azioni possibili, in particolare quelle di competenza esclusiva statale ai sensi del d. lgs. n. 152 del 2006 cit., parte VI”.

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Blogger: Piero Meaglia

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