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Biciclettata dei 5 Stelle ai Pogliani

CHIVASSO. Discarica troppo vicina alle case! E’ a soli 150 metri da strada Crova

Nella conferenza dei servizi sulla terza versione del progetto Wastend, svoltasi a Torino il 18 ottobre dell’anno scorso, un medico del servizio Prevenzione e sanità pubblica dell’Asl To 4 ha esposto il “parere” dell’azienda sanitaria sul progetto e ne ha depositato il testo scritto. Come nel parere sulla versione precedente, anche questa volta vengono evidenziate le condizioni ambientali nelle quali versa il territorio intorno alle discariche e soprattutto i danni alla salute che il nuovo intervento – composto da un impianto di recupero dei rifiuti, da un ampliamento della volumetria delle discariche, e dalla “bonifica” della Chivasso 1 – potrebbe causare.

La vicinanza  alle abitazioni

Il documento misura la vicinanza dell’impianto di riciclo e delle discariche alle abitazioni sparse e agli insediamenti urbani: la Cascina Coccarello si verrebbe a trovare a 50 metri dall’impianto e a 130 dal limite meridionale delle discariche. L’ampliamento delle discariche comporterà un avvicinamento alla cascina Bellavista. Gli insediamenti urbani più vicini sono costituiti dalle frazioni o località Montegiove e Prato del Signore (1 km), Pogliani (1.500 metri) e Mosche (1.800 metri).

Queste le distanze secondo l’ASL. Ma i metri sono di meno se calcoliamo approssimativamente su Google Maps la distanza più breve fra le prime case delle località e il punto loro più vicino della discarica “Chivasso 1”: la vasca che, venendo svuotata dai vecchi rifiuti per rifare il fondo e poi nuovamente riempita, puzzerà di più e presenterà i maggiori pericoli. Sono 150 metri dalle case più vicine di Strada Crova, 350 da Cascina Crova, 400 dalle case più prossime del centro di Pogliani, 600 dalla cascina Baiona, circa 500 dalla mensa scolastica nell’area Chind. Aggiungiamo che le prime case di Montanaro sono a poco più di un chilometro dall’angolo Nord-Ovest della discarica. Quelle di Mosche anch’esse a poco più di un chilometro dall’angolo Nord-Est.

I rischi del progetto

Queste misure sono importanti perché, come osserva l’ASL, gli odori potrebbero essere percepiti fino alla distanza di 600 metri o di 1.150 dal sito a seconda dei valori di riferimento utilizzati. Sono importanti perché la discarica in corso di bonifica rimarrebbe “aperta” per 5 anni e mezzo. Perché sono già presenti “problemi di infiltrazioni di biogas nel sottosuolo”. Perché “stante le distanze ravvicinate tra la discarica e alcuni fabbricati di civile abitazione non sono da sottovalutare le conseguenze derivanti da eventuali incendi”. Perché “i rischi maggiori derivanti dalla nuova discarica sono dovuti alle emissioni in atmosfera del biogas con conseguente dispersione nell’ambiente di sostanze odorigene ed irritanti (ammoniaca e idrogeno solforato), nonché al rischio di ulteriore perdita del percolato con possibile peggioramento della qualità delle acque sotterranee, peraltro già compromesse”.

ASL usa il termine generico “compromesse”, ma noi sappiamo che la situazione è grave: oltre quindici anni fa venne scoperta nelle acque sotterranee una quantità anomala di ammoniaca, manganese e nichel, i lavori di bonifica sono cominciati solo nel 2013 e si stanno protraendo.

Incerti benefici

A fronte dei pericoli, ASL indica i miglioramenti che verrebbero prodotti dalla realizzazione del progetto: la bonifica della Chivasso 1 mediante la tecnica del landfill mining e il miglioramento del capping della Chivasso 2. Ma nella conferenza dei servizi del 18 ottobre questi miglioramenti sono stati messi in dubbio. Scavare dentro i  rifiuti della Chivasso 1 comporta infatti il rischio di danni che potrebbero superare i benefici: più si scende nello scavo più aumenta il rischio di trovare rifiuti di tipo imprevisto, di far emergere percolato, di provocare la fuoriuscita di gas, di innescare esplosioni di metano.

Molti rischi a fronte di un incerto beneficio. Incerto perché il landfill mining è una tecnica sperimentale. Il documento dell’ASL osserva infatti: “per gli interventi di landill mining, così come dichiarato dal proponente, non vi sono significativi dati di letteratura e le esperienze sin ora sul campo riguardano il solo spostamento dei rifiuti di vecchie discariche”.

Fermiamoci qui. Ci sono altri punti interessanti nel parere dell’ASL. Ne riparleremo.

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Blogger: Piero Meaglia

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