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CHIVASSO. Discarica, un altro passo verso Wastend

Lunedì 10 aprile, un giorno prima della scadenza, SMC ha mandato al Comune di Chivasso, alla Città Metropolitana e alla Regione le “integrazioni” al progetto Wastend che Città Metropolitana avevano richiesto nel dicembre scorso. Le integrazioni avrebbero dovuto pervenire in gennaio, ma SMC aveva chiesto due proroghe, entrambe accordate.

Se le integrazioni sono state depositate nella loro interezza, Città Metropolitana ha 90 giorni di tempo per esprimere il “giudizio di compatibilità ambientale”, cioè per approvare o respingere il progetto.

Nel frattempo – ci ha confermato la dottoressa Paola Molina, responsabile del procedimento – Città Metropolitana convocherà all’incirca tra un mese una nuova conferenza dei servizi.  In quella sede le amministrazioni pubbliche coinvolte saranno invitate a esprimere il loro parere e a depositarne copia: il Comune di Chivasso, quello di Montanaro, ASLTO4, ARPA, Regione ecc. Naturalmente nulla vieta che i vari enti trasmettano il loro parere anche prima: le “integrazioni” sono già state mandate loro in forma cartacea e sono anche consultabili sul sito di Città Metropolitana (al link http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati/val281 ).

L’amministrazione comunale di Libero Ciuffreda e dell’assessore all’ambiente Massimo Corcione ha quindi l’ultima occasione ufficiale per ritirare il sostegno al progetto Wastend e per pronunciare un giudizio negativo. Per la verità nelle “integrazioni” SMC sostiene che è già stato ottenuto un parere favorevole del Comune. Ma si tratta soltanto – se comprendiamo bene  – di quello della Commissione locale per il paesaggio. Il 20 febbraio e il 2 marzo la Commissione ha infatti esaminato una istanza presentata da SMC. Nella seconda riunione ha espresso parere favorevole “esclusivamente agli aspetti di propria competenza”. Suggerendo tuttavia delicatamente di piantare pioppi al posto di conifere e di prestare maggiore attenzione ai pannelli fotovoltaici, la disposizione dei quali turberebbe l’”inquadramento naturalistico del contorno”. La commissione è composta dal dirigente comunale architetto Bosio e da cinque professionisti eletti da consiglio comunale. Quattro “in rappresentanza della maggioranza” (Assone, Genero, Guastadini, Zavattaro) e uno “in rappresentanza della minoranza” (Brovida): così si legge nella delibera di consiglio n. 12 del 27 settembre 2012, approvata con 16 voti favorevoli e con l’astensione di Marco Marocco.

Torniamo alle ponderose “integrazioni” depositate da SMC. Sono molti elaborati per complessivi 180 megabyte. Richiederanno un’attenta lettura e ne daremo conto nelle prossime settimane. I tre elementi fondamentali del progetto sono noti: l’ampliamento delle discariche; la bonifica della Chivasso 1 attraverso la tecnica del landfill mining, la costruzione di un impianto di recupero e riciclo dei rifiuti. Come avviene ormai dall’orrobre 2014, quando ne fu presentata la prima versione, il progetto è coordinato dall’architetto Giorgio Giani. Come assessore nell’amministrazione provinciale di Antonio Saitta, nel 2008 firmò la celebre delibera di giunta provinciale “stop ampliamenti”, che recava la frase: “considerata l’elevata pressione delle discariche di Regione Pozzo sul territorio circostante, l’ampliamento della discarica di Chivasso 3 dovrà considerarsi conclusivo e finalizzato al recupero della discarica stessa”. Nel febbraio 2013 Giani si è candidato al Senato per il Partito Democratico. Dallo stesso anno è presidente della Fondazione per l’Architettura di Torino.

La dottoressa Molina ci ha comunicato che Città Metropolitana prenderà in considerazione anche le “osservazioni” che i cittadini vorranno inviare, purché giungano entro un mese.

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Blogger: Piero Meaglia

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