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CHIVASSO. Discarica: oggi in Prefettura si “decide” chi deve pagare…

Se tutto va come dovrebbe andare, questa mattina in Prefettura a Torino i soggetti interessati alla questione delle discariche di Chivasso dovrebbero firmare un accordo o protocollo di carattere generale. L’accordo dovrebbe stabilire chi realizzerà gli interventi necessari e chi li pagherà.

Sono tutti interventi che servono a mettere in sicurezza le discariche e a impedire loro di continuare a inquinare l’ambiente. Sono interventi che dovrebbe realizzare e pagare la proprietà delle discariche, cioè la società privata SMC: però la società – che versa in gravi difficoltà economiche ed è in concordato preventivo presso il Tribunale di Milano – non lo fa o non lo fa abbastanza. Pertanto l’accordo, se sarà sottoscritto, ripartirà i costi tra la società stessa e gli enti pubblici (Comune, SMAT, Città Metropolitana, Regione, Stato) che interverranno a metterci temporaneamente una pezza con i soldi di tutti.

Al percolato ci pensa SMAT, società completamente pubblica

Gli interventi da realizzare, che dureranno alcuni per anni e altri per decenni, sono almeno quattro o cinque.

Il primo è l’asportazione del percolato che le discariche, benché chiuse, continuano a rilasciare nel sottosuolo e che continueranno a rilasciare per decenni. Si tratta di proseguire ancora per qualche tempo a caricare il percolato su autobotti e a trasportarlo nei siti specializzati di smaltimento. Essendo SMC inadempiente, l’anno scorso vi ha provveduto per alcuni mesi il Comune. Poi è tornata a farlo SMC, ma non si sa fino a quando ce la farà. Gli enti pubblici, in particolare Comune e Città Metropolitana, dovranno fare un bando per affidare il trasposto del percolato a un’azienda specializzata. Ma il bando è concepito solo come una soluzione temporanea, perché i costi del trasporto su autobotti sono altissimi: circa un milione di euro l’anno. Per ridurre i costi gli enti pubblici hanno escogitato un rimedio: la costruzione di un condotto, una specie di fognatura, che porterebbe il percolato dalle discariche fino al depuratore chivassese di Arianasso, vicino al Po nei pressi di Castelrosso. Per tutti gli anni e decenni che sarà necessario.

Il secondo è la costruzione del condotto per il percolato, che costituisce appunto il secondo intervento da inserire nell’accordo di oggi. Raccoglierebbe il percolato all’estremità Sud delle discariche e lo convoglierebbe fino al depuratore di Arianasso/Castelrosso, che è di SMAT. Si dice che il condotto, o “percolatodotto”, potrebbe entrare in funzione già a fine anno. Chi lo costruirebbe? Ovviamente SMAT, che a Chivasso gestisce fognature e depuratore. Quanto costerà? E soprattutto chi lo pagherà? SMAT a chi manderà la fattura? SMAT non fa beneficienza. E’ una società per azioni che deve far quadrare i conti. In ogni caso SMAT è un’azienda totalmente pubblica: ne sono soci il Comune di Torino e altri 290 Comuni della Provincia. Gira gira, paga il pubblico. Poi si vedrà se SMC avrà ancora qualche euro da mettere. Si parla del percolatodotto almeno da un anno, ma il costo non lo conosciamo ancora.

Purtroppo l’intervento di SMAT non finisce con la costruzione del percolatodotto. La società dovrà curare la manutenzione del condotto. Ed effettuare la depurazione del percolato nel suo depuratore di Arianasso. Per tutti gli anni necessari. Quanto costerà la depurazione? Chi pagherà la bolletta annuale di SMAT? Anche questo è un costo che dovrebbe sostenere SMC, ma che rischiamo di pagare tutti noi.

Anche la bonifica ce la paghiamo noi

Gli interventi che abbiamo fin qui elencato non esauriscono la lista delle spese. Alla lista dobbiamo aggiungere due voci. La prima è la bonifica delle discariche Chivasso 1 e Chivasso 2. Il Comune impose a SMC di realizzare questa bonifica nel 2012, perché la prima falda acquifera intorno alle discariche conteneva ammoniaca, nichel e manganese in misura superiore al consentito. SMC non ha portato a termine i lavori e dovranno pensarci Comune, Città Metropolitana, Regione, Stato… La seconda voce è il cosiddetto post chiusura o “post mortem”. Una legge del 2003 impone ai gestori delle discariche di monitorare l’ambiente, e bonificarlo se necessario, per almeno trent’anni dopo la fine del conferimento dei rifiuti. Questa legge riguarda in particolare la discarica Chivasso 3, il cui ultimo grande ampliamento è stato autorizzato nel 2008 (la Chivasso 1 e la Chivasso 2 sono precedenti). Sicuramente la depurazione del percolato nell’impianto di Arianasso contribuisce all’attuazione del post mortem della Chivasso 3. Ma il post mortem non è tutto qui. Comprende anche altri interventi oltre all’asporto e depurazione del percolato: chi li pagherà?

SMC metterà gli spiccioli, se li dovesse avere…

Insomma, nei prossimi decenni le discariche, benché “chiuse”, ci costeranno un sacco di soldi. Per ora il Comune è riuscito a mettere insieme 1.300.000 euro riscuotendo due polizze assicurative che erano state accese da SMC. Tanto di cappello al sindaco Claudio Castello che si è dato da fare. Ma 1.300.000 euro sono una miseria rispetto ai costi complessivi che avrà il disastro delle discariche di Regione Pozzo. Per farci un’idea, ricordiamo che il solo trasporto mediante autobotti del percolato per un solo anno costa un milione di euro. Nel 2017 il governo promise (con un autorevole messaggino spedito via messenger all’assessore Pasquale Centin… ) di aiutare Chivasso con un milione e mezzo di euro, ma i soldi sono fermi a Roma.

Quanti soldi potranno arrivare da SMC? La società se la passa male, è in concordato al Tribunale di Milano, deve al Comune un milione di royalties, e propone di pagargli appena il 4%, cioè 40.000 euro: meglio non contarci troppo… Non se la passano bene nemmeno le società che controllano SMC  (Waste Italia e Gruppo Waste Italia), anch’esse in concordato. Tanto per dare due cifre, il Gruppo Waste Italia ha chiuso i conti di fine gennaio con un nuovo aumento dei debiti rispetto al mese precedente:  l’indebitamento netto è salito a 302,49 milioni di euro e le posizioni debitorie scadute sono giunte a 382 milioni.

Un risotto al percolatodotto

Infine, un dettaglio che riguarda il percolato e il percolatodotto. Quale percorso farà il percolato dalle discariche dei Pogliani fino al depuratore di Arianasso/Castelrosso? Il condotto andrà a collegarsi alle fognatura di Montegiove sottopassando la linea ferroviaria Chivasso – Aosta (RFI però non ha ancora concesso l’autorizzazione). Da Montegiove le fognature esistenti tornano indietro, attraversano il centro e raggiungono il depuratore di Arianasso. Per raggiungerlo percorrono viale Vigili del Fuoco lungo il Canale Cavour. Però qui c’è un piccolo problema. All’altezza dell’incrocio con via Togliatti, la società SMAT ha realizzato uno “sfioro”, per la precisione uno “scaricatore di piena”. Se la fogna lungo viale Vigili del Fuoco si riempie troppo, se il livello sale, il contenuto può scaricarsi nel canale Cavour. Il percolato delle discariche potrebbe finire nelle risaie del Vercellese?

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Blogger: Piero Meaglia

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