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Discarica
Discarica (foto d'archivio)

CHIVASSO. Discarica, luci e ombre in Consiglio

Mercoledì 26 aprile in Consiglio comunale il sindaco Libero Ciuffreda ha risposto all’interrogazione riguardante sia le condizioni finanziarie di SMC srl, proprietaria delle discariche chivassesi, sia le garanzie depositate, o non depositate, dalla società. Ricordiamo che nel corso del 2016 la società si è trasformata da Società per Azioni in Società a Responsabilità Limitata.

La crisi finanziaria di Waste Italia

Per quanto concerne le condizioni finanziare di SMC,  il sindaco si è limitato a dare lettura di due recenti comunicati del Gruppo Waste Italia, che attraverso Waste Italia SpA controlla SMC. Sono entrambi leggibili sul sito internet del Gruppo. Questo giornale ne ha dato notizia nelle settimane scorse. Niente di nuovo, dunque. Col primo comunicato, del 31 marzo, il Gruppo Waste Italia annunciava che  Waste Italia Holding S.r.l. e Waste Italia S.p.A. avevano depositato presso il Tribunale di Milano il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo “con riserva”, e che nel corso della settimana successiva lo avrebbero fatto anche SMC S.r.l. e Faeco S.r.l. Col secondo, del 14 aprile, il Gruppo comunicava di avere rinviato l’approvazione del bilancio 2016 “a data successiva all’auspicato provvedimento di omologa … al concordato preventivo…  previsto ad inizio anno 2018”.

Però non sappiamo se la settimana successiva al 31 marzo anche SMC ha effettivamente depositato il ricorso: al riguardo il sindaco nulla ha detto.

Inoltre, il primo comunicato rendeva noto che Waste Italia aveva affittato per cinque anni il “ramo d’azienda” a Green Up SrL, una società appena costituita e della quale è socio unico Waste Italia.  Domanda: anche tutte le attività che si svolgono nel sito chivassese di SMC sono state affittate? In proposito la pagina “sedi operative” del sito  di Waste Italia non  è chiara ( http://www.wasteitalia.it/attivita/sedi-operative ). Lo chiediamo al sindaco: chi conduce le attività di Regione Pozzo? SMC o Green Up?

Le garanzie finanziarie per le discariche 

Successivamente (all’incirca dal minuto 21 della registrazione consultabile sul sito del Comune) Ciuffreda ha riferito circa le garanzie finanziarie che SMC deve depositare per la gestione operativa e per il periodo post chiusura  delle discariche e per la bonifica in corso delle falde acquifere. Le parole del sindaco hanno confermato la gravità della situazione.

A garanzia delle attività di monitoraggio e manutenzione post chiusura, o post mortem, delle due discariche più vecchie, la Chivasso 1 e la Chivasso 2, non è stata depositata alcuna polizza fideiussoria, perché quando esse sono state autorizzate la legge non lo richiedeva ancora.  Per quanto concerne la discarica più recente, la Chivasso 3, il sindaco ha detto che per la gestione del post chiusura le polizze “sono già volturate a SMC srl con scadenza dicembre 2017 quindi da rinnovare sempre con possibilità comunque di escussione da parte di Città Metropolitana fino a dicembre 2018”. Per la gestione operativa “la fideiussione risulta scaduta a dicembre 2016, con diffida emessa da Città Metropolitana nei confronti di SMC srl, che ha richiesto recentemente proroga di 30 giorni concessa dalla Città Metropolitana”. Il sindaco non ha indicato ai consiglieri interroganti la data e il numero di questi atti e lettere. A noi risulta che la “diffida” sia quella contenuta nella Determinazione di Città Metropolitana di Torino n. 63-2601/2017 del 6 marzo 2017.  Vi è raccontata una storia che comincia nel dicembre 2014, quando Città Metropolitana ha rinnovato l’autorizzazione all’ampliamento che era stata rilasciata nel 2008. Il rinnovo del dicembre 2014 imponeva a SMC di versare presentare le garanzie finanziarie adeguate al provvedimento. Nel luglio 2015 SMC propone una polizza della compagnia assicurativa Gable Insurance del Liechtenstein. Ma nel novembre 2016 la compagnia viene messa in liquidazione dalle autorità del Liechtenstein. SMC presenta allora una polizza della compagnia bulgara Nadejda: però anche questa compagnia è in cattive acque e nel febbraio 2017 la polizza viene respinta. SMC propone una terza compagnia, la Argo Global di Malta. Questa volta Città Metropolitana accetta e invita SMC a depositare la polizza. Ma l’ex Città Metropolitana aspetta ancora adesso. E il 6 marzo, come abbiamo scritto, diffida SMC e la invita provvedere entro 30 giorni. SMC non provvede e il 10 aprile chiede una proroga di 30, che è stata accordata. Nel frattempo non sappiamo se SMC ha depositato la polizza: lo chiediamo al sindaco.

Polizza bonifica: esposto del Comune alla Procura

Veniamo alla bonifica,  o “messa in sicurezza permanente”, delle falde acquifere dell’area della Chivasso 1 e della Chivasso 2. Il sindaco ha riferito che SMC non ha ancora depositato la fideiussione di 2 milioni richiestale l’anno scorso. Una vicenda che abbiamo già raccontato su queste pagine e che assomiglia a quella della Chivasso 3: SMC ha tentato prima con Gable Insurance del Liechtenstein, poi con Nadejda di Sofia, infine con la maltese Argo Group, e anche in questo caso tarda e depositare la polizza dell’ultima società, che è stata accettata. Il Comune ha segnalato l’inadempienza alla Procura della Repubblica, concedendo 30 giorni di tempo a SMC per mettersi in regola. Se non lo farà il Comune procederà con notizia di reato. A noi risulta che la segnalazione sia stata fatta il 29 marzo: in tal caso i trenta giorni sono scaduti.

Tra parentesi, SMC deve o doveva un milione di euro di ecotassa al Comune: l’amministrazione comunale ha incaricato un legale di procedere al recupero coattivo del credito, ma non sappiamo a che punto è la controversia.

SETA e Chivasso “Zero”

Poiché l’interrogazione riguardava solo SMC, il sindaco non ha menzionato la questione delle garanzie per il post chiusura della Chivasso 0, che è gestita da SETA. La società della raccolta rifiuti non aveva accantonato i 3.335.000 euro richiesti dall’autorizzazione del 2009, ma nel 2013 ha firmato un accordo in base al quale se ne fa carico SMC. Ora Waste Italia ha chiesto il concordato: quei soldi sono ancora disponibili? Un’altra domanda da rivolgere al sindaco.

A proposito di rapporti tra Waste Italia e gli enti locali, proprio in questi giorni la stampa è tornata ad occuparsi di Ecosavona, una società della quale Waste Italia possiede il 70%. Il resto è diviso tra il Comune di Vado Ligure (25%) la Provincia di Savona (5%). Ecosavona conduce le discariche di Boscaccio e di Bossarino e deve 4 milioni di euro al Comune di Vado. Appreso che Waste Italia ha chiesto il concordato, il Comune è corso ai ripari e ha deliberato un accantonamento di pari entità sull’avanzo di bilancio 2016: “L’Ente… ha costantemente presidiato… la difficile situazione venutasi a creare ed ha provveduto ad accantonare sull’avanzo di amministrazione 2016 un ammontare pari ad euro 4.000.000,00, a garanzia degli equilibri di bilancio nel caso del venire meno dei futuri crediti derivanti dalle atti vità gestionali della discarica Boscaccio attinenti al bilancio di previsione 2017 e ciò alla luce del fatto che la Società Waste Italia, socio di maggioranza (al 70%) di Ecosavona, ha depositato il 31/03/2017, presso il Tribunale di Milano il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo ‘con riserva’”.

Michele Vietti nuovo presidente del gruppo Waste Italia

Per quanto riguarda le vicende societarie del Gruppo Waste Italia successive alle dimissioni di Pietro Colucci, nei giorni scorsi l’assemblea degli azionisti ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi fino all’approvazione del bilancio 2019. I cinque membri sono: “il professor Michele Giuseppe Vietti (indipendente) come presidente del CdA, Roberto Maggio come consigliere non indipendente e procuratore, Maria Milone, Francesca Rosetti e Giuseppina Rubinetti come consiglieri indipendenti”. L’assemblea ha deliberato che il compenso annuo loro del consiglio sarà di 350.000 euro più il rimborso spese. Il Consiglio stesso stabilirà la ripartizione della cifra tra i propri membri.

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