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Una foto d'archivio della discarica di Chivasso

CHIVASSO. Discarica, crolla il valore delle case

Le abitazioni vicine alle discariche di Chivasso valgono all’incirca 40% di meno. Questo è il risultato di alcuni colloqui con i residenti. Non stiamo parlando solo delle case isolate vicinissime alle discariche, ma di intere frazioni. Dove cinque o dieci o più anni fa cittadini desiderosi di tranquillità, spazio, verde, aria buona, hanno acquistato casette nuove o vecchie abitazioni da ristrutturare. 

Se ora se ne vogliono andare, se vogliono allontanarsi dalle discariche, e interpellano un’agenzia, si sentono rispondere che la loro casa vale circa il 40% in meno rispetto ad abitazioni simili in frazioni più lontane. Chi vuole vendere e comprare altrove ci rimetterà una bella cifra. E non tutti hanno i soldi: c’è chi ha investito i risparmi nell’acquisto e magari ha un mutuo da pagare. 

Perché una perdita addirittura del 40%? Basta guardarsi attorno, ammettono le agenzie: l’impatto visivo delle quattro grandi “colline” di rifiuti davanti alle case è sufficiente ad abbatterne il valore.  

Ma non c’è solo l’impatto visivo. C’è la puzza, ci sono le falde acquifere contaminate, c’è il metano nel sottosuolo, ci sono gli incendi. Gli agenti immobiliari ti informano di tutto ciò? L’hanno detto agli acquirenti di dieci anni fa? Lo dicono a chi oggi portano sul posto a vedere le abitazioni in vendita? La risposta è generalmente negativa. Può darsi che gli stessi agenti immobiliari non conoscano le vere condizioni ambientali della zona. Il Comune di Chivasso non ha fatto molto per informare i cittadini e le agenzie immobiliari. Tanto che fino a qualche anno fa molti chivassesi non conoscevano nemmeno l’esistenza delle discariche. 

La contaminazione delle falde è nota da almeno quindici anni, l’incendio di una cantina dove si era infiltrato il biogas è del 1993, gli incendi esterni sviluppatisi nell’area discariche sono cominciati del 2002 e sono proseguiti nel 2003, 2008, 2014, la cattiva gestione del biogas in uscita dai pozzetti esterni è stata colpita da diffide della Provincia. Quando mai il Comune di Chivasso, in tutti questi anni, sotto le amministrazioni di destra e “sinistra”, ha informato i chivassesi con precisione e completezza? Residenti che hanno comprato casa una decina di anni fa ci raccontano di essere prima andati in Comune a informarsi e di avere verbalmente ricevuto assicurazioni che “la discarica” era prossima alla chiusura… 

Finalmente, da circa tre anni, dalla presentazione del progetto Wastend, in città si parla delle discariche e si comincia a conoscerne le problematiche. Ma non certo per merito del Comune e dell’amministrazione. Sono stati gli ambientalisti e la stampa locale a farsi tirar fuori dai cassetti del Comune e della Provincia la documentazione mettendola a disposizione dei cittadini. Sono stati gli attivisti dell’abominevole “partito del comico”, che in consiglio il sindaco e gli amministratori, con grande senso delle istituzioni, si permettono di dileggiare invitandoli a imparare l’italiano… 

Fin qui abbiamo parlato solo delle abitazioni e frazioni attorno alle discariche. Ma la perdita di valore degli immobili potrebbe colpire, se già non ha colpito, buona parte di Chivasso Nord, al di là della ferrovia Torino-Milano, dalla Blatta ai Cappuccini. Nel novembre scorso a Torino, nel corso dell’esame della precedente versione del progetto Wastend, i tecnici della Città Metropolitana avevano ammesso che le molestie olfattive causate dall’intervento avrebbero potuto estendersi appunto alla parte settentrionale della città. Senza contare che aree come la Blatta si trovano proprio a valle delle falde contaminate. Ma ora il nuovo progetto prevede una novità: la più vecchia delle quattro discariche verrebbe scoperchiata e lo resterebbe per sei anni. Gli odori molesti aumenterebbero prevedibilmente anche a Chivasso Nord. 

Anche qui il valore delle case potrebbe diminuire. Che ne pensa l’amministrazione chivassese, favorevole all’ampliamento delle discariche? Che intende fare per tutelare i propri cittadini?

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Blogger: Piero Meaglia

Piero Meaglia
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