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CHIVASSO. Deputati e tifosi sul piede di guerra per il derby del 4 maggio

Il 4 maggio 1949 l’aereo sul quale viaggiavano i calciatori del Grande Torino, i dirigenti, i giornalisti e i membri dell’equipaggio, si schiantò contro la Basilica di Superga. Indro Montanelli scrisse che “gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”. Passati settant’anni, la Lega Serie A sembra essersi dimenticata di quelli che Montanelli definitiva “eroi”. La Lega ha infatti messo in calendario per il 4 maggio alle 15 il derby della Mole tra Torino e Juventus, noncurante della tradizione dei granata di salire a Superga durante la giornata per celebrare, insieme alla squadra e alla società, quei campioni che persero tragicamente la vita. Due momenti, la partita e la commemorazione, che non possono sovrapporsi per tutta una serie di questioni. Ma la Lega Serie A il problema non se l’è minimamente posto. È sintomatico di quello che è diventato il calcio moderno, nel quale valori, tradizioni e sentimenti contano sempre meno, mentre l’attenzione si è spostata sul Dio Denaro, sugli acquisti plurimilionari, sulle plusvalenze.

E così, com’era naturale immaginare, il popolo granata è insorto. “Il 4 maggio è sacro e non si tocca” si legge nei tanti commenti sui social network dei tifosi del Toro, infuriati per la “mancanza di rispetto” da parte della Lega Serie A su un argomento tanto delicato. “Il Torino dovrebbe schierare la Primavera, noi diserteremo lo stadio per andare a Superga”. Anche il presidente granata Urbano Cairo dal sito del Corriere della Sera ha preso una posizione netta sulla questione: “Troviamo un’alternativa, non si può giocare il 4 maggio, quando ricorrerà il 70esimo anniversario della tragedia di Superga. È opportuno un incontro con Lega e Juventus per una soluzione”.

Al coro delle polemiche si sono uniti anche numerosi parlamentari torinesi, tra i quali Carlo Giacometto, Davide Gariglio, Alessandro Giglio Vigna e Augusta Montaruli.

Proprio in questo contesto condividiamo pienamente l’iniziativa del Presidente del Torino Urbano Cairo che ha richiesto di non giocare il derby il 4 maggio – scrivono in una nota destinata al Sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti -. Comprendiamo le esigenze del calcio moderno ma riteniamo che si debba individuare un giorno alternativo per permettere alla comunità granata di poter celebrare degnamente una giornata di lutto che riguarda comunque tutto il mondo dello sport”.

Nei prossimi giorni i parlamentari costituiranno alla Camera il Toro Club Montecitorio, una associazione spontanea che raccoglie deputati di differenti gruppi politici con l’obiettivo comune di sostenere valori condivisi di socialità e di sport.

Le pressioni dei tifosi, della società e dei politici sembra possano sortire l’effetto sperato. “La Lega Serie A – si legge in una nota – ha ben presente l’importanza della ricorrenza e si attiverà per variare il giorno di disputa dell’incontro, qualora si verificassero le condizioni per farlo mantenendo la regolarità del campionato, per permettere al club granata e alla sua tifoseria di commemorare i caduti del Grande Torino in un giorno libero da impegni sportivi”.

Mentre le parti cercano una soluzione per risolvere il problema, con venerdì 3 maggio individuato quale possibile data per lo spostamento, la protesta non accenna a scemare.

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