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Atiq nel negozio che presto aprirà

CHIVASSO. Dalle rose al mini market: il sogno di Atiq ora è realtà

CHIVASSO. Dalle rose al mini market: il sogno di Atiq ora è realtà.

Si chiama “Atiq Express” ed è un sogno che si realizza. Il sogno di Atiq, il ragazzo delle rose che tutti a Chivasso conoscono per i suoi modi gentili, la simpatia e la grande umanità che lo contraddistinguono. Ed è il sogno di una città che si sta lentamente risvegliando dal lockdown per il Covid-19: tra negozi che stentano a riaprire, altri che non hanno più alzato la saracinesca ed altri ancora che temono di dover chiudere tra qualche settimana, c’è chi decide di investire nel nostro Belpaese, lanciando un’iniezione di fiducia e positività che sono il miglior spot agli effetti del coronavirus e della crisi che ha portato con sè.

“Se ci credo io, Italia, credici anche tu”.

Atiqur Rahman, per tutti Atiq, 29 anni, originario del Bangladesh ma chivassese d’adozione da almeno dieci anni – presto si trasferirà in città con la moglie Tamanna e il figlio Taimur nato il 26 marzo all’ospedale Sant’Anna di Torino – ha deciso di aprire un mini-market nell’isola pedonale di via Torino.

Al civico 54, dove fino al 31 dicembre scorso si vendevano dischi e cd musicali, tra qualche giorno verranno messi in vendita prodotti alimentari italiani: pasta, sughi, biscotti, brioches, ma anche frutta, verdura, latte, acqua e chi più ne ha più ne metta, se è vero com’è vero che nell’Express di Atiq si potranno trovare anche oggetti per i telefoni cellulari, pile e persino i suoi amati fiori.

Per me è un sogno che si realizza”, racconta Atiq, voce bassa e tanta gratitudine nel cuore nei confronti della comunità chivassese che l’ha praticamente adottato.

Dalle rose vendute sotto i portici di via Torino, in piazza, nei bar, tutti i giorni e tutte le sere, di strada ne ha fatta questo giovane papà venuto dall’oriente e innamoratosi dei nocciolini, della gente e anche del clima di questa nostra città.

Ringrazio di cuore gli amici di Chivasso che mi stanno aiutando in questa nuova avventura”, dice mentre è alle prese con gli ultimi preparativi per il suo negozio.

E dire che Atiq ne ha vissute un po’ di tutti i colori a Chivasso. Solo qualche anno fa, la notte di Capodanno, venne aggredito da un gruppo di teppistelli sotto i portici di via Torino: in cinque, gli spaccarono il naso ma il dottor Libero Tubino glielo sistemò. Mentre le migliaia di testimonianze d’affetto ricevute dai chivassesi gli aggiustarono cuore, spirito e umore.

Mazzo di rose rosse in mano, scarpe da ginnastica, bicicletta, Atiq riprese presto la vita di sempre.

Vorrei poter trovare un lavoro normale”, ci confidò all’epoca.

Oggi quel tempo condizionale è diventato presente indicativo: se vuoi, puoi.

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Blogger: Emiliano Rozzino

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