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discarica chivasso
Una foto d'archivio della discarica di Chivasso

CHIVASSO. Crisi gruppo Waste: Consob impugna il bilancio

Il primo marzo la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ha impugnato davanti al Tribunale Civile di Milano la delibera assembleare del 22 luglio 2016 con la quale il Gruppo Waste Italia aveva approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2015. L’autorità di vigilanza ritiene che il bilancio non sia stato redatto in conformità con la normativa e i principi contabili. CONSOB aveva già sollevato dubbi al riguardo e deve avere giudicato non soddisfacenti le spiegazioni fornite in gennaio dal Gruppo.
Attraverso altre due controllate, il Gruppo Waste Italia controlla la società SMC, proprietaria delle discariche di Chivasso e del 48,85% di SETA. Almeno fino ad oggi: SMC sta infatti trattando la cessione di questo 48,85% a IREN. Non sappiamo se a IREN interessano anche le discariche   e l’impianto di riciclo compreso nel progetto Wastend. Vero è che la grande multiservizi piemontese-ligure-emiliana, già comproprietaria dell’inceneritore del Gerbido, sta espandendo la propria attività nel campo dell’intera filiera dei rifiuti: è di pochi giorni fa la notizia dell’acquisizione del 45% di GAIA, la società a controllo pubblico che gestisce i rifiuti nell’Astigiano.
Torniamo al Gruppo Waste Italia. A fine gennaio l’indebitamento finanziario netto è salito a 299,9 milioni di euro. Erano 282,5 a fine dicembre 2016. Dunque un incremento di 17,4 milioni in un solo mese.
La parte più consistente dell’indebitamento è dovuta ai 200 milioni di Bond Waste, cioè le obbligazioni emesse tre anni fa dalla controllata Waste Italia Spa, controllante diretta di SMC. Nel 2016 Waste non ha pagato le due cedole di maggio e novembre, per un totale di 21 milioni di euro. Ai 200 milioni vanno dunque aggiunti i 21 di cedole non pagate e i 4,4 di rateo di interessi in maturazione. I negoziati avviati con i possessori dei bond, finalizzati alla rinegoziazione del debito, non hanno avuto successo. Una parte dei possessori, che detengono una quota delle obbligazioni superiori al 25%, in gennaio ha fatto valere una clausola del contratto e ha mandato a Waste Italia un “avviso di accelerazione”. Questa mossa, come leggiamo nel comunicato del Gruppo, ha reso l’intero valore nominale del Bond Waste, nonché gli interessi maturati e non corrisposti, “liquidi e esigibili”. Il comunicato precisa: “Per tal motivo, la posizione debitoria di Euro 225,42 milioni (controvalore nominale del Bond WI di euro 200 milioni, coupon non pagati per Euro 21 milioni e rateo in maturazione per interessi di Euro 4,4 milioni) è da ritenersi totalmente scaduta e conseguentemente liquida ed esigibile”. A seguito dell’avviso di accelerazione il Gruppo ha dato mandato all’amministratore delegato Giuseppe Chirico di perseguire tutte le attività necessarie “a preservare il patrimonio aziendale e la continuità d’impresa”.
Il Gruppo e le sue controllate hanno altri debiti verso Banca Marche e Banca Intesa. E verso il fisco e la previdenza per un totale di 16,8 milioni.
Quanto a SMC, non sappiamo – il Comune di Chivasso non comunica nulla – se la società ha provveduto a depositare in Regione i 2 milioni di euro di garanzie finanziarie per la messa in sicurezza delle falde acquifere contaminate e il milione di ecotassa dovuta al Comune.

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