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La Sp 81 tra Chivasso e Mazzè, dove sorge l'ex Edilias

CHIVASSO. Consorzio Irriguo: “Nei nostri confronti, attacchi strumentali”

In riferimento agli articoli apparsi sui settimanali locali della settimana 14 – 21/06/2020, ed agli attacchi strumentali portati dai cittadini al Consorzio Irriguo, si intende chiarire quanto segue.
Il consorzio è stato contatto da Geo Studio Engineering srl ad inizio anno, che ha posto la seguente domanda: “Stiamo predisponendo un progetto che prevede lo scarico di acque provenienti dalla lavorazione di biomasse nel canale che scorre sul limitare est dello stabilimento ex-Edilias. Il canale, ha la capienza idraulica per ricevere lo scarico?”.
Il Consorzio ha quindi richiesto che venissero quantificate le acque in questione e, attraverso 3 mails (datate 06/02, 20/02 e 03/03), nelle quali non è mai stato spiegato di che impianto si stesse progettando, sono stati forniti i dati richiesti. Come sanno tutti coloro i quali– numerosissimi ed accalcati all’ingresso delle sale – hanno partecipato alle Conferenze di Servizi tenutesi per i vari progetti che hanno interessato il nostro territorio negli ultimi anni (WastEnd, FERPLANT, LA TORRAZZA, ACQUEDOTTO DI VALLE DEL CANAVESE solo per citarne alcuni), ogni soggetto “titolare del rilascio di tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all’esercizio dell’opera” (art. 27bis D.Lgs. 152/2006) può farlo. Ma solamente nell’ambito delle Sue competenze.
Ed il Consorzio Irriguo (ogni consorzio irriguo!) deve esprimere un parere in linea idraulica. Ovvero deve rispondere alla domanda: il canale ha la capienza necessaria a ricevere l’acqua?
Ed in tal senso è stata data risposta allo studio di progettazione, in via del tutto preventiva, avendo cura di specificare che il parere non costituisce, in alcun modo, titolo autorizzativo e che l’eventuale parere definitivo sarebbe stato espresso solo a seguito della presentazione della documentazione progettuale.
Documentazione pervenuta in data 03 giugno 2020, quando la Città Metropolitana ha inviato la comunicazione di avvenuta presentazione del procedimento.
Oggi, tale procedimento non è ancora nemmeno stato avviato in quanto è in corso lo screening di completezza documentale, al termine del quale potrà essere eventualmente dato avvio al procedimento. Solo dopo, con una Conferenza di Servizi, l’Organo Tecnico di Valutazione procederà a valutare l’ammissibilità del progetto. È bene sottolineare che il Consorzio Irriguo, di diritto, parteciperà alla Conferenza di Servizi ma che non è membro dell’Organo Tecnico di Valutazione in quanto esso è espressione dell’Autorità competente, nel caso in specie la Città Metropolitana. L’eventuale Nulla Osta Idraulico di competenza, sarà – se del caso – espresso solo al termine della Conferenza di Servizi, con le dovute e necessarie prescrizioni, fatto salvo che non venga individuata una soluzione alternativa allo scarico delle acque
Il segretario Emanuele Martellozzo
Il presidente Mario Cambursano
Tutto bene, però…
1. Perché il Consorzio Irriguo non pubblica il “parere di massima favorevole” che ha mandato allo studio di progettazione addirittura il 4 marzo 2020 (in risposta a una richiesta ricevuta il mese prima)?  Così tutti gli interessati potranno leggersi direttamente che cosa si scrivevano fin da febbraio – marzo il Consorzio e i progettisti. 
2. Perché il Consorzio ha espresso parere favorevole prima ancora di poter esaminare integralmente il progetto, che è stato diffuso da Città Metropolitana soltanto il 1° giugno? A meno che il Consorzio lo conoscesse in anticipo.
3. Perché il Consorzio da marzo ad oggi (anzi da febbraio) non ha informato gli utenti e i residenti della corrispondenza che intratteneva con i progettisti dell’impianto di biometano? Perché ha taciuto per quattro mesi e solo ora diffonde comunicati?
4. D’accordo, il Consorzio ha solo competenza sulla quantità delle acque, e non su altri argomenti. Però, come cittadini, che cosa pensano del progetto i dirigenti del Consorzio? Quali benefici il biometano arrecherebbe al territorio, all’ambiente, ai residenti, agli utenti del Consorzio stesso? E quali svantaggi? Insomma, i dirigenti del Consorzio sono favorevoli o contrari?
Piero Meaglia

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