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Un momento della preparazione del set fotografico, prima di scattare le foto

CHIVASSO. “Come fotografare il tuo bambino con il cellulare”: i preziosi consigli dei fotografi di “Vanilla Images”

Lunghe giornate a casa in questo periodo, paura, incertezza e ansia. Per tutti, chi più chi meno. Ma abbattersi non serve. Proviamo tutti a pensare positivo, per quanto difficile possa essere, e cerchiamo di impiegare il nostro tempo in maniera costruttiva, con qualcosa che magari ci distolga dai brutti pensieri… Quanti di noi, ad esempio, hanno bambini a casa? Perché non approfittare di queste giornate per “giocare insieme” e scattare delle foto? Ogni momento della loro crescita è prezioso e si possono avere dei bei ricordi anche a casa, anche in un momento come questo… Basta un cellulare per fare delle belle foto, e con pochi accorgimenti ottenere un vero e proprio effetto “wow”… parole di due che di foto, di bambini in particolare, se ne intendono: Antonella Cilìa e Omar Ledda di “Vanilla Images”. Questi due fotografi mettono a disposizione un po’ delle loro conoscenze per tutti noi fornendoci questa “guida pratica”.

Ecco i loro consigli:

  • La fotocamera e la luce: Quando si usa lo smartphone bisogna sempre utilizzare la fotocamera esterna e disattivare il flash, che causa brutte ombre nette. La luce è fondamentale nella fotografia: meglio fotografare di giorno, posizionandosi vicino a una finestra. Apriamo le tende per far entrate più luce naturale possibile e accendiamo tutte le luci.

  • Il fondale: se stiamo fotografando il nostro bambino, tutto quello che c’è intorno è un disturbo che distoglie l’attenzione dal protagonista. Spostiamo gli oggetti che infastidiscono, per esempio le piante o le lampade. Rendiamo il fondale più omogeneo e semplice possibile. Se non abbiamo a disposizione la classica parete bianca, possiamo sistemare un telo bianco o beige (magari il copridivano) su due sedie, come per simulare un fondale. Vanno bene anche tappeti o plaid, meglio se bianchi o beige, vicino a una finestra. Apriamo le tende per far entrate più luce naturale possibile e accendiamo tutte le luci.

  • L’abbigliamento: i bambini fino a 2 anni di età sono “più belli” se la ciccetta è visibile: accendiamo il riscaldamento, posizioniamo una stufetta vicino al set casalingo e facciamo indossare ai maschietti una salopette, un pantaloncino e accessori come cappellini, papillon o cravattino. Per le bambine vanno bene gonnelline colorate, fascette per la testa e magari una collana di perle per non dare troppo l’impressione della nudità. Per i neonati basta coprire il pannolino con una sciarpina in cotone o una pashmina.

  • Il gioco: ai bambini piccoli non interessa la fotografia, interessa il gioco. Bando alle aspettative sul bambino che guarda a tutti i costi in camera e sorride. Dobbiamo essere noi a coinvolgerlo, a ridere e giocare con lui, attirando la sua attenzione verso l’obiettivo, che diventerà secondario rispetto al suo divertimento. Facciamoli giocare e i sorrisi verranno di conseguenza.

  • L’inquadratura: le foto che tutti i genitori scattano sono quelle ad altezza adulto. Questa prospettiva deforma il bambino, facendolo sembrare piccolo e sproporzionato. Per scattare bene, diamo fondo alle nostre ginniche articolazioni e abbassiamoci a livello degli occhi del bambino. Non avviciniamoci mai troppo, gli smartphone hanno obiettivi grandangolari e questo significa che se si scatta troppo da vicino, il viso si deforma. La distanza giusta è quella che evita di riprendere oggetti e mobili, inutili per il nostro “servizio fotografico”, ma non così tanto. Nel caso dei neonati è bella la foto a pancia in su: mettiamoli sul lettone e saliamoci sopra in ginocchio per fotografarli dall’alto.

  • Le pose e lo scatto: con i bambini non esistono pose! È così bella la loro spontaneità. E anche i pianti, il broncio, le faccette arrabbiate possono creare uno stupendo ricordo. Al momento di scattare, ricordiamoci che i bambini si muovono in fretta e il fotografo, che già di suo deve avere la mano ferma, deve essere veloce per scattare più foto possibili. La scelta delle migliori si potrà fare in seguito, ringraziando il digitale che ci offre questa grande opportunità.

  • Il tempo: per fare delle belle foto serve un po’ di tempo. Tempo per organizzarsi, per preparare l’abbigliamento migliore, per giocare con i piccoli e divertirsi insieme. Quindi non mettiamo in piedi tutto il set se sappiamo che a breve dovremo preparare la cena, ad esempio. La fotografia può essere un’occasione per stare in famiglia e sorridere con mamma e papà.

  • La selezione delle foto: quando abbiamo finito di fotografare rivestiamo i bimbi, riprendiamo la nostra attività quotidiana e lasciamo a un secondo momento, quando si avrà un po’ di tempo, la selezione degli scatti. Eliminiamo gli scatti mossi e salviamo i sorrisi, gli sguardi in camera, il broncio, le espressioni buffe.

  • La sistemazione grafica: la fotografia digitale ha come parte integrante l’elaborazione grafica, magari per raddrizzare il taglio oppure illuminare la scena. Gli smartphone permettono di farlo, senza per forza usare il computer o programmi appositi come Photoshop. Ci sono tante applicazioni che funzionano benissimo e che permettono di sistemare taglio, luminosità, colori e contrasti, applicare filtri artistici, aggiungere sfocature e vignettature. Alla fine la nostra foto sembrerà un’opera d’arte… soprattutto perché ritrae il nostro capolavoro più grande!

Speriamo davvero di aver dato spunti interessanti per poter fotografare i propri bambini – dichiarano Antonella e Omar -. Se qualcuno avesse bisogno di consigli pratici o di aiuto per sistemare gli scatti che ha fatto può scriverci o mandarci le foto per farci vedere il risultato. Saremo davvero contenti di guardarle insieme”.

E’ possibile contattare Antonella Cillìa e Omar Ledda sul sito www.vanillaimages.it o sui loro account Facebook “Vanilla Images – Maternity & Newborn Torino” e Instagram “vanilla_images”.

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Blogger: Alessandra Sgura

Alessandra Sgura
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