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Marco Marocco

CHIVASSO. Cimitero, giallo in Consiglio

Giovedì sera l’amministrazione, per bocca del vicesindaco Massimo Corcione, ha chiesto al consiglio comunale di approvare la rettifica di un “errore materiale” contenuto nel piano regolatore. Nelle cartografie del piano c’è un errore: ma è una semplice svista. Basta introdurre una piccola correzione. Tuttavia, se pur piccola, si tratta di una correzione del piano regolatore, e quindi deve passare in consiglio. 

L’errore riguarda la fascia di rispetto attorno al cimitero del capoluogo. La legge vieta di edificare a meno di 50 metri dai suoi confini. Ma nelle cartografie del vigente piano regolatore c’è un punto nel quale la fascia di rispetto è più stretta e scende addirittura a 23 metri. L’errore è stato commesso nel 2011. Giovedì sera i tecnici del Comune avevano già corretto le cartografie e il consiglio avrebbe dovuto semplicemente prenderne atto e votare sì. In pochi minuti sarebbe stato tutto finito e si sarebbe passati al punto successivo.

Ma a sorpresa il consigliere Marco Marocco del Movimento 5 Stelle prende la parola e annuncia che voterà contro. Anzi, definisce “invotabile” il provvedimento. Perché mai? Marocco la spiega così: nell’ufficio tecnico qualcuno ha commesso un errore. Chi l’ha commesso? Chi è il responsabile? Basta correggere velocemente le carte o bisogna fermarsi a valutare se occorre “sanare” la situazione? Il fatto è, sottolinea il consigliere 5 stelle, che qualcuno ha approfittato dell’errore del Comune e ha costruito troppo vicino al cimitero. A 23 metri, non a 50 come prescrive la legge e conferma l’ASL. Si tratta di Piero Gambarino, allora gestore del Palalancia. Possibile che in questi anni nessuno a Palazzo Santa Chiara si sia accorto di nulla? Marocco non aggiunge altro: invita il Comune ad eseguire le opportune verifiche e ribadisce il proprio no. 

Ma in sala si scatena la discussione. Dalla maggioranza Gianni Pipino, Domenico Scarano e Domenico Barengo, insieme a Corcione, accusano Marocco di fare polemiche sterili: “se sa qualcosa lo dica”. E annunciano voto favorevole.  Nella minoranza di destra Gianfranco Scoppettone manifesta qualche dubbio e chiede all’architetto Adriano Bosio: “Qualcuno ha tratto beneficio dall’errore materiale?” Ma poi, come pure Adriano Pasteris, voterà a favore con la maggioranza. Matteo Doria invece comunica che si asterrà: anche lui, come Marocco, non vuole mettere la firma sotto quel provvedimento di “rettifica” prima che sia stata fatta chiarezza. Risultato: 14 voti a favore, un astenuto (Doria), un contrario (Marocco). Forse il futuro ci dirà chi ha votato bene. 

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