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Chiara Casalino

CHIVASSO. Chind chiede il concordato preventivo Alla fine aveva ragione Casalino…

La società CHIND spa (Chivasso Industria) chiederà il concordato preventivo. Così avrebbe deciso l’assemblea dei soci di giovedì 13 luglio. Scriviamo “avrebbe” perché non abbiamo trovato comunicati ufficiali. Però in vista dell’assemblea i due soci pubblici, il Comune di Chivasso e Città Metropolitana di Torino, che insieme possiedono il 70% delle azioni, avevano già stabilito di votare a favore del conferimento al liquidatore dottor Giuseppe Coppa dei “poteri… per l’accesso alla procedura di concordato preventivo” disciplinata dalla Legge Fallimentare. Lo avevano deciso con appositi atti: la Deliberazione della Giunta Comunale di Chivasso n. 180 del giorno 11 luglio 2017, una delle prime del sindaco Claudio Castello, e il Decreto del Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino del 13 luglio, firmato da Marco Marocco, che è anche consigliere comunale nella nostra città.

La crisi di CHIND

CHIND è la società proprietaria dell’area industriale situata a Nord dell’autostrada Torino – Milano lungo la strada per Caluso, nei pressi della zona discariche. Ha un capitale sociale di 516.450 euro ripartiti tra i seguenti azionisti: il Comune di Chivasso (55%), Città Metropolitana (15%), Zoppoli & Pulcher spa (18,40%), SECAP spa (6,60%), Unione Industriale di Torino (2%), API (2%), CNA (1%).

Promossa dall’allora sindaco Andrea Fluttero, CHIND è stata costituita nel 1996 allo scopo di realizzare un “Polo integrato di sviluppo” finalizzato a promuovere l’insediamento di attività economiche e produttive. 

Nel corso del 2013 i conti di CHIND peggiorano e in assemblea il presidente del consiglio di amministrazione, dottoressa Chiara Casalino, comunica che il capitale sociale ha perso più di un terzo ed è sceso sotto il limite legale. Nel febbraio 2014 l’assemblea nomina “liquidatore unico” la dottoressa Casalino, che si mette al lavoro per negoziare la ristrutturazione dei debiti verso le banche.

CHIND E WASTEND

Da questo momento la crisi di CHIND incrocia il progetto Wastend, che SMC e l’amministrazione chivassese di Libero Ciuffreda avevano presentato ai cittadini proprio nel gennaio 2014, e che sarà depositato formalmente in ottobre. La vicenda è ricostruita dettagliatamente nel decreto di Città Metropolitana. Oltre all’ampliamento delle discariche di Regione Pozzo, il progetto Wastend comprende infatti la realizzazione di un impianto di recupero e riciclo di rifiuti. L’impianto verrebbe realizzato su un terreno di 72.000 metri quadri di proprietà di CHIND. Nel luglio 2014 CHIND e SMC sottoscrivono un contratto preliminare di vendita per 3.131.000 euro. Una somma che servirebbe a pagare una parte considerevole dei debiti di CHIND. Il contratto ovviamente sarà perfezionato solo se il progetto Wastend verrà approvato. 

E proprio qui cominciano i guai. Nel 2016 Città Metropolitana boccia la prima versione del progetto. SMC ne presenta una seconda versione, ma intanto i tempi si allungano. Dopo una prima valutazione, nell’ottobre 2016 i tecnici di Città Metropolitana, guidati dalla dottoressa Paola Molina, esprimono perplessità circa la possibilità del nuovo progetto di essere approvato e chiedono integrazioni e precisazioni a SMC. Il mese dopo la dottoressa Casalino avvisa i soci di CHIND riuniti in assemblea che il progetto Wastend incontra delle difficoltà, che i tre milioni di euro tarderanno ad arrivare, se mai arriveranno, e che le banche creditrici sono impazienti. E propone di chiedere il concordato preventivo. I soci respingono la proposta e nel gennaio 2017 Casalino si dimette. Al suo posto viene nominato il dottor Coppa.

La crisi di SMC

Intanto sorge un altro ostacolo: la crisi finanziaria del Gruppo Waste Italia, che attraverso Waste Italia spa controlla SMC. Nel marzo 2017 Waste Italia chiede il concordato preventivo e annuncia che SMC farà altrettanto. La stessa SMC non paga al Comune un milione di ecotassa e non riesce a depositare la polizza da due milioni di euro a garanzia della bonifica che sta eseguendo dell’area discariche. Senza contare che la società dovrà provvedere al post chiusura della Chivasso 0 e della Chivasso 3. Nel maggio 2017 Città Metropolitana sospende il procedimento Wastend, chiede a SMC chiarimenti circa la situazione aziendale della società, e concede 90 giorni di tempo per rispondere.

Dunque per CHIND la speranza di pagare i debiti con i soldi di SMC si allontana ulteriormente. Comune e Città Metropolitana ne prendono atto e riconoscono che è “divenuta sempre più debole la possibilità di un risanamento della situazione debitoria di CHIND attraverso la realizzazione degli accordi presi con SMC”. I due enti si risolvono infine ad adottare la misura che Casalino aveva proposto invano dal novembre dell’anno scorso: il ricorso al concordato preventivo. E firmano i due atti che abbiamo citato all’inizio: la Deliberazione della Giunta Comunale di Chivasso n. 180 dell’11 luglio e il Decreto del Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino n. 287 – 17565/2017 del 13 luglio.

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