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la 500L di Claudio Castello, in divieto di sosta

CHIVASSO. Castello beccato in divieto di sosta

Se il buongiorno si vede dal mattino, chissà che cosa ci riserveranno questi cinque anni di amministrazione targata Claudio Castello. Neanche il tempo di convocare il primo Consiglio comunale, che il neo sindaco di Chivasso qualche giorno fa ha commesso la prima, chiamiamola così, “gaffe” del suo mandato.

Castello è stato “pizzicato” da alcuni cittadini posteggiare l’auto in divieto di sosta, al parcheggio del piazzale del Movicentro.

La sua Fiat 500 L bianca è stata lasciata di fronte ad un cancello, con il simbolo della rimozione forzata ben visibile, fuori dalle strisce blu.

Per la cronaca, il primo cittadino l’ha lasciata e se l’è ripresa più tardi, senza che alcun vigile passasse a rilevare l’infrazione. In buona sostanza, gli è andata bene. Come sarà certamente capitato a tanti di noi.

Ma… Ma un sindaco che commette un’infrazione stradale non può passarla completamente liscia.

E così chi ha riconosciuto il primo cittadino commettere la violazione non l’ha presa proprio benissimo: in una città dove le polemiche si sollevano da mo’ sulla carenza dei parcheggi, liberi e non, e in cui le multe fioccano spesso a chi lascia l’auto solo in ‘odor’ di divieto di sosta – vedi le sanzioni sollevate la scorsa settimana ai veicoli lasciati fuori dalle strisce bianche al foro Boario – l’impunità di cui ha goduto chi dovrebbe dare il buon esempio ha fatto venire un eccesso di bile a chi ha assistito alla scena. “Ma come Castello, proprio tu?!”. Nell’epoca degli smartphone e dei social network, quell’infrazione non poteva passare inosservata: clic, doppio clic sul telefonino, e via che le fotografie sono subito giunte in redazione.

Ci resta un interrogativo: il sindaco avrà fatto finta di nulla o si sarà “autodenunciato”?

Nella rete, infatti, si leggono anche i casi di sindaci che, pur di dare il buon esempio, si sono autodenunciati.

Sentite un po’ qua la storia che racconta il Tirreno nella sua versione online: “Al motto di tolleranza zero, il sindaco di Pietrasanta parcheggia in divieto di sosta, si autodenuncia e paga la multa. E’ lo stesso Massimo Mallegni, primo cittadino – per la terza volta – dal giugno del 2015 a raccontare cosa è successo.  La multa non era stata rilevata dagli ausiliari del traffico ne dalla Polizia Municipale ma il Sindaco Mallegni ha inviato, di prima mattina, una email al Comando della Polizia Municipale per denunciare l’infrazione. […] “Sindaci ed amministratori – scrive il sindaco – dovrebbero sempre dare l’esempio. Ho parcheggiato in divieto di sosta, anche se la ragione era prettamente istituzionale dovendo portare manifesti e programmi per l’evento Dap (il festival di danza internazionale in programma a Pietrasanta), anziché tornare a spostare l’auto, per la quale ho regolare permesso di accesso in centro storico, l’ho lasciata in una strada del centro storico dove non c’erano gli stalli per parcheggiare. Voglio pagare la multa. Mi sembra un comportamento corretto. Mi sono autodenunciato alla Polizia Municipale e ho già pagato la sanzione’”.

Castello avrà fatto lo stesso? Mah!

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