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la discarica di chivasso in regione Pozzo, frazione dei Pogliani, è di proprietà della Smc

CHIVASSO. Cancellato il progetto Wastend

Come riportato anche da questo giornale, all’inizio di quest’anno, la Città Metropolitana ha espresso un giudizio negativo che cancella in modo quasi certamente definitivo il progetto Wastend, che prevedeva la realizzazione di un impianto di riciclaggio e un ampliamento di oltre un milione di metri cubi di volumetria delle discariche presenti sul nostro territorio. Si tratta di una grande vittoria per tutti coloro che si sono battuti per anni contro questo progetto e di una buona notizia per la nostra città.

Il problema della gestione dei rifiuti comunque rimane e, stando ai dati diffusi recentemente dalla Regione Piemonte, è ancora lontano dal trovare una soluzione soddisfacente. Il decreto legge 296 del 2006, infatti, prevedeva il raggiungimento a livello nazionale, entro la fine del 2012, del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. I dati, relativi al 2016, ci dicono che la percentuale di raccolta differenziata in Piemonte è stata del 55% e soltanto una provincia, quella di Novara, ha raggiunto l’obiettivo del 65%. L’ambito della Città Metropolitana, di cui fa parte anche Chivasso, è uno di quelli che ha ottenuto i risultati peggiori, fermandosi al 51,7%, superato soltanto dalla Provincia di Alessandria, ferma al 48%. All’interno del Consorzio di Bacino 16, che gestisce la raccolta rifiuti nel nostro territorio, uno dei comuni più virtuosi è Torrazza Piemonte, con il 62% di raccolta differenziata, seguito da Rondissone e Foglizzo, che sfiorano il 60%. Chivasso è ferma al 50,7%, sotto la media regionale e provinciale.

Secondo Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte, “continua a fare da zavorra la timidezza delle politiche pubbliche. Basti pensare che 8 Comuni piemontesi su 10 non rispettano ancora gli obiettivi di raccolta differenziata previsti per legge e che in tutta la regione appena l’1% dei Comuni sono Rifiuti Free. Il confronto con altre regioni è sconfortante: in Veneto i Comuni Rifiuti Free sono il 35% del totale, in Trentino-Alto Adige il 20%. Per uscire da questa impasse, bisogna guardare alle politiche virtuose di gestione dei rifiuti messe in campo dalle amministrazioni che hanno ottenuto i risultati migliori: un mix di incentivi e disincentivi, premianti per i cittadini che fanno bene la raccolta differenziata e svantaggiosi per gli altri, secondo il principio del ‘chi più inquina, più paga’, accompagnato da una raccolta dei rifiuti capace di ottenere buoni risultati non solo in termini di quantità ma anche di qualità”.

Sembrerebbe andare in questa direzione la nuova legge, approvata recentemente dal Consiglio Regionale, che ridisegna tutto il sistema per la gestione dei rifiuti urbani. La legge prevede la fusione degli attuali 21 consorzi di bacino in 9 consorzi di area vasta, formati dalle 7 province piemontesi, dalla Città Metropolitana e dalla città di Torino, lasciata a parte per la propria specificità. Ai singoli comuni che compongono i consorzi di area vasta sono attribuite le funzioni inerenti la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti urbani, la raccolta dei rifiuti indifferenziati, la raccolta differenziata con le strutture a servizio della stessa, il trasporto e l’avvio a riciclo o trattamento dei rifiuti.

E’ previsto, invece, un unico ambito regionale, coincidente con il territorio della Regione, per la realizzazione e la gestione degli impianti a tecnologia complessa, come gli inceneritori, gli impianti di trattamento del rifiuto organico e della frazione residuale indifferenziata, gli impianti finalizzati all’utilizzo energetico dei rifiuti e le discariche, anche esaurite. La gestione dei rifiuti speciali è organizzata sulla base di impianti, realizzati anche come centri polifunzionali, nei quali possono essere previste più forme di trattamento.

Infine, la Regione stabilisce dei tributi che dovranno essere versati dai comuni che conferiscono i loro rifiuti direttamente in discarica o in impianti di incenerimento senza recupero di energia. E, a livello di area vasta, si pagherà una sanzione per ogni obiettivo non raggiunto. Al contrario, saranno premiati i comuni virtuosi che conferiranno meno rifiuti in discarica e che promuoveranno la riduzione dei rifiuti.

Per il presidente Sergio Chiamparino si tratta di “un altro importante atto di programmazione che va a completare il quadro normativo del settore ambientale piemontese, fornendo certezze agli operatori pubblici e privati” e l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, parla di “un grande risultato raggiunto grazie al lavoro di anni e al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in primo luogo i sindaci e le associazioni ambientaliste”.

Non sono mancate, però, proteste e perplessità, specie da parte dei sindaci dei piccoli comuni, convinti che la nuova legge favorisca i comuni più grandi, mentre i piccoli saranno costretti a pagare di più. E sullo sfondo si staglia l’ombra minacciosa dell’inceneritore del Gerbido. Se infatti la città di Torino è ferma al 42% di raccolta differenziata e la nostra città supera di poco il 50%, la ragione principale è che è molto più comodo conferire i nostri rifiuti nell’inceneritore. Come si riuscirà a conciliare le esigenze di rifornimento dell’inceneritore con gli obiettivi di diminuzione dei rifiuti indifferenziati?

E ancora: nella nuova legge si dice che la Regione si incaricherà di promuovere “attività educative, interventi di formazione, attività di divulgazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di diffondere una corretta informazione sui problemi e sulle soluzioni in materia di rifiuti e di sviluppare la cultura della prevenzione della produzione e del recupero dei rifiuti stessi”. Ma non si dice nulla sui modi e tempi di realizzazione di tali attività, che sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge. Senza la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, infatti, il pericolo è che, come successo per i provvedimenti precedenti, il tutto rimanga sulla carta, un ennesimo esempio di buone intenzioni lontane dalla

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Blogger: Domenico Cena

Domenico Cena
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