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Renato Cambursano

CHIVASSO. Cambursano: “La storia di Chind ve la racconto io”

Quando, nella prima metà degli  anni novanta, l’allora assessore alle Attività Produttive, Luciano Marengo, presentando in Consiglio Regionale il programma sui Fondi Strutturali Europei, annuncio’ di destinare una cospicua quota per la realizzazione di quattro “Poli Integrati di Sviluppo” (P.I.S. ), subito intuii che quella era l’occasione per creare un’alternativa-aggiuntiva all’offerta un po’ strozzina  che FIAT stava facendo nei confronti dei propri fornitori,  dei terreni e dei capannoni lasciati liberi dalla chiusura della Lancia avvenuta il 1? luglio del 1992, e nella mia qualità di assessore alla programmazione economica della Provincia di Torino proposi Chivasso come territorio destinatario di un PIS.  La richiesta fu poi accolta, ma per essere pronti occorreva trovare terreni idonei come collocazione geografica ( in prossimità  dell’Autostrada TO-MI ) ed urbanisticamente destinati ad insediamenti produttivi.  Proposi al Sindaco Lacelli di acquistare i terreni agricoli della cascina S. Anna – di proprietà dell’Ente Ospedale e poi dell’ASL – sui quali avrebbe dovuto sorgere il nuovo nosocomio ma che non fu mai realizzato – e poi di variarne la destinazione urbanistica: cosa che fu accolta con favore da tutto il Consiglio Comunale di Chivasso. La Regione destinò risorse finanziarie cospicue per realizzare le infrastrutture necessarie.  L’Amministrazione Lacelli ritenne di dotarsi di un soggetto giuridico idoneo a realizzare prima e gestire poi quell’operazione, costituendo con altri soggetti  quali la Provincia di Torino, l’Unione Industriale e  Finpiemonte, una Società di Capitali: e nel 1996 nacque CHIND SPA.  Il primo Consiglio di Amministrazione era composto da illustri personaggi del mondo dell’economia e della Finananza e presieduto dal n. tre del San Paolo di Torino.  Come Consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e non più assessore provinciale, feci stanziare una cifra consistente per 4 Poli, tra cui Chivasso. Con il cambio di amministrazione comunale, furono sostituiti i consiglieri di amministrazione di nomina Chivassese, non sicuramente in meglio: parenti ed amici furono i nuovi i nominati… tra i quali anche un noto barista poi salito all’onere delle cronache giudiziarie qualche anno dopo…

Così, mentre gli altri tre PIS, nell’arco di tempi relativamente ristretti e comunque prima dell’inizio della grave crisi finanziaria del 2008, completarono la vendita dei terreni o la cessione di capannoni, Chivasso pensò invece di usare la CHIND come strumento in mano all’Amministrazione della città per realizzare la cucina comunale.  Gli altri soci ( che si erano costituiti in Associazione in partecipazione ) pretesero la remunerazione del capitale da loro investito e CHIND riconobbe il dividendo ricorrendo al debito. Fu l’inizio della fine…..  Nel 2011 venne nominata Presidente del CdA la dottoressa Chiara Casalino, ma ormai la situazione era purtroppo irrimediabilmente  compromessa e di lì a poco – febbraio 2012 – l’Assemblea dei soci decide di procedere alla liquidazione della società e di nominare liquidatore la brava Casalino.  Quanto avvenne dopo è ormai cronaca dei “giorni “ nostri: la vicenda Wastend, la proposta della Liquidatrice di avviare la procedura di Concordato Preventivo, l’opposizione dei soci tutti: comune di Chivasso ( Sindaco Ciuffreda ), città metropolitana ( vice sindaco Marocco ) in testa, le dimissioni della Casalino, la nomina del dottor Giuseppe Coppa come nuovo Liquidatore, la presentazione al Tribunale di Ivrea dell’istanza di ammissione al concordato preventivo, il decreto del Tribunale di Concordato  Pieno Liquidatorio.  Il dado, ormai, è tratto: i creditori “ privilegiati” (Erario e Uffici Previdenziali) avranno quanto spetta loro. Ai creditori “chirografari” (Comune, Banche, Professionisti, Collegio Sindacale) avranno un percentuale su quanto verrà realizzato dalla vendita dei cespiti societari ( sempre che si riescano a vendere, ma molto più probabile che si svendano). Ad oggi non si conosce l’ammontare del controvalore dei beni di proprietà: pare che ci sia un capannone, gli uffici già sede della società, ed i terreni ( per circa 140.000 metri quadri ) per un importo che potrebbe aggirarsi intorno ai 6 milioni di euro, contro gli oltre 7,5 milioni di debiti. Se equando verranno ceduti non ci è dato di saperlo. L’augurio che acquirenti nuovi si facciano avanti ma per insediamenti produttivi e non speculazioni immobiliari.  Soldi pubblici stanziati per un progetto intelligente, finito malamente grazie all’insipienza di chi non ha avuto cultura imprenditoriale ma solo occupazione di posti, mentre gli  altri Poli Integrati di Sviluppo hanno cessato la loro attività per raggiungimento dello scopo sociale per i quali erano nati.

Renato Cambursano

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