Home / BLOG / CHIVASSO. Borgaro, quando il Carnevale è una tradizione di famiglia
Chivasso
Borgaro, Borione e Martoglio

CHIVASSO. Borgaro, quando il Carnevale è una tradizione di famiglia

Non c’è chivassese che tenga: a casa Borgaro il Carnevale è una questione di famiglia più che in qualsiasi altro salotto della città. Non potrebbe essere altrimenti, visto che Pierangelo Borgaro, 64 anni, ne ha passati 23 nella Pro loco l’Agricola ed ha lavorato, per altrettanti anni, all’organizzazione del Carnevale. Prima come consigliere nel direttivo dell’associazione, anche membro della commissione interna deputata a scegliere Abbà e Bela Tolera, poi come vice presidente dell’allora guida Giovanni Pasteris e, infine, come presidente del sodalizio per un triennio, dal 1995 al 1998. Non potrebbe essere altrimenti anche perché la figlia di Pierangelo, Ileana, ha fatto, come si dice, tutta la trafila: paggetta, dama, quindi Bela Tolera con l’Abbà Roberto Tentoni. E non potrebbe essere altrimenti perché Davide Chiolerio, attuale presidente dell’Agricola, è diventato genero di Pierangelo Borgaro, dopo le nozze con la figlia Ileana. Insomma, non c’è segreto del Carnevale che sfugga ai Borgaro di Betlemme.

Siamo una famiglia a cui piace organizzare, darsi da fare per gli altri, mettere in piedi delle belle feste – ci spiega, in redazione, Pierangelo Borgaro -. Detto questo, se mi chiedi se sarò il prossimo Abbà, ti rispondo subito di no… Non ci sono portato, il mio ruolo è un altro. Non sono uno che sorride tanto…”.

Di incoronazioni, proclami, veglie, gran galà, carnevaloni, Borgaro ne ha vissuti forse più di chiunque altro. Aveva poco più di venticinque anni quando, nel 1977, un gruppo di chivassesi fondò, nella sede di stradale Torino 100, l’associazione Pro loco l’Agricola. Presidente, Giorgio Torasso. Entrò subito a farvi parte.

I Carnevali di quegli anni erano diversi da quelli di oggi – ricorda Borgaro -. Era tutto da costruire: al Carnevalone partecipavano solo i carri delle frazioni e dei paesi vicini, il Gran Galà si faceva nella palestra dell’Itis di via Marconi e le veglie al Mago di Caluso”.

Erano anni in cui si gettavano le basi per il Carnevale che di lì a poco sarebbe stato. “Nei primissimi Ottanta ottenemmo il patrocinio della Regione Piemonte – spiega -. Di lì in poi fu un crescendo continuo di entusiasmo. Avevamo richieste di partecipazione al Carnevalone da tutta la Provincia di Torino e non solo. Arrivarono bande musicali anche internazionali. La qualità dei carri era migliore di anno in anno e noi, ogni volta, a malincuore dovevamo respingere le tante richieste di che ci arrivavano. E’ stato così soprattutto negli anni Novanta, quando ci furono dei picchi di partecipazione alla festa altissimi”.

Era quello il periodo di un Carnevale che veniva vissuto con grande trasporto da tutta Chivasso e dalla gente delle sue frazioni. “Ricordo ancora che quand’ero presidente, per tre edizioni del Carnevale, allestimmo un ‘PalaCarlevè’ nel piazzale dello Smeraldo. Alle veglie, in quegli anni, c’erano addirittura novecento persone. E poi i Gran Galà ai castelli di Mercenasco, San Giorgio…”.

Ricordi di giri di coriandoli e di carri, di walzer e di bicchieri. “Questo non significa però che la festa sia cambiata – prosegue Borgaro -. L’entusiasmo di chi partecipa è sempre molto alto e anche il Carnevalone richiama in città migliaia di visitatori. Credo che il successo di questi anni sia figlio dell’ottimo lavoro che si è fatto agli inizi. Abbiamo dato un’impronta al Carnevale che ha mantenuto per tutto questo periodo: mentre ad Ivrea, ad esempio, il Carnevale è una festa che sà di rievocazione storica, per gli eporediesi, a Chivasso il Carnevale è una festa allegorica, del popolo, rivolta tanto agli adulti, quanto ai bambini. Sapessi quanti mi hanno detto che erano contenti di venire a sfilare al Carnevalone perché solo qui si sente il contatto diretto con la gente. Solo qui i personaggi vengono acclamati come fossero davvero re e regina della città…”.

Ho visto tanti Carnevali – conclude l’ex presidente dell’Agricola – e non saprei dire quale sia stato il più bello. Per me sono stati tutti un’esperienza meravigliosa…”.

Commenti

Blogger: Emiliano Rozzino

Emiliano Rozzino
Libero di...

Leggi anche

LIVORNO FERRARIS. Ferì figlia perché faceva l’occidentale, condannato padre

El Mustafa Hayan, il cittadino marocchino che lo scorso marzo aveva tentato di investire la …

Vietato perdere, con il nuovo concorso de La Voce “vincisempre”. Corri in edicola!

Vietato perdere! E’ l’imperativo del nuovo concorso de “La Voce” che ha iniziato questa settimana …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *