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Chivasso
Una delle baracche sul terreno di Scinica

CHIVASSO. Baracche di Scinica, continua il silenzio di sindaco e maggioranza

Mentre il consigliere comunale di Chivasso Michele Scinica di SEL azzarda un’improbabile difesa sulla Nuova Periferia di mercoledì scorso – a proposito, non una telefonata a questo giornale, che ha dato e trattato la notizia da due settimane a questa parte, ma tant’è -, il sindaco Libero Ciuffreda continua a tenere la bocca chiusa. Non un commento, nemmeno una parola, figuriamoci un post su facebook. Il nulla. Il vuoto pneumatico. L’amministrazione comunale che ha fatto della legalità il suo manifesto e che predica la trasparenza, organizzando anche convegni e tavole rotonde con costi che pesano sui bilanci di Palazzo Santa Chiara, sul caso politico che sta tenendo banco da settimane, tace. Tace, nonostante la nostra richiesta di chiarimenti sulla regolarità delle baracche costruite in un terreno di proprietà del consigliere comunale, che è anche presidente della Commissione Assetto ed Uso del Territorio, in frazione Borghetto. Sono state realizzate a norma di regolamento? Lo chiedevamo dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che vogliono vederci chiaro sul rispetto dell’articolo 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale comunale, quello che norma i “bassi fabbricati per ricovero attrezzi agricoli”. I dubbi, alla vista delle tre baracche che insistono nella proprietà di Scinica, sono diversi. E, casomai servisse per ottenere una risposta dal sindaco, li ripetiamo: è rispettata la superficie lorda di 15 metri quadrati per ciascun immobile? Quindi le distanze dalla strada: è salvaguardata la fascia di rispetto stradale? Poi i materiali utilizzati per la costruzione delle baracche. La norma dice: “(…) materiali idonei a conferire ad essi un aspetto estetico non degradante o deturpante (…)”.

Gli immobili deturpano il paesaggio o no? Infine, la norma sostiene che “all’interno non sarà possibile installare impianti a fiamma libera”. Quindi, la stufa installata sotto la tettoia è in regola? E il barbecue? Domande, legittime, a cui però noi non abbiamo ricevuto risposta. Da qui è partita un’interrogazione al sindaco da parte del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Marco Marocco e, a breve, arriverà anche quella dei gruppi consiliari di centrodestra, così come annunciato dal consigliere Adriano Pasteris. Dunque, volente o nolente, prima o poi in Consiglio l’amministrazione comunale dovrà prendere il toro per le corna. E chiarire. Certo che se per avere una risposta da chi inneggia alla trasparenza e alla legalità si deve fare tutta questa fatica, allora siamo a posto…

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