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Una delle baracche sul terreno di Scinica

CHIVASSO. Baracche di Scinica, Ciuffreda impone il silenzio agli uffici comunali

Ci abbiamo provato in tutti i modi ma, alla fine, ci siamo rassegnati e ci siamo messi il cuore in pace. Per avere una risposta dal sindaco sulla questione delle baracche di Michele Scinica, di cui questo giornale parla ormai da un mese a questa parte, dovremo aspettare il Consiglio comunale di questa sera. Solo lì, in risposta ad un’interrogazione di Marco Marocco del Movimento 5 Stelle, Libero Ciuffreda dirà se le baracche in un terreno di proprietà del consigliere comunale di maggioranza, in frazione Borghetto, sono state realizzate a norma di regolamento oppure no. E’ da quattro numeri che questo giornale lo chiede al sindaco senza tanti giri di parole, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni dei cittadini: l’articolo 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale comunale, che norma i “bassi fabbricati per ricovero attrezzi agricoli”, è rispettato oppure no dalle costruzioni nel terreno di Scinica? Se sì, problema risolto. Se no… I dubbi che ci sono venuti alla vista delle tre baracche che insistono nella proprietà del consigliere sono diversi. Ne citiamo alcuni. E’ rispettata la superficie lorda di 15 metri quadrati per ciascun immobile? E’ salvaguardata la fascia di rispetto stradale? I materiali per la costruzione delle baracche deturpano il paesaggio oppure no? La stufa installata sotto la tettoia è compatibile con la norma che sostiene che “all’interno non sarà possibile installare impianti a fiamma libera”? E il barbecue? Domande semplici semplici per un’amministrazione che ha fatto della legalità il suo manifesto e che predica la trasparenza, organizzando anche convegni e tavole rotonde con costi che pesano sui bilanci di Palazzo Santa Chiara. Eppure, queste domande sono rimaste per tutto questo tempo senza risposta. Sappiamo, per certo, che sulle baracche del consigliere, il sindaco Libero Ciuffreda ha chiesto una relazione all’ufficio tecnico e che, questa, a firma dell’architetto Adriano Bosio, è stata consegnata al primo cittadino e al segretario comunale Giuseppina De Biase la scorsa settimana. Cosa ci sia scritto rimane un mistero almeno fino a che Ciuffreda non ne riferirà in Consiglio. Alla faccia della trasparenza e del diritto dei cittadini ad essere informati, nè l’ufficio comunicazione del sindaco, nè il segretario comunale, nè i responsabili dell’ufficio tecnico ci hanno potuto schiarire le idee: “non si parla ai giornali”, è il dictat calato dall’alto e rispettato alla lettera. Soprattuto, al nostro giornale. Dunque Ciuffreda s’è tenuto per sè tutto il diritto di replica che eserciterà stasera in Consiglio, immaginiamo noi, con la solita prosopopea. Al di là della sostanza, resta dunque la forma di un’amministrazione che predica bene sulla trasparenza e poi razzola malissimo: i silenzi su questa vicenda non fanno altro che alimentare i sospetti sul fatto che si sia preso tempo appositamente per sgonfiare il “caso” politico. Il “beau geste” delle dimissioni di Scinica, se non altro almeno dalla presidenza della Commissione Assetto ed Uso del Territorio, pare non sia proprio passato per la testa di chi nelle parole continua a rimarcare la differenza tra questa amministrazione e le precedenti ma, nei fatti, si comporta pure peggio…

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