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Sansone indica il gioco pericoloso

CHIVASSO. Assessore Castello, ti sei dimenticato del parco?

Prima ancora qualcosa si riusciva ad ottenere. Da quando c’è questa amministrazione, niente. Non si ottiene più niente… E dire che la nostra sarebbe una bella città e meriterebbe dei parchi senz’altro migliori di questo…”. Sospira e allarga le braccia, Giovanni Sansone, mentre si volta ad indicare l’area attrezzata di via Po, a due passi due dal centro cittadino. Lui qui ci viene a portare il nipotino e ci passa buona parte delle sue giornate da pensionato. A Palazzo Santa Chiara lo sanno. “Io parlo con tutti, prima con Bava e Matola, ora con Castello e Corcione – spiega -. Sanno che sono un cittadino che ha un forte senso civico. Per questo, una volta, Castello s’è addirittura offerto di darmi le chiavi di questo parco, per aprirlo al mattino e chiuderlo la sera. Ma io, poi, non l’ho più sentito…”.

In mano tiene una cartellina piena zeppa delle segnalazioni che in questi anni ha fatto all’Urp del Comune per dar seguito a quelle chiacchierate che ha sempre avuto con gli amministratori chivassesi. C’è chi l’ha preso sul serio, e ha cercato di risolvere le criticità che via via ha segnalato. “L’ex assessore Bava, ad esempio”, spiega lui mentre tira fuori dalla cartellina un plico così di lettere all’Ufficio Relazioni con il Pubblico. E chi proprio non lo considera. “Corcione e Castello: sapessi quante volte ho fatto loro presente questi problemi…”. Giovanni Sansone ce l’ha con i giochi, la manutenzione, le frequentazioni del parco di via Po. “Sono pericolosi per dei bambini: mio nipote s’è già rotto un braccio cadendo dallo scivolo. E m’è già capitato di vedere tanti di quei ragazzini farsi male alla stessa maniera…”.

Il parco è sporco, ci sono giochi che non vengono puliti da chissà quanto tempo – inforca il pensionato chivassese -. M’è capitato anche di trovare delle siringhe, perché purtroppo di sera, quando cala il buio, qui succede di tutto. Ci vorrebbero dei controlli, eppure nonostante tutti sappiano come stanno le cose, nessuno interviene, nessuno si degna di agire. Questo parco è abbandonato a se stesso, e non possono azzardarsi a dire il contrario: sono sparite le trappole per i topi, mancano i servizi igienici, i bambini sono costretti a fare i bisogni in un angolo o dove capita. Eppure siamo in centro città, cavolo…”.

Poi c’è il problema della sicurezza dei giochi. “Necessitano di una ristrutturazione e di una manutenzione – spiega ancora Sansone -, perché ce ne sono alcuni che sono in condizioni spaventose. Prendiamo lo scivolo: è quello più pericoloso. I bordi della struttura sono taglienti, gli scalini scivolosi, c’è troppo spazio fra l’ultimo gradino e la zona di arrivo. Il percorso a piedi, sospeso a quasi due metri da terra, ha spazi troppo ampi e non c’è una protezione in caso di caduta. Per non parlare del percorso con le mani, che è troppo alto…”.

Morale della favola? Tutti questi problemi sono stati segnalati all’Urp. E nulla è cambiato. “Per la pericolosità dello scivolo – conclude Sansone -, mi hanno risposto che hanno effettuato un sopralluogo con la ditta esecutrice dei lavori e mi hanno detto che i giochi sono certificati. Quindi, se si devono apportare eventuali modifiche, devono essere approvate dall’ente certificatore. Ma che risposta è?”.

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