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Adissone Lorenzo

Asl To 4: Ardissone presenta la dimissioni a Icardi

CHIVASSO. Asl To 4: Ardissone presenta le dimissioni all’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi.

S’è dimesso il direttore generale dell’Asl To 4 Lorenzo Ardissone. La notizia era nell’aria ed è arrivata in serata.

Il manager avrebbe comunicato proprio oggi, con una email, all’assessorato regionale alla Sanità la sua decisione di lasciare l’incarico a decorrere dal primo di ottobre, ma pare ci sia già una mediazione per una buonuscita di due mesi. Ardissone lascia a poco meno di un anno dalla scadenza del suo mandato (maggio 2021).

Le dimissioni non erano un fatto inatteso. Il manager era uno dei primi nomi indicati dalla Regione tra i dirigenti da sostituire. Pesa, sulla sua direzione, il disavanzo di 24 milioni di euro nel bilancio aziendale 2019 e il voto di astensione dell’intera assemblea dei sindaci riunitasi lunedì scorso a Ivrea.

“Sì –  ci aveva detto questa mattina l’assessore regionale Luigi Genesio Icardi – Ardissone credo che si dimetterà. Me lo ha fatto capire. Credo abbia raggiunto gli anni per andare in pensione…. Comunque se io fossi al posto suo, dopo la sfiducia espressa dai sindaci l’altro giorno, avrei fatto lo stesso  ragionamento”.

Il conto consuntivo

Lunedì scorso al teatro Giacosa di Ivrea l’assemblea dei sindaci riunitasi per l’approvazione del conto consuntivo 2019 si è ritrovata davanti ad un “deficit”, o se si preferisce una perdita, di 24 milioni e 848 mila euro (ra di 18 milioni e 900 mila nel 2018 e di poco più di 3 milioni nel 2017).  Risultato: 76 astenuti su 76, tra presenti e deleghe: all’unanimità! Non era mai capitato prima…  Bocciato anche l’aumento dell’indennità del direttore del 20% (prende circa 130 mila euro all’anno).

Insomma, una roba mai più vista, ma c’era da aspettarselo considerando l’attenzione “politica” ricevuta dal territorio da qualche mese a questa parte. Per assurdo anche una questione di obbiettivi, tutti calati dall’alto e scritti nero su bianco dalla Regione e mai discussi.  Morale? Il messaggio era sembra a noi sufficientemente chiaro.

Se l’assemblea dei sindaci non serve a nulla e esprime solo pareri (come in realtà è), tanto vale convocarla una o più volte all’anno. Se invece è obbligatoria, utile, indispensabile, beh allora i primi cittadini vogliono contare di più e poter dire la loro quando occorre.

Sotto sotto il malcelato malcontento per una gestione del Covid (costata 6 milioni e 600 mila euro sul 2020) che li ha praticamente tagliati fuori. In balia di notizie che andavano e venivano, di emergenze sottaciute e di crisi di tutti gli ospedali del territorio che non s’erano mai viste prima.

Per alcuni la gestione avrebbe fatto  acqua da tutte le parti. E continua ad esserci acqua nelle risposte sul futuro, per esempio sull’ospedale di Lanzo (è solo stata annunciata la riapertura del Pronto Soccorso l’1 agosto), per esempio su quello di Settimo Torinese (l’assemblea di SAAPA ha nominato il nuovo amministratore delegato), per esempio sul nuovo ospedale di Ivrea. E poi su tutto il resto con concorsi che non si fanno, infermieri che non ci sono eccetera, eccetera, eccetera. A nulla è servito il tentativo del sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca per un rinvio di un mese del voto alla disperata ricerca di un contatto con la giunta regionale. “Non c’è l’abbiamo con il direttore Lorenzo Ardissone”, aveva puntualizzato a fine serata e “chi ha orecchie per intendere intenda”.

Da qui in avanti resta un impegno: la convocazione di assemblee di distretto, territorio per territoro, utili ad analizzare le tante problematicità…

Se tutte le Asl
avessero un
conto consuntivo così….

Un conto consuntivo 2019 che si chiude con un disavanzo di quasi 25 milioni. Cosa ne pensa la Regione?

“Stiamo esaminando i bilanci di tutte le Asl. Se tutte fossero in queste condizioni cosa ne sarebbe della sanità piemontese…?”, era stato il commento dell’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi.

Di fatto è già tempo per il il toto-successore che sarà un nome vicino alla Lega, almeno in teoria della corrente “eporediese” che può contare sulla bellezza di un senatore (Gianfranco Pianasso), di due deputati (Alessandro Giglio Vigna e Alessandro Benvenuto) e di tre consiglieri regionali (Andrea Cane, Claudio Leone e Mauro Fava). Fuori dai giochi (per sua stessa ammissione) il chivassese Gianluca Gavazza. Qualche mira l’avrebbero pure gli azzurri e non è così certo che abbiano voglia di restare a guardare i due potenti deputati Claudia Porchietto e Carlo Giacometto e il senatore Virginia Tiraboschi.

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