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CHIVASSO. Anche le palestre corrono per la riapertura

CHIVASSO. Anche le palestre corrono per la riapertura. Dopo lo stop imposto dal Covid-19, tornano in pista a gareggiare nella corsa alla “normalità”, anche le palestre e i centri sportivi di Chivasso.

Uno stop che ha richiesto molto sacrificio e senso della responsabilità anche a questa categoria, che nel mese di marzo, ha spento gli impianti del fitness e sospeso gli allenamenti quotidiani di molti sportivi e non.

Ma finalmente il sospirato fischio d’inizio è arrivato e nonostante i protocolli di sicurezza da seguire siano molti, si tenta di andare avanti.

Come sta facendo Marco Zarbano, 36 anni uno dei titolari della Medisport in Piazza del Popolo e che da circa 10 anni lavora nel settore insieme al socio Sebastian Fabio Scianna: “Penso che questa che abbiamo vissuto sia stata una situazione epocale, che segnerà i ricordi di ognuno di noi. L’inizio è stato drammatico, c’era molta paura e la tensione tra le persone era palpabile. La chiusura di tutto, la limitazione negli spostamenti ha reso tutto surreale, sembrava di vivere in un film. Adesso la situazione sembra migliorata, sembra tutto tornato quasi alla normalità, ma dobbiamo continuare a stare attenti.

Noi abbiamo approfittato del periodo di chiusura forzata per dedicarci alla pulizia e alla sanificazione degli ambienti. Non ci siamo abbattuti e abbiamo cercato di trovare una nota positiva, anche se piccola, in un periodo buio. Tutte le nostre attrezzature hanno subito un trattamento igienizzante, ma questa pratica verrà adottata anche in futuro, perché la riteniamo molto importante per la tutela della salute dei nostri iscritti”.

Misurazione della temperatura all’ingresso, distanze di sicurezza in tutti gli spazi della struttura, disinfezione e sanificazione degli impianti è solo una parte delle attenzioni da rivolgere quotidianamente, ma questo non ha abbattuto lo spirito di Marco che aggiunge ancora: Sono state prese decisioni coraggiose che non hanno trovato il consenso di tutti, ma non è facile in queste situazioni così particolari e con poco tempo per agire, pensare di poter accontentare tutti. Abbiamo riposto la nostra fiducia nelle decisioni di chi dovrebbe in questi momenti tragici pensare al bene del nostro paese. I centri che creano assembramento hanno aperto per ultimi, anche se generalizzare e mettere migliaia di attività allo stesso livello è sbagliato. Un conto è un centro che ha centinaia di ingressi giornalieri, un conto è un centro dove la maggior parte del lavoro è su appuntamento e gli ingressi sono sempre controllati. La speranza è che si possa riprendere una normalità quanto prima, che le persone facciano tesoro di questa esperienza per accrescere il senso di responsabilità e di solidarietà acquisiti in questo periodo. Un nuovo ritorno sarebbe deleterio per la nostra economia, soprattutto per le piccole imprese come la nostra che non hanno ricevuto aiuti adeguati e proporzionati al danno economico che la pandemia ha causato”.

Una speranza forte questa di Marco, che prende la rincorsa e si accoda, si aggiunge a quella di tutti.

Ma è un segno positivo che invita a non arrendersi e a provare a colorarne una nuova parte, nonostante il futuro incerto che il Covid-19 ha disegnato.

 

 

 

 

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Blogger: Ivana Fontana

Ivana Fontana
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