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CHIVASSO. Accoglienza o business?

La grande tematica di questo inizio secolo è quella dei grandi flussi migratori che stiamo vivendo, e da alcuni anni subendo, con cadenza quotidiana e dai numeri inimmaginabili solo qualche tempo fa.

Da una parte centinaia di migliaia di disperati che si mettono in marcia in cerca di condizioni di vita migliori, dall’altra popolazioni come la nostra, che da una situazione di vita agiata sta velocemente scivolando verso il baratro della crisi. Ed in mezzo chi ci stà? In mezzo troviamo chi , sfruttando la situazione, si arricchisce ogni giorno di più, sfruttando le popolazioni che si spostano spinti a raggiungere paradisi inesistenti e sfruttando le popolazioni che, già attanagliate dalla crisi, vengono ulteriormente dissanguate per finanziare queste operazioni. In mezzo troviamo cooperative nate dal nulla (oppure già consolidate) che improvvisamente sviluppano giri d’affari spaventosi, grazie ai famosi 35 euro al giorno, troviamo politiche nazionali compiacenti che per “strani motivi “ tutto fanno meno che mettere mano seriamente alla situazione, troviamo ONG che teoricamente lottano per diritti e rispetto delle regole, ma poi sono le prime a non rispettare leggi e prescrizioni, troviamo imbonitori di folle che cercano di convincerci ( ed in molti casi ci riescono) che è giusto ricevere molte più persone di quelle che potremmo ospitare, che è questo l’unico modo che abbiamo per aiutarli.

  Aiutare chi è in difficoltà è cosa giusta, ma farlo oltre le proprie effettive possibilità, senza valutare quali siano le opzioni migliori, è un suicidio di massa; non per tutti, chiaro, quando tutto ciò non sarà più sostenibile, e ci troveremo al collasso economico e sociale, ci sarà chi si sarà arricchito alle nostre spalle, con buona pace di chi si è fatto abbindolare dai predicatori di buonismo,giustificatori di qualsiasi cosa purchè il business continui, diventando essi stessi loro malgrado imbonitori.

I flussi migratori del passato, verso continenti lontani o anche solo all’interno della nostra stessa nazione erano supportati ed incentivati dalla grande necessità di lavoro che quelle aree richiedevano: questi di oggi sono spinti esclusivamente da avidi affaristi, mercanti di uomini che non si fanno scrupoli a creare danni sociali ed economici incommensurabili all’urlo del guadagno.

Nel nostro piccolo possiamo essere complici di questi sistema, oppure decidere di dare un segnale diverso. Anche i Comuni sono chiamati a scegliere da che parte stare, anche Chivasso: accogliere il numero di persone che i Prefetti ordinano di ospitare, oppure incentivare il business dell’accoglienza decidendo di farne arrivare di più, e di più, e di più.. Voi da che parte state? Io da quella del buon senso.

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Blogger: Matteo Doria

Matteo Doria
Castello di sabbia

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