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Gary Douglas e Dain Heer nella scuola Dasso di Chivasso. La foto è tratta da un video pubblicato su youtube

CHIVASSO. Access: Cioccolata o piccolo investimento pubblicitario?

La vicenda, senza dubbio incresciosa, della “sperimentazione” dei bars di Access Consciousness all’elementare Dasso di Chivasso ha mostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di che pasta sono fatte le persone che, a vario titolo, hanno ruoli di responsabilità nella nostra società.

Vale la pena riassumere rapidamente la vicenda. Come testimoniano i video pubblicati su You Tube e su vari altri siti (un’ipotesi: a scopo promozionale?), all’elementare Dasso, nell’anno scolastico trascorso, alcuni bambini sono stati sottoposti in più occasioni a un trattamento bars, cioè un leggero massaggio, o forse meglio una sorta di imposizione delle mani, che a detta dei sedicenti “facilitatori certificati” di quest’organizzazione, avrebbe conclamati positivi effetti sulla salute fisica e soprattutto mentale di chiunque vi si sottoponga, quali che siano i suoi problemi. Inutile dire che la medicina ufficiale non solo non riconosce questo trattamento ma non riconosce neppure l’esistenza medesima di questi 32 punti o barre che avremmo sulla testa, punti il cui massaggio darebbe questi risultati straordinari in brevissimo tempo. Inutile aggiungere che il titolo di “Facilitatore certificato” non è riconosciuto da alcuna autorità sanitaria nazionale o internazionale, né da nessuna università o istituto di ricerca minimamente credibili. Basta spendere un po’ di tempo sulla rete, ma neanche troppo, per rendersene conto e per poter apprezzare la “serietà” dei personaggi che guidano quest’organizzazione, a partire dal fondatore Gary Douglas. Invito tutti, e in particolare i genitori che hanno bambini e ragazzi nella fascia d’età della scuola dell’obbligo, a dare un’occhiata e a farsi un’idea per conto proprio.

Evidentemente, gli insegnanti della Dasso che hanno promosso quest’iniziativa non hanno pensato di fare questo facile controllo e si sono fidati ciecamente dei “facilitatori”che hanno fatto la proposta. Oppure lo hanno fatto, e hanno consapevolmente messo i bambini e le loro famiglie, che ovviamente si sono fidate degli insegnanti, in mano a persone che non hanno nessun titolo riconosciuto dalla Repubblica italiana per praticare trattamenti che pretendono di ridurre o addirittura eliminare tutta una serie disturbi (per esempio, si citano “eliminazione o riduzione dell’aggressività e del bullismo”, “riduzione o scomparsa di incubi notturni e stati d’ansia”, e inoltre di “mal di testa, inappetenza, bulimia, febbre” ). Non so cosa sia peggio. Per fare un caso concreto: voi fareste intervenire sui denti dei vostri figli qualcuno che non sia un dentista, con tanto di diploma di laurea e di specializzazione appesi nella sala d’aspetto? Ecco, alla Dasso è accaduto qualcosa di molto simile a questo.

Insieme e sopra agli insegnanti c’è o ci dovrebbe essere un dirigente scolastico, un preside, insomma. Anche lui si è informato male o non ha capito, o peggio, ha capito e non ha avuto nulla da eccepire? Qualsiasi “pratica” è allora ammessa nelle scuole italiane? Perché allora non facciamo entrare a scuola cartomanti, chiromanti, fattucchiere, sensitivi e quanti altri dicono di avere accesso a mondi preclusi ai comuni mortali, e tramite questo accesso di essere in grado di aiutare i comuni mortali a risolvere i loro problemi, sia pure dietro lauto compenso? Se maestri e dirigente si fossero rivolte all’Ordine dei medici avrebbero facilmente evitato la figuraccia. Infatti, come ha dichiarato a “La Stampa” il rappresentante dell’Ordine, non solo i presunti benefici di questa pratica non sono riconosciuti dalla letteratura scientifica ma tale pratica appare come un modo semplicistico e fuorviante di affrontare i problemi che possono affliggere i nostri bambini. Un modo che non mira a rimuovere le cause vere e profonde di un eventuale malessere o disagio.

L’attuale dirigente della Dasso, in carica solo da settembre, ha dichiarato a “La Stampa” che la “sperimentazione” è conclusa. Meno male, ne prendiamo atto con soddisfazione e speriamo che non abbiano più a ripetersi schiocchezze di questo genere né alla Dasso né altrove. Però forse la dirigente avrebbe potuto ammettere subito che di sciocchezza si era trattato e chiedere scusa a nome della scuola alla cittadinanza chivassese. Ma soprattutto dovrebbe trovare questo coraggio la dirigente che a suo tempo ha avallato questa incomprensibile scelta.

Invece, dopo una dichiarazione francamente alla Ponzio Pilato rilasciata mediante ufficio stampa a “la Voce”, un po’ di coraggio alla fine l’ha trovato il Sindaco Castello che a “La Stampa” ha manifestato il dubbio, o meglio il sospetto, che tutta questa operazione avesse lo scopo di “indottrinare” i bambini e le loro famiglie. Finalmente il Sindaco ha compreso e siamo arrivati al punto, o almeno a uno dei punti gravi di questa vicenda. Indottrinare significa fare proseliti, farsi propaganda, e indottrinare tramite la scuola significa farsi legittimare dal primo e più importante presidio educativo e formativo della Repubblica italiana. Chi invece questo coraggio non l’ha trovato sembra essere Tiziana Siragusa, assessore all’istruzione del Comune di Chivasso, che per il momento non è andata oltre il comunicato con cui dichiara di non avere nulla da dichiarare in merito… Come facesse a essere Presidente dell’Anpi di Chivasso, a celebrare ogni 25 aprile quei partigiani che ebbero il coraggio, quello vero, di mettere a repentaglio la propria vita per coerenza con i propri ideali, me lo domando e ve lo domando. Ma perché non si dimette?

C’è infine il Sindaco di Casalborgone che, pur essendo medico veterinario e avendo tutti gli strumenti culturali per capire che cos’è Access Consciousness, continua a farsi fotografare con persone che fanno parte di Access, un chiaro segno della sua amicizia e vicinanza con i nuovi proprietari del Castello di Casalborgone. Evidentemente quali attività facciano realmente questi signori continua a non riguardarlo ed è questo il modo in cui ritiene di occuparsi del bene comune, di tutelare la sua comunità. In un certo senso è molto coraggioso, perché pur di continuare a sperare nel Castello come volano dell’economia locale pare disposto a stare sempre zitto zitto se gli si chiede cosa pensa dei benefici massaggi ai punti sulla testa. El g’ha un curagg da Milalira, si sarebbe detto una volta… Qualche perplessità forse ce l’ha l’ex-maestra ora consigliere comunale Caramellino, che non credo avrebbe mai accolto nelle sue classi i facilitatori di Access per un bel massaggino alla testa al posto delle sue lezioni (come minimo, perché a scuola non si va a perdere tempo). Ma la maggioranza a Casalborgone è compatta, e nessuno ha il coraggio di sollevare il minimo dubbio sugli “investitori internazionali”…

Nonostante la dirigente della Dasso abbia dichiarata conclusa, con evidente imbarazzo, la “sperimentazione”, si direbbe che l’ambiente Access non demorda e guardi con rinnovato interesse al mondo dell’infanzia. Pare che il 4 dicembre si sia tenuta in Castello la festa dell’albero, alla quale pare siano state invitate le famiglie (o almeno alcune famiglie) con bambini. Offrendo una cioccolata calda e un po’ di animazione natalizia si fanno amicizie con modica spesa e si pensa al futuro del proprio business. Non sarà che quella cioccolata è stata anche, o forse soltanto, un piccolo investimento pubblicitario? Famiglie avvisate, mezze salvate.

Ermanno Vitale

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